NBA Playoffs – I 4 temi di gara 4 tra Grizzlies e Thunder

L’ENNESIMO OVERTIME – Oramai le squadre potrebbero giocare solo gli ultimi 5 minuti, tanto non c’è verso che una partita di questa serie finisca prima dell’overtime. Gara 4 ha seguito un copione già visto: Memphis sopra nell’ultimo minuto – di 5 punti dopo i jump shots di Tony Allen e Marc Gasol – prima della rimonta dei Thunder. A firmare la riscossa ci ha pensato Reggie Jackson, autore prima di una tripla con mano in faccia e poi di un floater in penetrazione. Questa volta, quindi, nessun gioco da 4 punti. I Grizzlies, come in gara 3, hanno avuto l’ultimo tiro: conclusione frontale di Gasol sul secondo ferro con Tony Allen che strappa il rimbalzo offensivo, ma decide di non scaricare la palla verso Mike Miller o Conley e rimedia una stoppata da Ibaka. OKC avrebbe un contropiede a disposizione, ma con 4” ancora sul cronometro Reggie Jackson prova il tiro dalla difesa. Due errori di Conley nell’ultimo minuto del supplementare hanno permesso ad OKC di allungare, poi lo stesso Conley ha sbagliato la tripla sulla sirena per il pareggio e i Thunder hanno conquistato il 2-2.

IL QUINTETTO CHE NON TI ASPETTI – I Thunder avevano iniziato il quarto periodo con 12 punti di vantaggio dopo aver dominato, nonostante il basso punteggio, la parte centrale della gara. Per una volta, la squadra di Scott Brooks si è spremuta al massimo nella metà campo difensiva e ha chiuso l’area agli avversari, costringendoli a tirare da fuori. E, si sa, le conclusioni dalla distanza non sono di certo il piatto forte in casa Grizzlies. Joerger ha così attuato una rivoluzione nell’ultimo quarto che ha rischiato di risultare decisiva: quintetto piccolo con Udrih, Conley, Tony Allen, Mike Miller e Marc Gasol. Randolph, autore di una prestazione sottotono, seduto in panchina. Ancora una volta, Joerger – al di là del risultato finale – ha vinto la sfida diretta con Scott Brooks, che è rimasto a guardare la rimonta dei Grizzlies senza cambiare di una virgola l’assetto della squadra, in campo con Jackson, Westbrook, Butler, Durant e Ibaka. I 5 punti nell’ultimo minuto di Reggie Jackson hanno vanificato lo straordinario quarto quarto dei Grizzlies e hanno salvato Brooks da una figuraccia. Memphis ripenserà sicuramente alla serata storta di Randolph e Conley (10/30 complessivo al tiro) e ai dieci errori dalla lunetta, due dei principali fattori della sconfitta.

L’EROE CHE NON TI ASPETTI – Reggie Jackson ha salvato Brooks da una figuraccia e, in qualche modo, ha salvato la stagione dei Thunder. Se i Thunder fossero scivolati sull’1-3, difficilmente avrebbero potuto rimontare contro una squadra che mette in luce tutti i loro punti deboli. La panchina dei Thunder in generale, nel secondo quarto, ha avuto un buon impatto e Jackson l’ha guidata mettendo in subbuglio la difesa avversaria con penetrazioni e conclusioni dal palleggio. Abbiamo già menzionato i suoi 5 punti consecutivi per pareggiare la partita nell’ultimo minuto e la sua decisione folle a 4” dalla fine dei regolamentari. Un errore tutto sommato perdonabile, tanto che Fisher è arrivato subito a rincuorarlo. Nel supplementare Jackson ha segnato uno dei due canestri dal campo dei Thunder e la sua mano non ha tremato nemmeno dalla lunetta: il suo 6/6 nell’OT ha spento definitivamente le speranze dei Grizzlies. Ha messo a referto 32 punti – career-high anche considerando le gare di regular season – con 11/16 dal campo, 2/4 da tre, 8/8 dalla lunetta e, per non farsi mancare niente, 9 rimbalzi.

LA PRESTAZIONE DI WESTBROOK E DURANT – Reggie Jackson non ha solo salvato Brooks e la stagione dei Thunder, ha anche tenuto lontani Westbrook e Durant da un oceano di critiche. Se escludiamo gara 1, in cui i Grizzlies non sono riusciti a contenere il gioco in transizione dei Thunder, Westbrook e Durant sono stati in larga parte annientati dalla difesa avversaria. È insolito per due giocatori del genere fare così tanta fatica ad aggiungere punti al tabellino. In questa gara 4, Durant ha segnato solo 15 punti – non scendeva sotto i 20 dal 21 dicembre – con un disastroso 5/21 dal campo. Nelle ultime tre gare, ha tirato con il 35.5% dal campo (27/76) e il 22.2% da tre (6/27). Anche dalla lunetta non è riuscito ad essere letale come suo solito: nella serie sta tirando con il 75.7% (25/33) contro l’87.3% della regular season. Segno che la difesa di Tony Allen lo sta sfiancando. Ma non c’è solo Durant tra i protagonisti negativi delle ultime tre gare: Westbrook ha rischiato di compromettere gara 4 con un 6/24 dal campo che gli ha fruttato 15 punti. Da gara 2 in poi, sta tirando con il 33.3% dal campo (26/78) e il 23.1% dal perimetro (6/26).