Notte NBA: Miami vince il big match con Indiana, cade Portland, Burke fa 30, Kemba sulla sirena

LA RIMONTA DI LEBRON – È successo un po’ di tutto nella sfida tra le due squadre ai vertici della Eastern Conference. Partiamo dalla situazione finale, quella più contestata dai Pacers e che ha permesso a LeBron e compagni di portare a casa definitivamente la vittoria per 97-94: Paul George sbaglia un tiro da tre a 4” dalla fine, ma il replay immortala un LeBron che ha entrambe le mani appoggiate sulla schiena dell’avversario. In sostanza, manca un fallo a favore dei Pacers che avrebbe consentito a George di tirare tre liberi per il pareggio. Gli Indiana Pacers (20-5) possono recriminare anche su un paio di falli dubbi fischiati a Roy Hibbert, costretto a sedersi a lungo in panchina (6 punti e 5 falli in 23’). Al di là del discorso arbitrale, ciò che resta dal parquet è la sensazione di una partita che Indiana ha letteralmente gettato via. Arrivati al 31’ sul +14, i Pacers hanno iniziato a non trovare più risposte all’aumento di pressione da parte della difesa dei Miami Heat (19-6) e il ritmo offensivo è notevolmente calato. La rimonta dei padroni di casa è stata coronata da una tripla di Chris Bosh per il sorpasso, poi il solito Ray Allen ha rincarato la dose. In tutto questo, c’è stato anche spazio per un’accesa discussione tra LeBron e Mario Chalmers durante un timeout. LBJ, come ha ribadito su Twitter, ha chiesto scusa al compagno di squadra al termine della gara. Top scorer dell’incontro Dwyane Wade con 32 punti, frutto di un 15/25 al tiro. LeBron ha collezionato 24 punti, 9 rimbalzi, 7 assist e 3 rubate. 25 punti, 8 rimbalzi e 6 assist per Paul George.

IL CAREER HIGH DI BURKE – Non una partita di cartello quella tra Utah Jazz (7-21) e Orlando Magic (8-18) disputata all’Amway Center di Orlando. A rendere la gara ancora più complicata per i Magic ci si è messo Afflalo, costretto a non partecipare all’incontro a causa di un’influenza. Con 21.6 punti di media, Afflalo è il miglior marcatore della squadra in stagione. I Magic avevano rimontato 12 punti di scarto nel terzo quarto ed erano arrivati a giocarsela fino alla fine (78-78 al 43’). I canestri di Burke e Favors e i 4 punti finali di Hayward hanno però distrutto le speranze di coach Vaughn. Una partita a tratti godibile, giocata a buoni ritmi da due squadre che mandano in campo diversi giovani interessanti in prospettiva futura. Nel confronto tra i due rookie di punta, il prodotto di Michigan ha stravinto su Victor Oladipo. L’esterno dei Magic ha infatti deluso con solo 3 punti e un drammatico 1/12 dal campo. Burke, invece, ha giocato la sua miglior partita da quando è arrivato in NBA: 30 punti (career high), 12/20 al tiro, 4/8 da tre, 7 rimbalzi e 8 assist. Se il buongiorno si vede dal mattino…

OT VINCENTI PER BOBCATS E KNICKS E LA FOLLIA DEL MAGO – All’Air Canada Centre va in scena una sfida epica, ben al di là delle aspettative fornite dalle squadre in campo. I Charlotte Bobcats (12-14) compiono una bella rimonta ai danni dei Toronto Raptors (9-14) e si portano avanti, ma senza aver fatto i conti con Kyle Lowry: il playmaker della franchigia canadese forza l’OT con un canestro dall’arco. Nel supplementare, sul +1 Bobcats ad un solo secondo dalla fine, Henderson commette un fallo abbastanza ingenuo su DeRozan. L’esterno dei Raptors fa solo 1/2 e dà la possibilità ai Bobcats di organizzarsi per un ultimo tiro. Uscita dai blocchi di Kemba, che riceve sul lato sinistro e scaglia il jumper della vittoria. Walker ha segnato 29 punti, uno in meno del top scorer DeRozan. Si protrae fino all’overtime anche la partita di Milwaukee, con i New York Knicks (8-17) che strappano una vittoria sofferta all’inverosimile. C’è Tyson Chandler sul parquet e questo per i Knicks fa già una bella differenza. Al primo supplementare ci si arriva al termine di quattro quarti senza particolari strattoni. I Knicks sono in vantaggio di 2 punti nell’ultimo minuto. Melo sbaglia, ma Chandler prende il rimbalzo e riapre per Bargnani. Il Mago, con 11” sul cronometro, invece di tenere palla tenta e sbaglia un tiro dall’arco e regala ai Milwaukee Bucks (5-20) la possibilità di pareggiare: lo fa Henson correggendo un errore di Brandon Knight. Nel secondo supplementare una tripla di Melo (29 punti e 9 rimbalzi) permettel’allungo decisivo dei Knicks. Per Knight 36 punti, 13/25 dal campo, 6/12 da tre e 9 rimbalzi.

