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NBA Preview: Minnesota Timberwolves, One Hungry Pack

Credits: Bill Streicher-USA TODAY Sports
Credits: Bill Streicher-USA TODAY Sports

Preparatevi: questi sono il presente, ma anche il futuro. Soprattutto il futuro. I Minnesota Timberwolves sono una squadra giovane, accattivante, interessante. E con i cambiamenti di quest’anno, possono anche tornare a vincere.

Perché il trio delle meraviglie Towns – Wiggins – LaVine ha un anno in più e può formare una sinergia unica nel suo genere. Soprattutto il terzo ha avuto un’evoluzione interessante durante l’estate: ha lavorato sul tiro dalla media e da tre punti e risultati in preseason si sono visti, con una morbidezza di tiro e un rilascio di tutto rispetto. Il ragazzo californiano mostrerà quindi di non essere solo quello che ha vinto due volte lo Slam Dunk Contest, ma anzi un’arma aggiunta per il progetto più accattivante della Lega. Un esempio viene dalla partita da 30 punti contro gli Hornets, nella quale tanto schiacciava, quanto tirava e penetrava. Un’evoluzione simile a quella del primo Vince Carter.

Dal Draft è arrivato Kris Dunn, uno di quelli dei quali sentiremo parlare molto bene nel prossimo futuro. Guardia tiratrice dotata di notevole energia, Dunn ha dimostrato in Summer League di essere ben pronto per la Lega. Ma, stando a quanto si è scritto su ESPN, in generale la panchina dei Timberwolves può diventare molto pericolosa: è attesa anche una parte importante di Tyus Jones, il play che a Duke aiutò per la vittoria del titolo NCAA di due stagioni fa. E ci sono molti giocatori di media età e avanzata che possono far fare il salto di qualità a questo team. Tayshaun Prince e Kevin Garnett appartengono ormai al passato: oggi ci sono Cole Aldrich, che con la sua fisicità e il suo gioco sporco potrà essere prezioso in area (anche perché Nikola Pekovic sarà fuori tutto l’anno e avrà il buyout, molto probabilmente), Brandon Rush, che porterà quanto appreso nella sua esperienza agli Warriors negli ultimi due anni, e Shabazz Muhammad. Soprattutto lui è obbligato al grande salto: gli anni di NBA per ora sono stati difficili, ma il talento e la morbidezza delle mani possono rendere l’ex UCLA un’arma aggiunta per Minnie.

Anche se appartiene al passato, Minnesota non può non essere debitrice a Kevin Garnett per la disciplina insegnata ai suoi ragazzi. A plasmarli come giocatori e come uomini, al servizio prima di tutto della squadra: KG è stato in queste due stagioni un modello di esperienza del quale questi ragazzi hanno giovato notevolmente, a partire dallo scudiero Karl Anthony – Towns, che con KG ha stretto un sodalizio professionale e personale, proprio come tanti anni prima Sam Mitchell prese un giovane Garnett sotto la sua ala allo stesso modo. L’arrivo di Tom Thibodeau in panchina è solo il cambio della cattedra a un maestro più esigente, perché è l’allenatore e perché vuole portare Minnie ad essere forte dove da tempo non è: nella sua metà campo. I Timberwolves sono stati 26mi in tutta la Lega, con 106 punti di media a partita, per punti concessi agli avversari. Troppi, esagerati. Per non parlare dei 41.6 rimbalzi a partita, 29mi in tutta la NBA. In questo si focalizza la scelta di puntare un su un pacchetto lunghi, uno dei più interessanti dell’intera Lega. Può partire titolare con Towns e Gorgui Dieng, per avere efficienza anche a rimbalzo, oppure con Towns e Jordan Hill, uno che ha fatto vedere buone cose con i Pacers e ora cerca conferme, dopo che ha vagato per la Lega senza mai esprimere appieno il suo potenziale. Anche Nemanja Bjelica, l’interessante serbo reduce da una stagione sottotono, sembra aprire nuovi scenari di cambio lunghi nel roster di Minnie. In aggiunta a Aldrich, che tra Knicks e Clippers ha fatto vedere molte belle cose, abbiamo un frontcourt profondo, tuttavia non sbilanciato come quello dei Kings, tutt’altro.

Indipendentemente da queste statistiche, è ovvio che tutto debba passare dalle mani di Ricky Rubio. Pur avendo lampi di genio unici, l’ex enfant prodige di Malaga non ha ancora convinto del tutto in NBA, specie in difesa. Dovrà incrementare ancora di più i suoi assist e le sue giocate geniali, ma anche impegnarsi di più a marcare l’avversario. Anche perché, come si vede da qualche highlight, Carlo Antonio e Ricky si intendono abbastanza bene … La faccenda principale riguarda le rotazioni: LaVine nei piani di Sam Mitchell doveva diventare una point guard, ma il lavoro svolto in estate suggerisce che il giovane pterodattilo sia più adatto al ruolo di guardia tiratrice. A giocarsi lo starting five, quindi, sembra ci sarà Kris Dunn. E Rubio può essere facilmente ceduto, anche e soprattutto alla luce dei 12 milioni di contratto annuali. I Kings e i Bucks erano sulle sue tracce, nel corso di quest’estate: vedremo cosa accadrà.

Ciò che farà grattare la testa agli allenatori NBA è la forte versatilità di questa squadra: oltre che da centro, Towns può giocare pure da ala, LaVine da guardia e Wiggins da guardia. Thibodeau, tra l’altro presidente delle operazioni di gioco, oltre che allenatore, ha commentato così il suo nuovo team: Towns e Wiigins sono attesi a un’ulteriore crescita e dovranno aiutare anche i compagni a migliorare. Dunn e Rubio sono probabilmente futuribili compagni di quintetto, ma non è certo; in ogni caso, anche a Chicago Thibs tendeva ad unire giocatori atletici che accelerassero il gioco stesso. Ma su tutti non vede l’ora di avere Bjelica a pieno servizio, per la versatilità di gioco di questo ragazzo. Questi, in ogni caso, sono profondi e, a parere del loro grande capo, molto uniti e in procinto di formare una mentalità di squadra. Sono un rebus, un passo in più nell’evoluzione del gioco. Semplicemente, sono i Minnesota Timberwolves, e in tanti li stanno guardando con enorme interesse. One. Hungry. Pack.

DOVE POSSONO ARRIVARE: l’Ovest è duro, ma se Minnesota gioca bene le sue carte può restare a lottare per la postseason fino alla fine.

QUINTETTO IDEALE: Dieng – Towns – Wiggins – LaVine – Rubio, sesto uomo Muhammad.

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