NBA Playoffs – I 4 temi di gara 2 tra Thunder e Grizzlies

LA PARTITA IN DUE GIOCATE – Memphis ha fatto notevoli progressi rispetto a gara 1 e ha comandato la partita dall’inizio fino – quasi – alla fine. I Grizzlies sono arrivati a 18” dalla fine con 5 punti di vantaggio e Tony Allen ha quasi vinto la partita sporcando il passaggio di Westbrook per Durant. La palla è comunque arrivata nelle mani del 35, su cui si è fiondato Marc Gasol. Il catalano ha perso nello slancio il controllo del corpo e ha urtato KD, che non ha esitato: straordinaria tripla dall’angolo con tanto di tiro libero aggiuntivo. Dopo l’1/2 di Conley dalla lunetta, Perkins ha corretto un errore di Westbrook al tiro e ha pareggiato la partita sulla sirena. Nell’overtime, poi, Tony Allen è riuscito fare contento coach Joerger. L’1/2 di Durant dalla lunetta a seguito del sesto fallo – peraltro molto dubbio – di Marc Gasol ha riportato in parità i Thunder con 35” da giocare. Tony Allen ha rotto la difesa dei Thunder e in penetrazione ha servito Zach Randolph per l’appoggio del 105-107. Da quel momento in poi, OKC non ha più segnato.

SE GIOCHI AL LORO RITMO, I GRIZZLIES TI AZZANNANO – I Thunder avevano toccato anche il +25 nel corso del primo tempo di gara 1 con un piano partita molto semplice: correre il più possibile per riuscire a tirare prima che la difesa avversaria potesse schierarsi. Questa volta la squadra di coach Joerger ha imposto il suo ritmo sulla partita ed i risultati sono stati subito evidenti: OKC ha tirato con il 25% dal campo nei primi 16’ di gara. Il totale cambio di ritmo non è l’unica chiave interessante di questa partita. Anche la difesa congiunta di Westbrook e Sefolosha su Mike Conley, fondamentale sempre nel primo tempo di gara 1, ha perso nettamente di efficacia in questo secondo episodio della serie. Il playmaker dei Grizzlies è riuscito fin troppo spesso a trovare l’ingresso in area per un tiro o per un passaggio e ha chiuso la partita con 19 punti e 12 assist. Joerger ha optato anche per il quintetto piccolo – con Tony Allen e Mike Miller come ali e uno solo tra Gasol e Randolph in campo – quando dall’altra parte Brooks ha schierato Durant da ala grande di fianco ad Ibaka. Una scelta che si è rivelata efficace per Memphis.

TONY ALLEN FORMATO MILLECHIODIDurant si è acceso nell’incredibile finale di partita, ma prima di quel momento non era stato poi così letale. Il motivo? Quel giocatore con la maglia numero 9 che si è letteralmente incollato alla sua divisa. Tony Allen è uno dei migliori difensori della lega e non lo scopriamo di certo oggi, ma questa gara 2 merita di costituire un capitolo a parte nella sua carriera di specialista difensivo. Allen a Memphis ha trovato un ambiente in cui riesce ad essere una pedina fondamentale dalla panchina, oltre che un leader emotivo di una certa rilevanza. Non è un caso che tutte le giocate più importanti di questa partita lo vedano in qualche modo coinvolto: ha sporcato il passaggio di Westbrook per KD prima della tripla con fallo, anche se la palla è arrivata comunque in qualche modo al fuoriclasse dei Thunder; ha servito a Z-Bo l’assist per il decisivo vantaggio a 26” dalla fine; ha impedito a Durant di tirare dall’arco con i Thunder sul -4 negli ultimi 10” del supplementare. Ah, volete sapere un’altra cosa? Quando Brooks ha richiamato Durant in panchina, Allen si è spostato a marcare – con successo – Russell Westbrook. KD ha segnato 36 punti con 12/28 dal campo, Westbrook 29 con 11/28.

BENO, L’EROE CHE NON TI ASPETTI – La panchina dei Grizzlies ha fatto la differenza in gara 2, mentre quella dei Thunder non è stata in grado di fornire un contributo significativo: la sfida tra le riserve è stata vinta da quelle di Memphis con un secco 33-14. In questi 33 punti sono contenute anche le tre bombe di Mike Miller, il giustiziere di Oklahoma City. Oltre a Tony Allen e Miller, si è messo in mostra anche un altro giocatore che non era partito in quintetto: Beno Udrih. Il playmaker sloveno, scaricato dai Knicks a febbraio, ha recuperato terreno nelle rotazioni grazie alla sospensione per 20 partite di Nick Calathes. È riuscito a segnare 14 punti in 14 minuti con un ottimo 6/8 dal campo. I suoi 8 punti nella prima metà del quarto periodo sono stati molto importanti per tenere Memphis avanti nel punteggio. L’intesa che ha dimostrato con Marc Gasol, nelle situazioni in cui il centro spagnolo è in possesso di palla in post alto, potrà rivelarsi un’arma in più per Joerger. Di certo i Grizzlies, in questo momento, non stanno rimpiangendo Calathes.