LOVE DEMOLISCE I BLAZERS – I Portland Trail Blazers (22-5) disputano una pessima gara difensiva al Target Center di Minneapolis e perdono il primo posto nella Western Conference a favore dei Thunder. Tanto merito va dato ai T’Wolves, capaci di schiantare letteralmente gli avversari nel primo tempo (al 19’ i padroni di casa erano avanti 62-30) e di interrompere la loro striscia di cinque vittorie consecutive. Sono in particolare i due lunghi dei Minnesota Timberwolves (13-13) ad aver giocato una partita eccezionale: Love, che già nel primo tempo si era portato a due assist dalla tripla-doppia, ha chiuso la gara con 29 punti, 10/18 dal campo, 4/7 da tre, 15 rimbalzi e 9 assist; per Pekovic, invece, 30 punti e 9 rimbalzi con un ottimo 14/19 al tiro. Probabilmente per la prima gara in stagione, LaMarcus Aldridge (15 punti, 7/22 dal campo, 14 rimbalzi) è andato sotto contro un diretto avversario. Buona partita invece per Lillard: 36 punti, 13/24 al tiro, 6 rimbalzi e 6 assist.

TUTTO BENE IN TEXAS – La compagine allenata da Rick Carlisle è stata la prima squadra texana a scendere in campo nella notte. Approfittando dell’incrocio coi Memphis Grizzlies (10-15), squadra non proprio solidissima con Marc Gasol ai box, i Dallas Mavericks (15-10) hanno trovato la fuga decisiva già nel primo tempo. Migliori marcatori della squadra come al solito Nowitzki (20 punti, 9/15 dal campo, 6 rimbalzi, 5 assist) e Monta Ellis (18 punti). Per i Grizzlies prova da 16 punti e 11 rimbalzi per Tony Allen, mentre Randolph incappa in una brutta serata al tiro (5/18). Vittoria anche per i San Antonio Spurs (20-5), impegnati nella trasferta di Phoenix. Il difficile per gli Spurs è stato superare lo shock iniziale di un Channing Frye da 15 punti nei primi 9’. Nel quarto quarto la squadra di Popovich ha avuto bisogno del contributo fondamentale di Manu Ginobili (24 punti, 6 rimbalzi, 7 assist) per poter aver la meglio sui Phoenix Suns (14-10) col risultato di 101-108. Come i Mavs, anche i Rockets hanno affrontato una squadra in crisi nera: i Chicago Bulls (9-15) sono attualmente fuori dalle prime otto della Eastern Conference. La partita non ha avuto particolare storia, con Dwight Howard (23 punti e 9 rimbalzi) che ha dominato il pitturato e gli Houston Rockets (17-9) che hanno stravinto per 109-94.

RIENTRA ANTHONY DAVIS, MA VINCONO I CLIPPERS – Per i New Orleans Pelicans (11-13), Anthony Davis è ovviamente un giocatore fondamentale e il suo rientro è la prima buona notizia, anche se Monty Williams aspetta con ansia il ritorno alla vittoria dopo tre sconfitte consecutive. I Los Angeles Clippers (18-9) hanno avuto un buon contributo da tutto il quintetto e non hanno sostanzialmente mai sofferto: nel quarto periodo il divario più basso è stato di 13 punti. Convince ancora una volta un DeAndre Jordan, rivitalizzato dalla cura Rivers: 14 punti, 6/6 dal campo e 20 rimbalzi. Anche il suo compagno di reparto, Blake Griffin, si difende bene con 21 punti, 10 rimbalzi e 5 assist. Tra i Pelicans si fa onore Anthony Davis, che entra dalla panchina e contribuisce con 24 punti e 12 rimbalzi. Tripla-doppia per Tyreke Evans: 11 punti, 13 rimbalzi e 10 assist.

ALTRI RISULTATI – Autorevole vittoria degli Atlanta Hawks (14-12) in casa contro i Sacramento Kings (7-17). La squadra allenata da Budenholzer aveva raggiunto quota 100 punti già dopo 40’ di gioco e ha chiuso l’incontro sul 124-107. 28 punti a testa per Kyle Korver (8/10 da tre) e DeMarcus Cousins, migliori marcatori dell’incontro. Altra grande prestazione di Jeff Teague con 18 punti, 8 rimbalzi e 15 assist. Nonostante lo sforzo finale di Jared Sullinger (19 punti e 8 rimbalzi in 33’), i Boston Celtics (12-15) non sono riusciti a mettere al tappeto i Detroit Pistons (13-14). Decisiva ai fini della vittoria per 106-107 una tripla di Brandon Jennings (28 punti e 14 assist) nel finale di partita. Continuano ad essere lontani dalla forma ideale i Brooklyn Nets (9-16), questa volta sconfitti al Barclays Center dai Washington Wizards (11-13). Paul Pierce dalla panchina ha segnato 27 punti con 10/12 al tiro, ma non è bastato per volgere la partita a favore dei Nets, sconfitti per 107-113.

TOP PUNTI: Brandon Knight (Milwaukee Bucks) 36, Damian Lillard (Portland Trail Blazers) 36, Dwyane Wade (Miami Heat) 32, Trey Burke (Utah Jazz) 30, Nikola Pekovic (Minnesota Timberwolves) 30, DeMar DeRozan (Toronto Raptors) 30
TOP RIMBALZI: DeAndre Jordan (Los Angeles Clippers) 20, Andre Drummond (Detroit Pistons) 16, Kevin Love (Minnesota Timberwolves) 15
TOP ASSIST: Jeff Teague (Atlanta Hawks) 15, Brandon Jennings (Detroit Pistons) 14, Deron Williams (Brooklyn Nets) 13

Photo: nba.com