NBA Playoffs – I 4 temi di gara 2 tra Clippers e Warriors

IL RISCATTO DI BLAKE – Noi vi avevamo avvisati, potevate scordarvi che Griffin avrebbe ripetuto la povera prestazione di gara 2. Ed infatti stanotte ha messo a nudo tutte le debolezze della difesa interna dei Warriors, esplodendo con 35 punti (13/17 dal campo) e guidando i Clippers ad un pazzesco successo per 138-98. Purtroppo per Golden State, Griffin è tornato ai suoi standard abituali, il che per Curry e compagni è un grave problema. C’è da dire che LA comunque aveva una motivazione ben maggiore: doveva assolutamente vincere per evitare di andare ad Oakland sotto 0-2, che avrebbe avuto già il sapore di sconfitta. 

LA TAGLIA CONTA – Chi si era illuso che i Warriors potessero reggere l’impatto con i vari Griffin e Jordan, stanotte si è dovuto ricredere. Difficilmente ci sarà un’altra partita con 40 punti di scarto, ma in gara 2 si sono viste tutte le debolezze interne di GS. David Lee non è uno che cambia la partita dal punto di vista difensivo, giusto per usare un eufemismo, ed infatti è un disastro in marcatura su Griffin, che negli scontri in regular season veniva sempre affidato a Bogut. Jermaine O’Neal ha disputato una gara 1 clamorosa, ma è ovvio che non può reggere sempre a questi ritmi, soprattutto contro Blake: ha 10 anni di più e non è un giocatore esplosivo come lui. Poi c’è Marreese Speights, il cui unico contributo alla gara di stanotte è stato prendersi un tecnico per una gomitata su Davis. Insomma, in questo momento il roster non ha a disposizione grandi risposte per Griffin. Qual è la soluzione? Sperare che Bogut torni il prima possibile e che nel frattempo Blake non giochi sempre ai livelli di stanotte. 

IL NERVOSISMO DI CURRY – Non mancano le lamentele per il fatto che, dopo gli episodi di gara 1, Griffin ha giocato 30 minuti senza vedersi fischiare nemmeno un fallo. In particolare, Curry ha mostrato tutta la sua frustrazione per un ipotetico fallo subito in penetrazione da Blake, ed è arrivato a prendersi un fallo tecnico. Lamentarsi del presunto trattamento preferenziale riservato a Griffin non è una soluzione, ma è un modo disperato di affrontare il fatto che i Warriors sono stati spazzati via in gara 2. Tra l’altro Curry per la seconda notte consecutiva non ha giocato una gran gara: nel primo tempo ha segnato solo 4 punti e quando ne ha messi 20 nel solo terzo quarto la partita era ormai già bella che andata. 

CATTIVI PRESAGI PER I WARRIORS – E’ vero che a Golden State non finirà mai con 40 punti di scarto, ma neanche con 20, ma comunque in questo momento i segnali in casa Warriors non sono dei migliori. Contro i Clippers, i Dubs devono riuscire a cavalcare la small-ball, aumentando il ritmo e creando buone conclusioni, come in gara 1. I Warriors devono sperare che Griffin non tirerà sempre con il 76% dal campo, ma a meno che Bogut non dovesse rendersi protagonista di una guarigione miracolosa, LA avrà sempre la possibilità di sfruttare gli evidenti punti deboli degli avversari, come accaduto in gara 2.