NBA Preview – Los Angeles Clippers, il Gallo canta all’alba della nuova LA

I Clippers sono pronti a ripartire. La free agency che avrebbe dovuto scombussolare gli equilibri del team, con Chris Paul e Blake Griffin sul piede di partenza, non ha visto Los Angeles uscire con le ossa rotte. Le premesse, però, non erano delle migliori: oltre ai due sopracitati, anche JJ Reddick era in procinto di lasciare e DeAndre Jordan era stato offerto a vari team qualche giorno prima del Draft. La certezze erano solo due: Redick non aveva intenzione di rinnovare con i Clippers e Griffin era free agent. Poi è avvenuto il colpo: Chris Paul ha annunciato che nel 2018 non avrebbe rinnovato il contratto con Los Angeles e aveva chiesto di essere ceduto, per non lasciare i suoi con un pugno di mosche in mano. Con destinazione Houston, sono arrivati i pezzi necessari per sostituire i partenti: Patrick Beverley in regia (difensore cattivo se ce n’è uno), Lou Williams al tiro per rimpiazzare Reddick, Sam Dekker e Montrezl Harrell per dare quella profondità, nel reparto ali, che mancava ai Clips. Almeno l’idea era questa: mettere le basi in caso di addio a Griffin. Invece Griffin è rimasto, e Los Angeles si è poi buttata a capofitto su Danilo Gallinari per formare un reparto ali più forte di quanto non fosse stato negli ultimi anni. Tutto questo ha richiesto un sacrificio: Jamal Crawford, che dopo un anno di rumors alla fine è stato ceduto. Infine, è arrivato dal CSKA un certo Milos Teodosic, che già in preseason sta facendo vedere il suo genio ai passaggi, pur con diverse lacune al tiro. Estate, quindi, assolutamente positiva, se aggiungiamo che Doc Rivers non si assumerà più i compiti di mercato ma si dedicherà a tempo pieno ad allenare. Ai Celtics aveva fatto così, e i risultati sembrano positivi.

ROSTER – il quintetto è stato rivoluzionato per tre quinti. Accanto a Jordan e Griffin giocherà infatti Gallinari come titolare, portando atletismo e tiro da tre punti in un settore che a Los Angeles è stato piuttosto carente negli ultimi anni (Wes Johnson e l’ultimo Paul Pierce). Nel backcourt Rivers sta provando ad applicare la strategia del doppio play, con Teodosic da guardia tiratrice e il suo ex compagno all’Olympiacos Beverley come playmaker difensore, così da avere passaggi e difesa per aprire il campo a Gallinari e per scaricare in area a Griffin e Jordan. Dalla panchina uscirà Lou Williams in un ruolo simile a quello che aveva Crawford: una guardia pura con palleggio e capacità di portare palla, che riceverà i passaggi dei compagni. Sicuramente, questi Clippers si confermeranno team che tira dalla lunga come nella passata stagione. La situazione, però, sembra temporanea: Austin Rivers è infatti fuori per un infortunio e, stando alle voci, pare che sarà lui a giocare shooting guard titolare al fianco di Beverley. Questo risparmierà a Teodosic fiato e ottimizzerà il suo uso e il minutaggio. Il reparto ali è stato rivoluzionato: Johnson è ormai una terza scelta in uscita dalla panchina e vedrà il suo minutaggio calare drasticamente, perché Dekker ha fatto molto bene a Houston e Harrell si presenta a Los Angeles con un dignitoso 9 punti e 3 rimbalzi di media nella passata stagione. Saranno lui e Willie Reed (rapito ai Miami Heat) i cambi di DeAndre, con Harrell che può essere eventualmente usato da 4 con Dekker da tre per sostituire Gallinari e giocare un basket più di area che di realizzazioni esterne.

QUINTETTO – Beverley; Rivers; Gallinari; Griffin; Jordan

OBIETTIVO – Questi Clippers ai playoff ci arrivano e hanno un vantaggio: non avere più Paul. Se dal punto di vista di gioco ci perdono, a livello mentale i Clippers non hanno più il peso di essere obbligati a vincere (peso che, ora, graverà sulle spalle di Houston ndr) e possono compattare un gruppo di veterani e nuovi arrivi ben equilibrato. Los Angeles non ha niente da perdere e può anche arrivare quinta o sesta ai playoff, giocandosi la posizione con i Timberwolves. Non oltre, però, perché le corazzate dell’Ovest non possono permetterlo. Il primo turno è raggiungibile, quindi, ma non superabile. E questa certezza toglie pressione alle loro spalle.