NBA – Lo Show dei Record in una settimana

Nella settimana del Martin Luther King Day e, soprattutto, dell’ottavo “anniversario” dei leggendari 81 di Kobe Bryant, vari record sono stati infranti, aggiornati o pareggiati da un altrettanto vario numero di giocatori NBA. Andiamo, quindi, a darci un occhio, perché molti dei detentori sono destinati ad avere un ruolo futuro davvero notevole nella Lega, ormai, di Adam Silver.

24 GENNAIO –  New York Knicks vs. Charlotte Bobcats. 125 – 96 per New York. Non c’è certo bisogno di chi scrive questo articolo per ricordarvi che Carmelo Anthony ha scritto una pagina importante della storia, di questa stagione, sua e dei Knicks. Infatti, con i suoi 62 punti, 23/35 dal campo e 6/11 da tre punti, ha infranto tre record nella stessa partita.

  1. Il career high, superando i suoi 50 punti pareggiati il 2 aprile 2013 contro gli Heat.
  2. Record di punti segnati in una partita da una giocatore dei Knicks; in precedenza, il record erano i 60 punti di Bernard King.
  3. Record di punti segnati da un giocatore al Madison. Battuti Kobe e i suoi 61, del 2 febbraio 2009.

Il tutto, due giorni dopo l’anniversario dei magici 81. Ottimo lavoro di Melo, davvero immarcabile in quella partita e capace di piazzare magie dal campo, come la preghiera alla fine del secondo quarto; un risultato che gli è valso le congratulazioni dei due detentori precedenti, specie quelle di King, orgoglioso di vedere un giocatore dei Knicks superare la sua magia, realizzata con la stessa maglia. Una di quelle giornate dove il canestro si tramuta in vasca da bagno. Per una notte, come dovrebbe accadere più spesso, è stato l’uomo solo al comando che i Knicks volevano da tanto tempo. Per una notte, si è dimenticato del record perdente, degli infortuni del team, delle crisi e delle sue percentuali. Per una notte, è stato semplicemente Melo.

24 GENNAIO, PT. II – Houston perde contro Memphis, ma Chandler Parsons infrange il record per numero di triple realizzate in un tempo. Dopo un primo tempo a secco, l’ala dei Rockets realizza 10/14 da oltre l’arco, per un totale di 34 punti. Un’altra delle già tante ragioni per cui David Morey vuole rinnovarlo e costruire un Dream Team attorno a lui, Harden e Howard.

25 GENNAIO – Record non superati, bensì pareggiati. Da una parte, Terrence Ross realizza 51 punti nella sconfitta dei Raptors contro i Clippers  e pareggia il record che Vince Carter realizzò nel 2000 contro Phoenix. Per Ross, il futuro è radioso: è atletico, e il fatto che abbia segnato con 16/29 dal campo e 10/17 da tre punti indica che ha pure buon tiro. Non è mai piacevole realizzare queste cifre se non si vince, ma è sempre meglio che niente. Inoltre, i Raptors sono ampiamente alla post season. L’altro record della notte è di Zach Randolph. L’ala dei Grizzlies registra 189 doppie doppie con la maglia del Tennessee, dopo la sua 19 + 17 nella vittoria contro Houston. Il record è condiviso con Pau Gasol, che lo realizzò in sette stagioni con la squadra ora di Mark. Quindi, da una parte, Randolph ha realizzato il record in minor tempo rispetto al catalano (quattro stagioni). Inoltre, la sua esperienza non è ancora finita. Quindi…190 in arrivo!

ROOKIE DA FAVOLA – Oscar Robertson, Magic Johnson, Steve Francis. E ora, anche Michael Carter – Williams. 17.3 PPG, 5.7 RPG, 6.5 APG, 40.6% dal campo, 29.8% da tre punti: sono queste le cifre dello straordinario ragazzo di Syracuse, sempre più vicino al Rookie of The Year, il primo per un giocatore degli Orange dai tempi di Derrick Coleman, nel 1991. È lui, ora, il nuovo leader dei Sixers, da cui partirà una dinastia.

CAREER HIGH – 21 Gennaio. Sacramento batte i Pelicans con Rudy Gay, che pareggia il career high di 41 punti contro gli Heat, del 13 dicembre 2009. Rudy si trova bene a Sacramento e lo dimostra con prestazioni davvero incredibili, trovando, si spera, la sua dimensione come secondo violino dietro a Cousins. Il 22 gennaio, DeMar DeRozan dimostra ai Raptors di non essere stato chiamato con la 9a chiamata assoluta al Draft del 2009. Aiuta i Raptors a rimontare i Mavericks da -20 e a vincere la partita, realizzando anche i suoi 40 punti, ad oggi massimo in carriera. A tutti gli effetti, invece, LaMarcus Aldridge è diventato l’erede di Brandon Roy come leader di Portland. E ne ha dato dimostrazione il 23 gennaio battendo Denver con 44 punti; anche se poi non è stato chiamato in quintetto per la Western Conference, lui non ne fa certamente un problema. D’altronde, oggi come oggi tra lui e Kevin Love non è certo l’ala di Minnesota che andrà alla post season.

LA MARCIA DI KYLE – Dopo aver superato il record di Dana Barros il 6 Dicembre contro i Cavaliers, Kyle Korver non sembra voglia fermarsi più. La guardia di Atlanta, infatti, è arrivata a 112 partite consecutive segnando almeno una tripla. E pensare che aveva dichiarato di voler arrivare alle 100! Se gli Hawks sono in record vincente e si preparano alla prossima sessione di playoff, in parte lo devono anche a lui.

IN CHIUSURA – Kobe è, oggi, secondo a Kareem (19) per convocazioni all’All – Star Game. Con la comunicazione dei quintetti che si affronteranno a New Orleans, il Mamba arriva a 16, diventando il giocatore all’attivo con maggiori chiamate. Visto che è fuori per infortunio, Bryant spera di rientrare per l’evento di New Orleans, ma non giocherà molto, per, stando alle sue parole, “favorire le nuove generazioni”. Siamo sicuri che, nel caso in cui la partita si scaldasse, non chiederà di entrare?

foto: usatoday.com