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NBA Stats – Ambo 53-37: Curry inumano, Melo e Griffin devastanti

Viaggiare a 39.3 punti, 5.7 rimbalzi e 7.3 assist nelle prime 3 partite stagionali è una cosa che molti riterrebbero impossibile in meno di 33′ giocati di media a match: eppure quando si tratta di Steph Curry praticamente nulla è impossibile. Lo splash-brother piazza, in estrema scioltezza, 53 punti contro i Pelicans, di cui 28 nel solo terzo periodo (con un inaudito 10/13 dal campo), a fronte di 2 sole perse in tutto il match. Assiste il 47.4% dei punti realizzati dai compagni (sono 9 gli assist a referto), prende parte al 42% dei possessi offensivi dei Warriors e su una proiezione di 100 possessi giocati con lui in campo, la squadra di coach Kerr (guidata ad interim da Luke Walton) segnerebbe qualcosa come 138.6 punti (per subirne 25.5 in meno). Una chicca? Era dai tempi di Michael Jordan, stagione ’89/’90, che un giocatore non segnava 118 punti nelle sue prime tre gare stagionali: fermarsi a -1 dal proprio career-high non deve però aver fatto piacere, considerando che Curry nel periodo finale ha giocato poco più di 6 minuti.

L’altro numero di giornata è il 37, come i punti realizzati da Blake Griffin e Carmelo Anthony. Il lungo dei Clippers, sempre più point forward di assoluto livello, aiuta i suoi a vincere un match casalingo in cui Gay sbaglia la tripla del pareggio a 38” dal termine (114-109 il finale); Griffin chiude con 13/22 dal campo e 37 punti totali, cui aggiunge anche 9 rimbalzi e 6 assist oltre alle solite giocate in post. Da segnalare le doppie-doppie di Jordan (15 punti e 18 rimbalzi, con il lungo che è ora a -31 dal record di franchigia di 4710 rimbalzi, detenuto da Elton Brand) e Paul (17 punti e 11 assist). Per Marco Belinelli un’altra serata non esaltante al tiro (2/8 dal campo) nonostante gli 11 punti realizzati: il primo canestro arriva solamente nel terzo quarto, dopo lo 0/4 complessivo con cui aveva chiuso il primo tempo; serve tempo per trovare un ruolo preciso in questi Kings, anche considerando la rinascita che sta vivendo Rajon Rondo, perché sugli scarichi dell’ex-Celtics Belinelli potrebbe (e saprebbe) essere una sentenza.

37 sono anche i punti realizzati da Melo nella vittoria dei suoi Knicks al Verizon Center di Washington (110-117 il risultato finale), cui la stella di New York aggiunge anche 7 rimbalzi e 4 assist: primo match positivo per percentuali, dopo il 14/43 con cui Melo aveva tirato nelle prime due partite stagionali, grazie a un 11/18 dal campo (e 4/5 da tre punti) in cui si rivedono tutte le doti offensive di un realizzatore clamoroso. Probabilmente non sarà nemmeno quest’anno il giocatore giusto al posto giusto, ma sulle doti di realizzazione c’è ben poco da discutere. Benino il rookie Porzingis, che mette a referto 8 punti e 6 rimbalzi e si cala sempre più in una realtà che presto lo vedrà come uno dei protagonisti di questo corso newyorkese; da segnalare, infine, l’interessamento di coach Fisher per Jimmer Fredette, draftato con la 2° scelta in D-League dai Westchester Knicks proprio ieri.