Notte NBA: prosegue la marcia del quartetto di testa, Utah batte Chicago, la crisi dei Knicks continua

INDIANA E MIAMI COMANDANO LA EASTERN – Alla Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis gli Indiana Pacers (13-1) non hanno avuto vita facile contro i Minnesota Timberwolves (8-8). La squadra di Rubio e Love era riuscita a portarsi in vantaggio sul 65-66 nel corso del terzo periodo sfruttando qualche contropiede e i falli tecnici sanzionati a George Hill e David West. Poi la reazione d’orgoglio, firmata soprattutto Paul George, e un parziale 22-4 che ha indirizzato pesantemente la gara, terminata sul 98-84 per i Pacers. 26 punti, 7 assist e 5 rubate per George Hill. 26 punti e 8 rimbalzi è invece il tabellino di Paul George, mentre Love, doppia-doppia da 20 punti e 17 rimbalzi, ha tirato 6/20 dal campo. Leggermente diversa nello scarto, ma simile nella forma, la partita dei Miami Heat (11-3). Primo tempo di grande equilibrio, con Miami sopra solo di 3 all’intervallo lungo. Poi nel terzo periodo con James, Wade e le triple di Battier è arrivata la spallata decisiva che ha fatto arrendere i Phoenix Suns (7-7). Miami ha vinto 107-92 ottenendo il suo settimo sigillo consecutivo. 35 punti e 5 rimbalzi per LeBron con 11/14 dal campo, 21 punti e 12 assist per Wade.

SAN ANTONIO E PORTLAND COMANDANO LA WESTERN – Undicesima vittoria consecutiva per i San Antonio Spurs (13-1) che tirano con un irreale 54% dal campo nel corso della partita e sconfiggono con il risultato di 112-93 i New Orleans Pelicans (6-7). La squadra di Anthony Davis (10 punti, 6 rimbalzi, 4 stoppate) non aveva mai perso da quando Ryan Anderson (17 punti, 6/15 dal campo) è rientrato in campo. Gli Spurs hanno ottenuto il parziale decisivo già nel secondo quarto e hanno potuto amministrare il vantaggio e ruotare tutti gli effettivi. Per la squadra di Popovich il miglior marcatore è stato Manu Ginobili (16 punti), autore anche di 6 assist. I Portland Trail Blazers (13-2) incontrano una delle squadre più in crisi del momento e ne approfittano per ottenere, come gli Spurs, la undicesima vittoria in fila. È la quarta più lunga striscia di vittorie nella storia della franchigia. La sfida tra vecchi compagni di squadra (Woodson e Stotts avevano giocato in una rappresentativa dello stato dell’Indiana contro una selezione del Kentucky) inizia con un parziale 34-18 Portland nel primo periodo. Niente male, contando che Stotts aveva individuato nella difesa nel primo quarto il problema maggiore dei Blazers prima di questa gara. Come al solito i New York Knicks (3-10) appaiono privi di soluzioni e si trascinano fino a fine partita, vinta dai Blazers per 102-91. 34 punti e 15 rimbalzi di Carmelo Anthony non bastano a dare la scossa. Per il Mago 16 punti e 6 rimbalzi con 7/16 al tiro. 23 punti e 6 assist a testa per Lillard e Batum, 18 punti e 14 rimbalzi per Aldridge.

DENVER E HOUSTON RISALGONO LA CLASSIFICA – Dopo il difficile inizio sembravano destinati ad una stagione sul fondo della classifica, invece i Denver Nuggets (7-6) sono alla terza vittoria consecutiva, hanno un record positivo e sono momentaneamente in zona Playoffs. Dall’altra parte i Dallas Mavericks (9-6) pur nella sconfitta si consolano con Dirk Nowitzki che ha superato Kevin Garnett al 14esimo posto nella classifica marcatori di ogni epoca. Denver ha avuto un terzo quarto grandioso dai suoi titolari e hanno brillato sia J.J. Hickson (22 punti e 8 assist) sia Ty Lawson (19 punti e 11 assist). Ma è con Nate Robinson in campo che i Nuggets hanno scavato il solco: 17 punti, 5/9 dal campo, +22 di plus/minus. I Mavericks, che avevano iniziato il quarto quarto sul -8, non hanno avuto abbastanza energie per rimettere in piedi l’incontro, terminato 96-110. 22 punti per Monta Ellis, 18 per Nowitzki. Buona vittoria anche per gli Houston Rockets (10-5). Ci sono parecchi motivi per gioire da parte di McHale: Houston ha vinto senza Harden, ha vinto sul campo dei Memphis Grizzlies (7-7) per la prima volta dal 2010 e ha raggiunto i Clippers in classifica. I Grizzlies si erano sentiti in pieno controllo: +12 all’intervallo lungo. E ancora a fine terzo quarto erano a +8. Poi la rimonta dei Rockets e un quarto quarto da 23-38 con le triple di Casspi (16 punti), Beverley e Parsons (17 punti) per arrivare alla sirena sull’86-93. Per i Grizzlies 16 punti di Tayshaun Prince.

CHICAGO SENZA ROSE CROLLA CONTRO UTAH – Alla seconda senza Derrick Rose, i Chicago Bulls (6-7) perdono ancora. Adesso sono alla quarta sconfitta in fila, hanno un record negativo e le cose iniziano a farsi un po’ preoccupanti per coach Tom Thibodeau. La prova d’orgoglio per i Bulls c’era stata, con la squadra che aveva avuto due vantaggi nel corso dell’ultimo minuto. Poi gli Utah Jazz (2-14) hanno pareggiato con Richard Jefferson e hanno vinto nel tempo supplementare. 89-83 è il risultato dei 53 minuti di gioco tra le due squadre. Ah, chi ha segnato una tripla fondamentale dopo 2’ di OT? Sì, Trey Burke, il ragazzo che aveva già dimostrato una capacità incredibile di realizzare sotto pressione durante la sua carriera universitaria. Il prodotto di Michigan è partito per la prima volta in quintetto in casa e ha risposto con 14 punti, 6 rimbalzi e 4 assist. Il migliore in campo per i Jazz è stato Gordon Hayward: 15 punti, 6 rimbalzi, 12 assist. I Bulls, con Snell in quintetto, sono stati tenuti in piedi da tre giocatori: Deng (24 punti, 10 rimbalzi), Boozer (26 punti, 16 rimbalzi) e Noah (10 punti, 13 rimbalzi). Nessun altro giocatore degli ospiti è andato in doppia cifra. I Bulls hanno tirato 1/13 dall’arco dei tre punti.

GLI ALTRI RISULTATI – La panchina dei Boston Celtics (6-10) segna 39 punti e regala a coach Brad Stevens la vittoria esterna per 86-96 sui Charlotte Bobcats (7-8). Kemba Walker (28 punti, 6 rimbalzi, 5 assist) è il miglior marcatore della gara, Gerald Wallace (17 punti) quello dei Celtics. Contro i Milwaukee Bucks (2-11), la sua ex squadra, Brandon Jennings (15 punti) distribuisce 13 assist e i Detroit Pistons (6-8) stravincono la partita col punteggio di 113-94.

Photo: pentagonpost.com