NBA Free Agency 2017: Le Pagelle della Western Conference

La free agency, ad oggi, è stata molto movimentata ed affascinante. Ma non tutti i team si sono mossi allo stesso modo. Ecco, quindi, le pagelle di questo folle mercato estivo, partendo dalla Western Conference.

 

WESTERN CONFERENCE

 

  1. GOLDEN STATE WARRIORS – Il capolavoro. Durant decide di rifirmare a cifre più vantaggiose per convincere sia Iguodala sia Livingstone a restare. Steph uomo dei record (e fin qui, la scoperta dell’acqua calda) e l’arrivo di Nick Young, usando la mid – level exception, permette ai Dubs di avere un tiratore di riserva senza svenarsi per rinnovare Ian Clark, che verosimilmente lascerà il team. Ad allargare ulteriormente il perimetro arriva Casspi al minimo salariale. West, NcGee e Pachulia rinnovati completano gli Warriors 17 – 18, forse ancora più forti di quelli neo campioni. Bob Myers ha fatto ancora centro. VOTO: 9.5

 

  1. HOUSTON ROCKETS – L’arrivo di Chris Paul è da Oscar alla miglior sceneggiatura, specie contando tutti i movimenti che sono stati fatti per portarlo in Texas (7 giocatori spostati). Ma il prezzo da pagare è alto: Dekker e Harrell sono due ali futuribilissime che a LA faranno bene. Ci voleva anche identità difensiva persa con l’addio di Beverley, e PJ Tucker in questo sarà utile (anche se doveva essere Iguodala…). Risolta la grana Nené e con Mbah A Moute cagnaccio in difesa che ai Clippers ha fatto bene, Harden ha certamente un team competitivo (e un rinnovo da 228 milioni di dollari da qui al 2023). Ma basterà per fronteggiare Golden State? Ne riparliamo quando (e SE) arriverà Carmelo Anthony, come in tanti stanno annunciando. VOTO: 8.5

 

