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NBA Preview: Nets, si spera nella Linsanity

Troppe transizioni e troppe cose da sistemare. I Brooklyn Nets avevano ancora delle cose da aggiustare, e il GM Sean Marks non aveva certo il tempo di illudersi e di portare qualche pezzo interessante del mercato alla sua squadra. Perciò, anche quest’anno si scommette.

Visto che Brooklyn non aveva scelte al Draft, per prima cosa è stato ceduto il pesante contratto di Thaddeus Young ai Pacers in cambio della 20ma assoluta, rivelatasi poi essere la guardia Caris LeVert. 10 giocatori erano senza contratto, e 10 giocatori non sono stati rifirmati: Thomas Robinson (Lakers), Andrea Bargnani (Baskonia), Shane Larkin (Baskonia), Wayne Ellington (Miami), Jarrett Jack (Atlanta), Willie Reed (Miami), Donal Sloan (Cina), Henry Sims (Utah, Training Camp), Markel Brown (Cleveland, Training Camp), Sergey Karasev (Khimki). In compenso, sono arrivati alcuni giocatori interessanti.

Nel ruolo di ala, ecco Luis Scola. L’argentino non è più quello di una volta, ma un veterano non fa male e a Toronto è stato una parte interessante del progetto, segnando 8.7 punti e catturando 4.7 rimbalzi in 21.5 minuti di impiego. Al suo fianco c’è Trevor Booker, reduce di due stagioni non eccelse agli Utah Jazz dopo il buon periodo trascorso a Washington. Parliamo comunque di un fisicaccio d’area, che può aiutare Brook Lopez e le sue fragili gambe con i 5.9 punti e 5.7 assist nei 20 minuti di impiego della passata stagione.

Tra le guardie ci sono Randy Foye, ormai alla fase ben più che calante della carriera ma sempre capace di aprire il campo con il suo tiro da tre punti, e Greivis Vasquez. Il problema è che il venezuelano non è più il giocatore visto a Toronto, registrando stagioni a Milwaukee sottotono e sotto infortunio, specie per problemi alle ginocchia. Se in estate si è allenato duramente, possiamo però tornare a gioire per la sua capacità di portare palla e di passare la palla (in carriera vanta 4.8 APG).

Indubbiamente, però, questa diventerà la squadra di Jeremy Lin. Il ragazzo di Harvard sembrava destinato a tornare a New York, ma di certo nessuno pensava ai Nets. In ogni caso i dubbi e le perplessità non mancano. A parte la Linsanity, non abbiamo mai visto un giocatore effettivamente dominante e anche nel suo periodo a Charlotte si intuiva che non sarebbe andato oltre l’essere un buon comprimario in un team da playoff. Lin lascia gli Hornets con 11.7 punti e tre assist di media. Ora, questo ragazzo con il codino da Samurai e la rapata a lato che sembra il gemello orientale di Joseph Gordon – Levitt è chiamato al grande passo, ben sapendo che molti vorranno la sua testa. Ma lui ha già mostrato di non aver paura della ghigliottina, e anzi di saperla sabotare. 21 punti con 7 su 11 nella vittoria in preseason possono essere un buon segno, per voi?

Un altro che, invece, ha perso già tutto e può solo risalire è Anthony Bennett. Il canadese è forse all’ultima spiaggia della sua carriera NBA, iniziata con troppe, troppissime aspettative buttategli addosso. Ha mostrato buone cose in estate, con la maglia della nazionale canadese (chiedete a Marco Cusin) e con quella dei Nets. La forma fisica è migliore, la potenza c’è e le braccia sono smisurate: Bennett è padrone del suo destino.

Assieme a loro, altre scommesse: Chase Budinger, uomo dalle ginocchia rotte degli ultimi anni, ha un’occasione per riprovarci, partecipando al training camp. E chi sarà chiamato a essere una scommessa è Bojan Bogdanovic. Dopo le Olimpiadi passate bene con la sua Croazia, si avvicina alla stagione NBA con 1 punti di media e il 38% da tre punti. L’attacco passerà da Lopez, da Lin e da lui. D’altronde, il mercato è andato per come doveva andare: Dion Waiters ha preferito Miami e maggiori speranze di playoff, Durant non ne parliamo nemmeno. Allen Crabbe, che avrebbe potuto essere un pezzo importante per questi Nets, è stato pareggiato dai Blazers, così come Tyler Johnson dagli Heat.

Coach Kenny Atkinson, alla sua prima da capo allenatore di un team NBA (è attuale coach della nazionale dominicana, ndr), avrà un bel da fare per capire come far girare i suoi. Con Lopez centro sicuro e Lin come play titolare, il resto del quintetto sarà da definire. Scola partirà presumibilmente dalla panchina, così come Foye. Ovvio che parliamo di un team debole, ma torniamo a dire che i Nets hanno attraversato un anno di reset, chiuso con la firma di Bargnani e Larkin a Baskonia. Perciò, aspettiamoci il massimo senza andare oltre il realismo.

DOVE POSSONO ANDARE: niente playoff, ovviamente. Alcuni esperti e analisti americani dicono che i Nets saranno la squadra peggiore della prossima stagione NBA. Facile che abbiano ragione e che non vadano oltre le 20 vittorie.

QUINTETTO IDEALE: Lopez – Booker – Hollis-Jefferson – Bogdanovic – Lin, sesto uomo Vasquez

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