NBA Playoffs: Knicks e Spurs ad un passo dal 4-0, Golden State va sul 2-1 dopo una spettacolare gara 3

Oramai l’obiettivo dei Boston Celtics non è nemmeno più vincere una partita, ma è diventato superare gli 80 punti segnati. Anche questa volta la difesa di Woodson ha tenuto i biancoverdi sotto quota 80, garantendo una facile vittoria ai New York Knicks, molto vicini a restituire ai Celtics il cappotto di due stagioni fa al primo turno. I Knicks non vincevano a Boston nei Playoffs dal 1990. Carmelo Anthony, protagonista della gara con 26 punti, non ha usato giri di parole, dichiarando senza mezzi termini che rifilare un 4-0 ai Celtics sarebbe un sogno. In enorme difficoltà Paul Pierce (17 punti, 6/15 dal campo e 5 palle perse), mentre Kevin Garnett ha giocato la miglior gara della sua serie con 12 punti e 17 rimbalzi. Tra i protagonisti della gara impossibile non segnalare il giovane rookie Pablo Prigioni, autore di 9 punti con tre canestri dall’arco, oltre che di 5 palle rubate. Da segnalare anche la follia di J.R. Smith: ha colpito Jason Terry con una gomitata sul +19 Knicks. Ora rischia una squalifica che potrebbe fargli saltare anche qualche gara del turno successivo.

Poco da dire sulla seconda gara della notte: ai padroni di casa, i Los Angeles Lakers, mancavano per infortunio, oltre a Kobe Bryant, anche Steve Nash, Steve Blake e Jodie Meeks. Non sorprende quindi che in gara 3 contro i San Antonio Spurs, con Andrew Goudelock e Darius Morris in quintetto, i Lakers hanno registrato la peggior sconfitta in post-season della loro storia: -31. Per la verità Goudelock e Morris hanno firmato il loro career high, rispettivamente con 20 (8/17 al tiro) e 24 punti (9/15 e 6 assist). Il catalano Pau Gasol ha messo assieme 11 punti, 13 rimbalzi e 10 assist, mentre il suo compagno di reparto Dwight Howard ha chiuso la partita con 25 punti (7/15 dalla lunetta) e 11 rimbalzi; troppo poco: gli Spurs hanno dominato la gara a rimbalzo (49-35) e Tim Duncan è stato il migliore degli speroni per punti (26) e rimbalzi (9). Tony Parker ha ripetuto la splendida gara 2 disputata: 20 punti (9/14 dal campo) e 7 assist. Tiago Splitter ha rimediato un infortunio alla caviglia e dovrebbe stare fuori per circa dieci giorni.

Anche questa serie poteva essere rovinata dagli infortuni: David Lee è fuori fino a fine stagione e Stephen Curry ha rischiato di non giocare per un problema alla caviglia. Steph, però, è sceso regolarmente in campo e ha trascinato i Golden State Warriors alla vittoria con 29 punti (8/17 dal campo, 4/7 da tre) e 11 assist. Nonostante la grande prestazione di Curry, per i Denver Nuggets il migliore in campo è stato il suo diretto rivale Ty Lawson: 35 punti (11/22 al tiro) e 10 assist. Il veterano Andre Miller, per la prima volta, è stato completamente fuori dalla partita: 2/13 dal campo per 7 punti complessivi. Anche Klay Thompson (3/10 al tiro, 6 punti) è incorso nella sua prima gara storta dall’inizio della post-season. La squadra di Mark Jackson ha vinto ancora una volta la sfida a rimbalzo (42-34), anche se si è fermata sotto al 50% dall’arco (8/20). Nel quarto quarto 5 punti di Draymond Green hanno permesso ai padroni di casa di guadagnarsi un leggero vantaggio, poi Lawson con un libero ha rimesso tre punti tra le due squadre con 2’ da giocare. Dopo un 1/2 di Jack dalla lunetta, Chandler ha segnato dall’arco il -1 a 16” dalla fine. Golden State ha fatto infrazione di cinque secondi sulla rimessa, ma Lawson ha perso palla dando a Barnes la possibilità di chiudere la gara dalla lunetta. Il rookie ha fatto 1/2 e il tentativo di Iguodala per la vittoria non è andato a segno.

RISULTATI

Boston Celtics 76-90 New York Knicks – 0-3

Los Angeles Lakers 89-120 San Antonio Spurs – 0-3

Golden State Warriors 110-108 Denver Nuggets – 2-1

Photo: skysports.com