NBA Preview – Boston Celtics resettati..ma anche rinforzati?

C’erano una volta i Boston Celtics. Come ogni anno. Ma un giorno decisero di diventare una mina vagante a Est, arrivarono primi a Est e ebbero il fattore campo contro i campioni in carica dei Cleveland Cavaliers. Ma il vissero felici e contenti non ci sarebbe stato: un 4 – 1 chiuse la favola di Boston con voglia di riscatto per il 2017. La prima scelta al Draft 2017 era una premessa, ma è stata scaricata per la terza, rivelatasi poi il progetto a lungo termine (almeno così appare) Jayson Tatum, uno che per la NBA sembra già ready. Poi, dopo un lungo corteggiamento, è arrivato Gordon Hayward per quelli che erano destinati ad essere i nuovi Big Three di Boston: Horford, Isaiah Thomas e il neo arrivato. Ma non è tutto oro quello che luccica: Jae Crowder, uno che al posto di titolare era abituato, si era lamentato già a gennaio per gli applausi che Hayward aveva ricevuto all’arrivo di Utah nella Beantown e l’arrivo dell’ex Jazz ha reso palese la sua insoddisfazione. Per di più, Avery Bradley è in scadenza di contratto e Isaiah Thomas, uno che per Boston ha dato cuore e anima, pure. Isaiah dichiara che non farà sconti, perché si è meritato ogni singolo centesimo del max contract che chiederà. Verissimo, ma Boston non può permettersi tale pagamento. Aggiungiamo: vale la pena per uno che, pur offensivamente incontestabile, presenta evidenti lacune in difesa, a febbraio compirà 29 anni e ha un problema all’anca che lo terrà fuori fino a gennaio inoltrato?

Ecco quindi che casca a fagiolo un paio di trade che hanno del clamoroso: via Bradley a Detroit, in cambio di Marcus Morris, via Isaiah, Crowder, il rookie Ante Zizic una prima scelta del prossimo draft per…Kyrie Irving! Sono scambi che fanno male, perché vedere alcuni dei giocatori che hanno fatto gli ultimi anni della franchigia fa male, ma nell’ottica di Ainge, oltre con questo gruppo non si poteva andare.

ROSTER – Horford in quintetto, e come cambi avrà due nuovi arrivi. Aron Baynes esce da anni mediocri ai Pistons (15 minuti a 5.5 punti e 4.5 rimbalzi di media), ma dà un corpaccione per far fiatare il suo titolare, che intanto sta proseguendo nel suo allargare il raggio di tiro (ai playoff, 51.9% da tre punti). L’altro cambio è Daniel Theis, reduce delle buone stagione con il Bamberg. Marcus Morris, invece, partirà ala grande: giocatore meno di effetto del gemello Markieff e chiamato a tornare protagonista, specie alla luce del caso di aggressione dal quale è stato scagionato da poco. La sua ultima stagione ai Pistons è stata di tutto rispetto (32 minuti a 14 punti con il 42% dal campo), ma ci vorrà maggior presenza sotto canestro (4 rimbalzi a partita sono pochi…). Di certo, chi dopo un anno di gavetta, è chiamato a fare un buon lavoro come riserva è Jaylen Brown, con lo scopo di diventare un leader emotivo per i Celtics. Brown ha mostrato doti di leader incredibili questa estate, dai progressi sul campo a quelli fuori (alla Summer League ha organizzato una festa apposta per i giocatori al primo e secondo anno, soggetti come sono ai limiti di alcolici e di etica che la NBA ha indicato) e può mettere in mostra buona parte del talento offensivo che a Las Vegas lo hanno fatto brillare. Ala piccola titolare, ovviamente, il pezzo pregiato del mercato: dopo aver visto la cessione del pilastro difensivo Crowder per farlo arrivare, Gordon Hayward dovrà avere doppio valore in attacco e in difesa e confermare la presenza all’All – Star Game della passata stagione. Al suo posto, il rookie Jayson Tatum: lui e Brown sono due ali quanto mai simili tra loro e, per talento, pilastri della Boston operaia. Compito difficile, invece, aspetta Marcus Smart: dovrà diventare la prima opzione difensiva nel backcourt dopo la cessione di Bradley e deve inoltre mettersi in mostra. È infatti nel suo contract year e dovrà meritarsi il rinnovo. Alle sue spalle, il ritorno di Shane Larkin dopo anni di Baskonia. Infine, Kyrie Irving. Dopo anni di Cavaliers e la voglia di sbocciare in un team finalmente suo, ecco che ha l’occasione per crescere come uomo – spogliatoio e come prima punta d’attacco, coinvolgendo però le altre bocche da fuoco che lo circondano. L’ambiente di Boston già gli piace e percepisce un’atmosfera diversa da Cleveland: buon segno? In ogni caso, Terry Rozier avrà il difficile compito di fargli da cambio. Un giocatore dotato di buona mano, specie da oltre la linea dei tre punti, che sarà molto utile ai Celtics.

QUINTETTO – Irving; Smart; Hayward; Morris; Horford.

OBIETTIVO – Con il gruppo dell’anno scorso, senza Isaiah (già fermo per i problemi all’anca) Boston è arrivata alle Finali di Conference. Ma il resto del team, compatto, aveva dato prova di valore incredibile. Ora le cose sono cambiate: solo Horford è rimasto del quintetto titolare dell’anno scorso, i Celtics sono in pieno rodaggio e hanno due nuovi All – Star da far convivere. Per di più, il miglior difensore è andato a Detroit e l’unico in grado, forse, di marcare LeBron gioca a fianco della vittima predestinata. Ma se questi rodano, alle Finali di Conference possono tornarci facilmente. Starà a Brad Stevens trovare la quadratura del cerchio.