  1. MINNESOTA TIMBERWOLVES – Jimmy Butler alla notte del Draft, in cambio di un giocatore mai sbocciato a Minnie (LaVine) e di un rookie ancora tutto da scoprire e che non avrebbe avuto rivalsa (Dunn). Poi via Rubio (che non era dei piani della dirigenza da tempo) e arriva Jeff Teague, playmaker più fisico e congeniale al sistema di gioco di coach Thibodeau. E parlando di congenialità, torna alla corte dell’ex coach di Chicago il fedelissimo Taj Gibson, cercato per più di un anno e finalmente arrivato. Tra gli arrivi preziosi non si può NON citare Jamal Crawford: la sua esperienza e il suo 36% da tre punti in regular season aiutano. In attesa di estendere Wiggins e con Towns sempre più forte, Minnie può finalmente puntare alla postseason. VOTO: 8.5
  1. OKLAHOMA CITY THUNDER – Arriva Paul George il primo giorno, in cambio di due giovani futuribili, ma ancora troppo acerbi per poter pensare di convincere Russell Westbrook a estendere con OKC. Viene poi rinnovato Robertson (obiettivo primario della free agency) e arriva Patrick Patterson dalla panchina a rinforzare il reparto ali. Un play di riserva è stato trovato in Raymond Felton: non è molto, ma sempre meglio dell’ex Payne e di Norris Cole. Sam Presti ha fatto ancora una volta un buonissimo lavoro. Al momento, poi ne parliamo tra un anno per giudicare la relazione George/ Westbrook. VOTO: 8
  1. SACRAMENTO KINGS – L’addio di Cousins a febbraio ha portato più certezze e un clima decisamente più sereno, a Sacramento. Arrivano tre play dal draft (Fox, Mason, Giles), arriva anche Bogdanovic come ala. E fin qui nessun problema: il neo arrivato Buddy Hield potrà maturare e crescere come guardia tiratrice, suo ruolo naturale ora libero. Salvo poi capire che Divac fa sul serio e vuole esperienza, e arrivano un George Hill artefice della magica stagione di Utah e un Zach Randolph padrone delle doppie doppie anche uscendo dalla panchina con Memphis nell’ultima stagione assieme al compagno Vince Carter, per l’ultima stagione di onorata carriera. Il tutto liberandosi delle zavorre Evans, Galloway, McLemore, Gay, oltre al taglio dell’ozioso Afflalo. Novantadue minuti d’applauso, specie alla luce delle ultime sessioni di mercato. VOTO: 7.5
  1. LOS ANGELES CLIPPERS – Paul ceduto a buon prezzo (due ali del futuro come riserve, una shooting guard del calibro di Lou Williams, che quando è in vena sa segnare, un pitbull come Beverley) e Redick sostiuito bene (sempre Williams). La priorità era quindi rinnovare Griffin. Fatto. Aggiungere l’ala piccola che i Clips cercano da anni. Fatto: nome Danilo, cognome Gallinari (alle prese con la rottura del metacarpo della mano e fuori 40 giorni). Perdere Crawford, in cerca magari di un’altra guardia di riserva. Da fare. Cercare un altro centro e un’ala grande di riserva, alla luce della partenza di Mbah A Moute e di Speights. Da fare (il ritorno di Brandon Bass è un’opzione?). Basterà per spezzare la maledizione della finale di Conference? Dubbi fortissimi, anche se a fianco di Beverley giocherà, fresco di firma, un certo Milos Teodosic, suo ex compagno all’Olympiakos. Non è da sottovalutare nemmeno l’arrivo di Willie Reed come centro di riserva per DeAndre Jordan: a Miami, in 14 minuti di impiego, ha realizzato 5 punti e 5 rimbalzi di media. VOTO: 7.5
  1. SAN ANTONIO SPURS –Dovevano prendere un play che rimpiazzasse Parker, e sia Paul che Lowry sono andati. È tornato Patty Mills e sarà lui il comandante in capo, ma RC Buford è stato troppo fermo questa estate. A meno che il piano non sia far crescere Dejounte Murray… Senza dimenticare che ci sarebbe da risolvere la faccenda Aldridge. Intanto, l’arrivo di Rudy Gay porta punti proprio come piano B con l’addio di Simmons e, data la posizione dell’ex Kings, verosimilmente di David Lee. E’ stato firmato il francese Lauvergne, ma di sicuro non sarà in grado di rimpiazzare quando di buono ha fatto Dewayne Dedmon, volato ad Atlanta. Buona notizia: il rinnovo di Pau Gasol a cifre tutto sommato accettabili (16 milioni ad anno). Buonissima notizia: in questi Spurs vivaio di giovani (Murray, Paul, Blossomgame…) e di giocatori in cerca di riscatto (Gay), il rinnovo di Manu Ginobili è preziosissimo. VOTO: 7

 

  1. UTAH JAZZ – Arriva Rubio, Ingles viene confermato ed Hill e Hayward vengono persi. Le trattative per il sign&trade che avrebbe portato ai mormoni Jae Crowder si sono fermate e, con la cessione di Avery Bradley, non sono più riprese. Perdere questi due e uno Shelvin Mack da 7 punti in 20 minuti di impiego è letale, in un Ovest simile a una vasca di squali. Ma Utah non sembra avere accusato il colpo e il mercato di riparazione è stato comunque discreto: le speranze vengono dal Draft e dalla scelta di Donovan Mitchell, oltre che dall’arrivo in Utah di Sefolosha e della sua difesa e da quello di Udoh fresco campione europeo con il Fenerbache. Anche Jonas Jerebko e il suo 43% dal campo (con il 34% da tre) possono essere utilissimi ad allargare il campo. VOTO: 6.5

 

  1. LOS ANGELES LAKERS – Per questa estate, molti bocconi amari. Si parte bene con le trade e arriva Lopez in cambio di Russell e del faraonico contratto di Lopez per liberare spazio sul cap a luglio, ma l’oggetto dei desideri (George) va in Oklahoma e pregano perché non cambi idea sul giocare in gialloviola. Obiettivo primario: trovare una guardia (anche per un anno) che faccia da chioccia per Ball. Hill adocchiato e corteggiato a un anno, ma sceglie i rivali Kings, mentre Rondo è volato a New Orleans. E’ arrivato quindi Kentavious Caldwell – Pope, per un anno solo e sperando sia un’ipoteca per il futuro, contando la sua versatilità come 3 & D. Sicuramente KCP è un premio di consolazione, dopo il mancato approdo di George Hill. L’addio di Tarik Black, uomo di energia che avrebbe fatto comodo a far crescere i giovani, è di quelli che fanno male, non solo a lui ma anche ai suoi ex compagni di squadra. E Rob Pelinka ha dichiarato che sarebbero stati da postseason già quest’anno. Il Draft alza i voti, ma ancora non ci siamo. VOTO: 6

