NBA Playoffs – I 4 temi di gara 2 tra Heat e Bobcats

(NON) COME GARA 1 – Fin dall’inizio è parso chiaro che gli Heat non volessero ripetere lo stesso copione di gara 1: se nel primo episodio della serie i Bobcats avevano ottenuto un iniziale vantaggio, questa volta i campioni NBA in carica hanno chiuso sul +10 il primo periodo. Poco importa: esattamente come in gara 1, i Bobcats sono rimasti a contatto fino al termine del terzo quarto grazie ad una intensa fase centrale di partita. A questo punto un paio di penetrazioni di troppo concesse dalla difesa di Steve Clifford sembravano aver definitivamente compromesso la gara per Charlotte: gli Heat sono volati sul +14 con meno di 7’ da giocare. Gli ospiti non avevano però nessuna intenzione di subire la seconda imbarcata consecutiva. La rimonta dei Bobcats si è protratta fino al -3 a 13” dalla fine, ma la palla persa di Chris Douglas-Roberts ha distrutto le speranze di vittoria dei Bobcats.

NON PUOI FERMARE LEBRON – Michael Kidd-Gilchrist si sarà chiesto cos’ha fatto di male per trovarsi contro LeBron in questa stagione. La stella dei Miami Heat aveva segnato proprio contro l’ex Kentucky il suo career high da 61 punti. In una squadra che sta andando un po’ a corrente alternata in questo inizio di post-season, James è sicuramente una costante con il suo rendimento ineguagliabile. Anche in gara 2 ha dominato con 32 punti, 6 rimbalzi e 8 assist e ha anche collezionato il solito disumano 11/17 al tiro. Spoelstra non si può lamentare nemmeno dell’impatto di Chris Bosh, che come al solito – da un paio di anni a questa parte – è stato per gli avversari una spina nel fianco dal perimetro: 20 punti con 8/11 dal campo e 4/5 da tre. Meno incisivo Wade, che si è fermato a quota 15.

L’ORGOGLIO DI KEMBA E BIG AL – Walker – Jefferson è la coppia che ha riportato i Bobcats ai Playoffs solo due anni dopo la stagione da 7 vittorie. I due giocatori stanno facendo di tutto per provare ad impensierire gli Heat, ma contro una squadra così talentuosa e profonda non è mai facile giocare. Come in gara 1, Kemba ha fatto tremare gli avversari nel secondo tempo. La differenza è che questa volta ci è riuscito con due triple negli ultimi 2’ che hanno riportato addirittura i Bobcats a -1. Nel parziale 20-7 tra il 41’ e il 47’ 40”, ci sono 8 punti di Walker e 2 di Al Jefferson. Big Al è sceso regolarmente in campo nonostante l’infortunio che ha limitato le sue prestazioni in gara 1. Nel pitturato non è mai un cliente facile e, anche se non è stato preciso al tiro (9/23), difficilmente si può giudicare negativa la sua serata da 18 punti e 13 rimbalzi. Kidd-Gilchrist, con 22 punti, è stato il miglior marcatore della squadra.

HEAT TRA BLACKOUT E ROTAZIONI ALLUNGATE – Gli Heat, probabilmente, non si stanno preoccupando più di tanto per questo impegno contro i Bobcats al primo turno. In queste prime due partite hanno alternato blackout clamorosi ad accelerazioni prepotenti che hanno fruttato grandi parziali. Spoelstra sta anche utilizzando elementi della panchina – come Rashard Lewis e James Jones – che non sono necessariamente stati protagonisti in regular season e non lo saranno forse neanche nei prossimi turni. In questa gara 2 gli Heat hanno perso 17 palloni e hanno tirato 9/23 dall’arco. Ma, aspetto degno di nota, non hanno mostrato – se non a piccole dosi – la loro abituale grinta in difesa. È chiaro che, man mano che farà strada nella post-season, Miami aumenterà l’intensità.