NBA Playoffs – I 4 temi di gara 2 tra Rockets e Blazers

VITTORIA FUORI DALL’AREA – I Trail Blazers si sono portati sul 2-0 nella serie con la seconda vittoria in fila a Houston. Dopo le prime due gare, solo tre squadre non hanno ancora perso. Due di queste – Wizards e Blazers – devono ancora giocare in casa. Portland ha tutte le intenzioni di cavalcare il momento positivo: non passa un turno di Playoffs dal remoto 2000. I Rockets, sconfitti per 105-112, hanno dominato nel pitturato: Houston ha vinto la sfida in the paint addirittura 68-30. La prova incredibile di Aldridge dalla media distanza, in aggiunta alla precisione di un Dorell Wright da 3/4 dall’arco, ha fatto la differenza in favore della franchigia dell’Oregon. Come in gara 1, la partita si è giocata a ritmi elevatissimi e i Blazers non hanno avuto alcun problema a trovare punti. Hanno vinto questa partita con relativa tranquillità. Relativa perché, comunque, Harden aveva trovato la tripla del -3 con 30” sul cronometro. A quel punto Lin ha deciso di spendere immediatamente il fallo e ha bruciato le residue speranze dei Rockets.

HOWARD SUONA LA CARICA… – E pensare che, per i Rockets, la partita era iniziata nel migliore dei modi. Dwight Howard aveva disposto a suo piacimento di Robin Lopez, solitamente un ottimo difensore nel pitturato. Il centro della squadra texana aveva rimediato la bellezza di 11 punti in appena 5 minuti e aveva chiuso il primo quarto a quota 19. Le sue percentuali sono andate in leggera flessione quando ha fallito i suoi ultimi quattro tentativi dal campo nel primo tempo, ma comunque all’intervallo lungo si poteva parlare di una prestazione da 25 punti, 8 rimbalzi e 11/17 al tiro. Sono stati i falli a far uscire Howard dalla partita. Dwight ha commesso il suo quarto nel terzo periodo ed è stato graziato subito all’inizio dell’ultima frazione di gioco, quando una sua spinta a rimbalzo avrebbe potuto causare un fischio. Nel secondo tempo ha segnato solo 7 punti con 2/5 dal campo.

… ALDRIDGE RISPONDE! – Con Howard che si stava prendendo i Rockets sulle spalle, Aldridge ha capito che era subito il caso di rispondere. Il lungo dei Blazers ha segnato 8 punti nei primi 5’ e non si è mai fermato. Asik e Howard si sono alternati in marcatura su di lui, ma nessuno dei due è riuscito ad ottenere grandi risultati. LaMarcus ha sfoderato a ripetizione il suo letale jump shot e non ha lasciato alcuno scampo agli avversari. All’intervallo ci è arrivato con 23 punti e 9/12 dal campo e, a differenza di Howard, non ha minimamente premuto il piede sul freno nella ripresa. Anzi, se possibile è stato ancora di più un faro per la sua squadra, che ha cercato di servirlo ad ogni azione. Ed è così che Aldridge ha pian piano aumentato il suo fatturato, fino ad arrivare ai 43 punti conclusivi. Nei Playoffs 2014 ha fino ad ora segnato 89 punti in 82 minuti. Tra i giocatori in attività, solo Kobe (2001) e LeBron (2009) possono vantare due gare consecutive da 40 punti nei Playoffs.

LA STRANA SERATA DI HARDEN – Tra le cause della sconfitta di Houston c’è sicuramente la prestazione di James Harden. La guardia dei Rockets non aveva brillato nemmeno in gara 1: 27 punti, 8/28 dal campo e 3/14 dall’arco. Il suo impatto è stato persino peggiore nel secondo atto della serie tra la #4 e la #5 della Western Conference. L’attitudine difensiva non ha mai fatto parte del gioco di Harden, ma questa volta il numero 13 dei Rockets ha addirittura esagerato: a 35” dalla fine, dopo un 2/2 di Howard dalla lunetta che aveva riportato Houston a -4, si è inspiegabilmente fermato a metà campo e ha permesso a Portland di pescare con un passaggio lungo Wes Matthews per due punti comodi. Della sua partita si può anche citare un’insensata tripla in transizione – quando ancora non c’era nemmeno un compagno in area – nel momento di maggior difficoltà dei Rockets, a 5′ dalla fine. O anche il fallo in attacco – il sesto della sua partita – con cui sostanzialmente ha gettato la spugna sul -5 a 28” dal termine. Il suo tabellino riporta 18 punti, 6/19 dal campo e 5 palle perse.