NBA Preview – San Antonio Spurs nel segno di Leonard, mentre i giovani crescono

A distanza di mesi, gli Spurs non hanno ancora digerito quella difesa stretta di Zaza Pachulia sul loro uomo chiave. E se Kawhi Leonard fosse stato della serie, probabilmente non avremmo avuto un cappotto, ma almeno un 4 -1 Warriors. A monte ciò, gli Spurs si sono battuti da leoni senza non solo Leonard, ma anche senza Tony Parker (fuori per la lesione del tendine del quadricipite). Leonard tornerà sin dal 17 ottobre, ma Parker sarà ancora fuori per recuperare dall’infortunio e, in sua assenza, il mercato vedeva sei free agent da rinnovare o, almeno, sul quale valeva la pena fare considerazioni per tenerli a roster. Pau Gasol, tanto eccelso in attacco quanto mediocre in difesa; Jonathon Simmons, uomo di risorsa incredibile dopo l’infortunio di Leonard nei playoff; David Lee e, soprattutto, Patty Mills, a caccia di un contratto consistente per proseguire la sua finora positiva carriera come backcourt degli Spurs. Ah già, poi c’era il caso Manu Ginobili. Mills è tornato subito (complice il quadriennale da 50 milioni firmato), Simmons si è accasato a Orlando e Lee è ancora senza squadra. Con Dedmon che ha lasciato il Texas in direzione di Atlanta, sicuramente un rimpianto dopo il buonissimo lavoro che aveva fatto in neroargento. Dopo un mese di tira e molla tra ritiro e prosieguo di carriera, Ginobili ha scelto di tornare a vestire la maglia dei suoi Spurs per i prossimi due anni: sarà il terzo quarantenne, assieme a Vince Carter e Jason Terry, a giocare nella NBA. E a ruota di ciò, Pau Gasol ha rinnovato. In un mercato che ha provato i colpi Andre Iguodala, Kyrie Irving e Chris Paul, il premio di consolazione è comunque Rudy Gay. Sarà da capire come tornerà dall’infortunio al tendine di Achille, ma le capacità realizzative certo non mancano all’ex Kings. Nel contempo ci sarà da risolvere la faccenda Aldridge: ha infatti parlato con Popovich per capire che ruolo può avere in questi Spurs e avrà un’opzione sul suo contratto a fine stagione. I Suns potevano prenderlo prima del Draft ma tenevano troppo a Josh Jackson per cedere la quarta scelta assoluta.

ROSTER – Gasol e Aldridge saranno ancora i due perni del froncourt, al fianco di Kawhi Leonard, così come troveremo Danny Green nello spot di shooting guard, chiamato a migliorare le percentuali e l’apporto in campo dato la passata stagione, lontano come è stato da quella del titolo e da quella successiva. Il futuro degli Spurs appare in cabina di regia: Patty Mills sarà infatti titolare fino al ritorno di Tony Parker e il suo apporto servirà per testare il reale valore dell’aborigeno per capire come sarà il futuro dopo il franco – belga. Come cambio di Gasol troviamo il francese Geoffroy Lauvergne, reduce da bassi minutaggi tanto a Oklahoma City quanto a Chicago. Sarà invece il lettone Danis Bertans a prendere la second unit come ala grande e questo può avere portato all’addio di David Lee. Protagonista di lampi di talento assoluti nella passata stagione, Bertans è chiamato a migliorare ancora tanto nel gioco d’area quanto in quello dal perimetro. Come cambio di Leonard, invece, vediamo Gay: scorer purissimo, sarà interessante vedere un secondo quintetto con lui da ala forte e Leonard difensore nello spot di numero 3, mentre Aldridge occupa la posizione di centro. Danny Green avrà invece un altro cambio in crescita in Kyle Anderson e per Mills sarà il giovane Dejounte Murray, sul quale San Antonio sta investendo moltissimo (playmaker del futuro che ai playoff ha fatto vedere buone cose). Fino al pieno regime di Parker la formazione sarà questa, poi si vedrà che ruolo occuperà il numero 9. Una buona alternativa nello spot di guardia è giocare con due play: Murray come tiratore e Mills regista. Sarà uno dei backcourt degli Spurs del futuro.

QUINTETTO – Mills; Green; Leonard; Aldridge; Gasol

OBIETTIVO – La Finale di Conference è meno facile da pronosticare rispetto all’anno scorso: Rockets e Thunder rischiano di essere un passo avanti agli Spurs nel 2017 – 2018. Ma Popovich ha mostrato tante volte che i risultati si vedono sul campo, non leggendo i nomi nel roster. Di certo, per un’altra stagione San Antonio si conferma ad alti livelli e fa nello stesso tempo crescere il suo reparto giovani (Bertans, Anderson, Murray e, in un certo senso, anche Mills). Molto dei risultati di questa stagione dipenderà da Aldridge e da come si integrerà nel sistema Spurs, da quanto si riprenderanno Gay e Parker dagli infortuni e da quanto Mills sia pronto a essere il titolare che aspettava di essere. Unica certezza: Kawhi Leonard, su di lui non ci si può sbagliare.