NBA Playoffs – I 4 temi di gara 2 tra Spurs e Mavericks

NIENTE RIMONTA – Gara 1 non era per la verità stata tanto diversa: San Antonio aveva giocato una brutta pallacanestro e aveva rischiato di uscire dalla partita con i Mavs sul +10 nel corso del quarto periodo. Da quel momento in poi, però, era arrivato un parziale 15-0 con Tim Duncan protagonista assoluto. Questa volta Dallas ha trovato un vantaggio in doppia cifra (+15) già nel secondo quarto e, di nuovo, gli Spurs hanno saputo reagire nel momento di maggiore difficoltà: parziale 10-0 per chiudere nel migliore dei modi il primo tempo. Peccato che la circolazione di palla della squadra di Carlisle abbia permesso ai Mavericks di ottenere nuovamente un ampio vantaggio nella terza frazione di gioco, questa volta senza che gli Spurs riuscissero a piazzare il parziale vincente. Dallas ha vinto il secondo tempo per 57-41 e la partita per 92-113.

PALLE PERSE – L’impostazione difensiva decisa da Carlisle, con cambi su ogni blocco, aveva destato parecchie perplessità durante il primo quarto di gara 1, quando Parker si era dimostrato in grado di arrivare al ferro con continuità. Peccato per gli Spurs che l’idea del coach dei Mavericks si fosse rivelata corretta già nel primo episodio della serie. Gara 2 non ha fatto altro che amplificare questa impressione all’ennesima potenza: Parker è stato tenuto il più possibile lontano dal ferro, a Duncan è stata frequentemente negata la ricezione e i tiratori sul perimetro non hanno avuto conclusioni semplici. Il dato più importante, in ogni caso, è quello delle palle perse: la difesa dei Mavericks ne ha forzate 22. È chiaro che, con questo elevatissimo numero di palloni gettati, anche un attacco fenomenale come quello degli Spurs risulta innocuo.

CALDERON PROTAGONISTA – Il miglior marcatore dei Mavericks è stato Monta Ellis con 21 punti e anche Shawn Marion ha contribuito a questo successo segnandone 20 con 8/10 dal campo. Come in gara 1, Nowitzki non è stato troppo preciso e si è dovuto accontentare di 16 punti con 7/19 al tiro. Il tedesco si è trovato maggiormente a suo agio con Diaw sulle sue tracce, mentre ha sofferto la marcatura di Splitter. Ancora un fattore Devin Harris: 18 punti e 5 assist con 7/9 dal campo. La miglior prestazione, se rapportata a gara 1, resta però quella di José Calderon. Il playmaker spagnolo ha segnato tre fondamentali canestri consecutivi nel finale di terzo quarto per rimettere 15 punti tra le due squadre. È il segnale più importante per Carlisle, visto che Calderon non era riuscito a rendersi protagonista di una singola giocata positiva in gara 1.

SOLO MANU PER GLI SPURS – L’astinenza del supporting cast degli Spurs comincia ad essere preoccupante per coach Popovich. In gara 1 i Big Three avevano messo a segno 65 dei 90 punti di squadra e, tra gli altri giocatori della compagine col miglior record in regular season, solo Kawhi Leonard era riuscito ad andare in doppia cifra. La situazione non è cambiata di molto in gara 2. Anzi, forse è peggiorata per San Antonio. Il migliore in campo è stato senza dubbio Manu Ginobili: 27 punti, 9/12 dal campo e 5/6 dall’arco in soli 23 minuti. Duncan e Parker sono stati sicuramente meno incisivi rispetto a tre giorni fa e hanno aggiunto 11 e 12 punti con un 9/15 complessivo dal campo. Per il resto, il vuoto. Leonard, Splitter e Danny Green, gli altri tre componenti del quintetto base, hanno segnato 6 punti a testa. La panchina, se escludiamo Ginobili, ha portato alla causa degli Spurs solo 24 punti.