NBA Preview – Utah Jazz, senza Hayward cosa si fa?

Utah Jazz, reset. Dopo aver raggiunto la semifinale di Conference ci si aspettava che gli Utah Jazz sarebbero stati confermati per quelli che erano, a partire dal ritorno di Gordon Hayward, George Hill e Joe Ingles. Di questi, è rimasto solo Ingles, con un quadriennale da 52 milioni di dollari. Inoltre, anche Shelvin Mack e Boris Diaw sono stati scaricati. In arrivo, il rookie Donovan Mitchell come guardia, Thabo Sefolosha per rinforzare la difesa sul perimetro e Ekpe Udoh, che ha lasciato il Fenerbache campione d’Europa per ritentare la NBA, dopo che nel 2015 gli era scaduto il contratto con i Clippers. E poi non dobbiamo scordare l’arrivo di Ricky Rubio, difensore incredibile e passatore geniale che i Timberwolves hanno lasciato andare gratuitamente. È ora, per i giovani dei Jazz, di mostrare il potenziale.

ROSTER – A partire da Rudy Gobert, chiamato a diventare leader su entrambe le metà campo ma soprattutto in quella offensiva. Accanto a lui ci sarà Derrick Favors e il rinnovato Ingles nello spot di ala piccola. Come guardia, Rodney Hood, che dopo l’exploit dell’anno scorso da quasi 13 punti in regular season è calato nei playoff a 8 punti (percentuali dal 40% al 35%, compreso il 37% da tre punti divenuto un 26%); sarà lui il principale terminale offensivo dei Jazz rinnovati e si aspettano molto da lui. Come, nello spot di playmaker, sarà chiamato a crescere Dante Exum, ancora classificato come oggetto misterioso. Ma non sarà lui il titolare: dovrà fare da riserva a Ricky Rubio e ai suoi assist fantastici, ma in ogni caso Rubio dovrà migliorare il suo tiro. A dire la verità, Exum sarà classificato ancora come “oggetto misterioso”: ha infatti riportato un grave infortunio alla spalla in preseason che potrebbe addirittura aver conclusp la sua stagione senza nemmeno averla iniziata. Le riserve saranno Tony Bradley come centro, Udoh come ala grande e Jonas Jerebko come doppia ala, così da contare sul suo tiro anche nello spot di 3. Un rinforzo importante nello spot di ala piccola è certamente Sefolosha: la sua difesa sul perimetro sarà preziosa contro le ali avversarie. Come guardie i Jazz sicuramente abbondano: Rodney Hood potrà contare tanto su Mitchell e il suo atletismo quanto sull’esperienza di Joe Johnson.

QUINTETTO – Rubio; Hood; Ingles; Favors; Gobert

OBIETTIVO – Utah può lottare fino alla fine per arrivare ai playoff, ma indubbiamente dovrà essere abile a cogliere debolezze dei Pelicans in cerca di ribalta o di una Portland che deve ancora capire che pesci pigliare, o di Denver ancora cantiere aperto nonostante l’arrivo di Millsap. In ogni caso, questi Jazz possono arrivare non sopra la settima posizione, non sotto la undicesima. Poi, sarà il campo a parlare.