 

  1. PORTLAND TRAIL – BLAZERS – Non c’era molto da fare per questo roster dopo l’arrivo di Nurkic a febbraio. Salvo forse tagliare alcuni ingaggi troppo pesanti per non andare oltre la luxury tax. Operazione fatta: Allen Crabbe è stato ceduto ai Nets in cambio di Andrew Nicholson (poi tagliato), così da alleggerire il cap. Urge però un’ala di riserva, proprio per rimpiazzare Crabbe. VOTO: 6

 

  1. PHOENIX SUNS – Il Draft di Phoenix ha messo in luce una cosa: si parte da Devin Booker, ufficialmente. E l’arrivo di Josh Jackson come ala è di quelli fondamentali in Arizona. Talmente tanto, che il pacchetto proposto dai Cavs Irving/ Jackson – Bledsoe – Prima scelta è stato rifiutato proprio per l’inclusione dell’ex Kansas. Tagliato Barbosa, Phoenix ha una pista da seguire. Ci sarà da trovare un sostituto per Bledsoe nel caso in cui venisse ceduto: Brandon Knight, infatti, si è rotto il crociato e sarà fuori tutta la stagione. VOTO: 6

 

  1. NEW ORLEANS PELICANS – La squadra è la stessa dell’anno scorso. È stato riconfermato (faraonicamente) Holiday. Non è stato ceduto Asik e, quindi, non è stato trovato un cambio idoneo per Cousins e Davis, chiamati alla prima stagione assieme (si stanno allenando insieme per trovare chimica). Hanno perso Tim Frazier, che come cambio di Holiday aveva fatto benissimo, in cambio della 52 al Draft di giugno; tuttavia, hanno firmato per un anno Rondo, che se rimane quello di Chicago può portare a un fantastico contributo in Louisiana. VOTO: 6

 

  1. MEMPHIS GRIZZLIES – Perdere Z-Bo non era così scontato, e ora Memphis dovrà mettersi in modalità rebuilding, contando anche l’addio di Vince Carter, sesto uomo di lusso per la franchigia del Tennessee. Ma se rebuilding vuol dire non estendere JaMychal Green, ala del futuro, si parte già con il piede sbagliato. L’arrivo di Ben McLemore è molto interessante: l’ex Kansas e Sacramento ha un potenziale pazzesco e in Tennessee può finalmente far sbocciare la sua carriera. Parlando di ex Kings, si è aggiunto alla festa anche Tyreke Evans assieme al figliol prodigo Mario Chalmers, ma potrebbe non bastare in questo Ovest indemoniato. VOTO: 5.5

 

  1. DENVER NUGGETS – Millsap è arrivato a peso d’oro e in Colorado aspirano a tornare ai playoff. Ma il pacchetto ali è intasatissimo (Faried, Millsap, Malik Beasley, Chandler, Lyles, Arthur) e per un team la prima cosa è dare chiarezza. Sembra che ai Nuggets debbano ancora fare dei movimenti, o almeno si spera; prima del Draft si parlava di Mudiay a Phoenix per Bledsoe, ma non se n’è fatto nulla. Peccato, perché l’ex Clippers sarebbe stato un super uomo di esperienza per il Colorado… VOTO: 5
  1. DALLAS MAVERICKS – Dirk Nowitzki sarà portabandiera dei Mavs ancora per due stagioni, ma i movimenti in Texas sono pochi. A parte il Draft è arrivato solo Josh McRoberts da Miami e Noel deve ancora essere rifirmato. Molto del futuro di Dallas dipenderà da lui. VOTO: 4.5