NBA Temi della notte

NBA Stats ─ Ai Rockets servono i 50 punti di Harden per battere Phila

Dodici partite in una notte NBA contrassegnata dalle conferme delle migliori squadre della lega: Cleveland (12-4), Indiana (10-5), Miami (10-5), Golden State (17-0), San Antonio (13-3) e Oklahoma City (11-6) vincono ancora, blindando i primi tre posti nelle rispettive Conference. C’è stato anche spazio per alcune prestazioni individuali da capogiro e, a tal proposito, non si può che partire da James Harden. Con Curry che domina incontrastato la classifica marcatori, il Barba era chiamato a rispondere. Lo ha fatto nella partita sulla carta più facile, quella contro Phila. Un match, però, che ha rappresentato una reale insidia per i Rockets, sotto 97-104 a 7 minuti dal termine della gara con un indemoniato Covington (arrivato alla sirena finale con 28 punti, 7 rimbalzi, 5 assist e 8 palle rubate). È servito proprio un parziale tutto firmato da Harden (12 punti consecutivi, intervallati solo da tre liberi di Corey Brewer) a Houston per avere la meglio su Philadelphia (116-114 il risultato finale). Il numero 13 ha chiuso la partita con 50 punti, 9 rimbalzi, 8 assist, 14/28 dal campo, 6/12 da tre e 16/20 ai tiri liberi.

Milwaukee, abbiamo un problema. I Bucks sono tra le più grande delusioni di questo primo mese e hanno perso senza combattere più di tanto (114-90 il punteggio) sul campo degli Orlando Magic. Una gara dominata in lungo e in largo da Elfrid Payton: il prodotto di Louisiana-Lafayette ha messo assieme 22 punti e 10 assist con 10/12 al tiro. Un dato decisamente inusuale per lui, che avrà anche grandi qualità, ma di certo non si distingue per la precisione balistica. Nuovamente, è sotto accusa la difesa della squadra di coach Kidd (che questa notte era assente per squalifica). In particolare, Carter-Williams al rientro dall’infortunio non sembra ancor aver raggiunto un livello adeguato di intensità e pure la riserva, Greivis Vasquez, sta faticando ad ingranare. Al momento, Milwaukee è la peggior squadra della lega per defensive rating: concede 109.5 punti ogni 100 possessi. Una disfatta per una franchigia che puntava invece proprio sulla versatilità degli elementi del quintetto per poter creare un fortino difensivo inespugnabile e tornare ad alti livelli.

Il contesto perdente dei Denver Nuggets sembra avere alla lunga condizionato anche il nostro connazionale Danilo Gallinari, smarritosi dopo un’ottima partenza. Intendiamoci, le cifre complessive restano di tutto rispetto: 18.1 punti, 6.6 rimbalzi e 2.5 assist per gara. Le percentuali di tiro, però, sono in crollo verticale. Nella sconfitta casalinga contro gli Spurs (80-91 il risultato finale), il Gallo ha messo assieme 16 punti e 10 rimbalzi con 5/15 al tiro. Per lui, è stata la quinta gara consecutiva chiusa con una percentuale uguale o inferiore al 33% dal campo. Gli ultimi dieci giorni, infatti, gli hanno portato un 2/9 contro San Antonio, un 4/14 contro Phoenix, un 4/16 contro Golden State, un 2/10 contro i Clippers e il 5/15 di stanotte. Cercasi disperatamente il Gallinari della prima metà di novembre.

Chiudiamo la panoramica mattutina con Loro. Perché è inevitabile, se giocano i Golden State Warriors troverai sempre qualche statistica in grado di farti rimanere a bocca aperta. Questa notte, i campioni NBA in carica hanno annichilito i Phoenix Suns (116-135 il punteggio) con l’ennesima prestazione perfetta, maturata oltretutto nonostante i falli di Bogut e l’uscita prematura dal campo di Harrison Barnes per un problema alla caviglia. I Warriors hanno segnato 32 punti nei primi 8 minuti di gioco e 44 nel solo primo quarto. All’intervallo, Golden State comandava per 70-57. Curry, già a quota 6 assist dopo appena 6 minuti di gara, ha messo a referto 41 punti, 11/20 al tiro, 6 rimbalzi e 8 assist. Le vittorie consecutive per iniziare la stagione 2015/2016 sono diventate 17. La squadra di Luke Walton, allenatore ad interim in attesa del ritorno di Steve Kerr, non ha intenzione di frenare nemmeno per un secondo.