NBA Temi della notte

NBA Stats ─ Prima W per i “nuovi Cavs”, Golden State distrugge San Antonio

LUE, BUONA LA SECONDA ─ I Cavaliers, sconfitti all’esordio in panchina di Tyronn Lue, si sono rimessi immediatamente in carreggiata, sfruttando la sfida casalinga contro i Minnesota Timberwolves. Una partita in cui, per la verità, la squadra ospite non si è mai fatta staccare nel punteggio. I Cavs, infatti, sono riusciti a dare uno scossone solo verso la fine del terzo periodo (conclusosi sul +1o) e hanno dovuto soffrire anche nella frazione finale della gara (114-107 il risultato). LeBron James ha dato una decisa risposta sul campo a chi lo criticava dopo la prestazione contro i Bulls: ha collezionato 25 punti e 9 assist con 11/15 al tiro.

OVEST, QUANTE OCCASIONI SPRECATE ─ La corsa all’ottavo posto nella Western Conference sta prendendo sempre di più le fattezze di una gara dove ogni concorrente all’apparenza fa di tutto per tenere in gara anche gli altri. Sacramento, la squadra che al momento occupa l’ambita posizione in classifica, si è resa protagonista di una incredibile maratona contro gli Hornets, terminata solo dopo due overtime (128-129 per Charlotte) grazie ad una tripla a 9 secondi dalla fine di Troy Daniels (28 punti e 7 rimbalzi). Cousins, due giorni dopo la prestazione da 48 punti e 13 rimbalzi contro Indiana, ha ritoccato nuovamente il suo career-high: contro Charlotte sono arrivati 56 punti (21/27 da due), 12 rimbalzi e 4 assist. Utah poteva approfittare della sconfitta dei Kings, ma i Pistons di un ispirato Reggie Jackson (29 punti con 12/19 al tiro) hanno avuto la meglio sui Jazz. E i Nuggets di Danilo Gallinari (15 punti, 3 rimbalzi, 2 assist e 3/10 dal campo) non sono mai stati in partita contro gli Hawks.

I CELTICS DA 100 ─ Nella notte, i Washington Wizards hanno fornito l’ennesime prestazione da incubo e hanno permesso ai Celtics di passeggiare nella capitale. La squadra allenata da Randy Wittman, così come gli Orlando Magic (6 sconfitte consecutive) battuti in nottata da Memphis, vede allontanarsi gradualmente la zona Playoffs. Al momento, Washington (20-22) insegue Indiana (23-21) non troppo da vicino e ci sono anche nella mischia Hornets (22-23) e Knicks (22-24). Grazie a questa vittoria per 97-116 sul campo dei Wizards, i Celtics hanno superato quota 100 per la nona partita consecutiva: non accadeva per i biancoverdi dalla stagione 1996/1997. Curiosamente, i Celtics di quell’anno persero nove delle dieci partite consecutive in tripla cifra. Questi Celtics, invece, stanno sfruttando il momento (6W nelle ultime 8 gare) e sono risaliti fino al quinto posto nella Eastern Conference.

CHI LO MARCA CURRY? ─ I San Antonio Spurs hanno iniziato la partita più attesa della nottata con una percepibile tensione. E l’hanno pagata tutta, a suon di palle perse (25 totali nei 48 minuti) che nel primo quarto hanno subito indirizzato la gara verso i padroni di casa. La chiave della difesa dei Golden State Warriors è stata la stessa di sempre: Draymond Green. La sua attività nell’ostacolare il portatore di palla, anche in fase di aiuto e raddoppio, ha reso impossibile la vita a Leonard e compagni. Dall’altra parte, invece, un po’ a sorpresa (ma forse non troppo) la difesa degli Spurs non ha retto i ritmi della squadra con il miglior record in NBA. Impressionante il numero di canestri subiti dalla squadra di Popovich nel primo tempo su banali situazioni di taglio backdoor, che sistematicamente vedevano gli Spurs impreparati sulle rotazioni difensive e sugli aiuti. Curry, d’altro canto, è stato immarcabile per chiunque gli si sia parato sulla sua strada. Una curiosità: marcato da Leonard nel primo tempo, però, è riuscito a segnare solo 2 punti su 16 possessi (in una prima metà di gara chiusa comunque a quota 19). Nella ripresa, invece, anche Kawhi si è dovuto arrendere allo strapotere del 30, autore di 37 punti con 12/20 al tiro.