NBA Temi della notte

NBA Stats – I record di LeBron e quel fenomeno chiamato Chris Paul

12 gare giocate nella notte, tra cui segnalo la vittoria dei Celtics contro i Clippers (134-139 dopo un overtime) con una sfida pazzesca tra i rispettivi play: Paul chiude con 35 punti e 13 assist, mentre Thomas mette a referto 36 punti e 11 assist; era dal dicembre 2006 che due giocatori avversari non mettevano a referto almeno 30 punti e 10 assist nello stesso match (allora toccò a due leggende come Jason Kidd e Steve Nash). Un altro dato sul buon Paul? Dalla stagione ’05/’06 è il giocatore ad aver chiuso più volte il primo quarto con almeno 10 punti e 5 assist (37 volte, compresa quella di ieri sera): nessuno in NBA è riuscito a fare meglio da quella stagione a oggi. E sempre dalla stessa stagione, è la 36° volta in carriera che Paul chiude un match con almeno 30 punti e 10 rimbalzi: solo LeBron è riuscito a fare meglio.

Serata da record anche per LeBron James che, nella vittoria dei Cavs sui Lakers di un Bryant all’ultima sfida contro la franchigia di Cleveland (120-111 il risultato finale), si gode il raggiungimento del 15° posto nella lista dei marcatori all-time grazie ai 29 punti messi a referto, superando così Paul Pierce; inoltre, “The King” diventa il giocatore ad avere la striscia aperta più lunga per gare con almeno un canestro realizzato (854 partite consecutive finora), poiché Joe Johnson ha chiuso proprio ieri la sua striscia di 937 partite consecutive con almeno un canestro realizzato (chiudendo 0/3 dal campo nella sconfitta dei Nets contro i Grizzlies). Vi sono altre due situazioni da analizzare per questi Cavs. Le 126 triple realizzate finora da J.R. Smith costituiscono il maggior numero di bombe a bersaglio per un giocatore dei Cavs prima della pausa per l’All-Star Game; il record precedente, infatti, apparteneva a Irving che lo scorso anno ne aveva mandate a bersaglio 113. Infine, Love si rifà male alla spalla infortunata durante gli scorsi Playoffs nello scontro con Kelly Olynyk dei Boston Celtics.

Immancabili, poi, i soliti numeri stratosferici sulla stagione dei Golden State Warriors che, con la vittoria a Phoenix (104-112), arrivano al 92.3% di vittorie in stagione prima della pausa per l’All-Star Game (frutto di un record da 48-4): storicamente, se una squadra arriva alla pausa per la gara delle stelle con almeno l’87.5% di vittorie alla fine dell’anno si aggiudica il titolo; ciò successe due volte ai Bulls (’95/’96 con 89.4% di vittorie e ’96/’97 con 87.5%), ai Lakers (stagione ’71/’72 con l’89.1% di vittorie) e ai 76ers (stagione ’66/’67 con il 90.7% di W). Peraltro, i Warriors diventano la franchigia con la miglior percentuale di vittorie prima della pausa, poiché il loro 92.3% supera il 90.7% stabilito dai 76ers. Per superare il record di vittorie in una singola Regular Season, i Warriors devono chiudere con 25-5 dopo la pausa per l’All-Star Game: la scorsa stagione, nello stesso lasso di tempo, Golden State chiuse con 25 vittorie e 6 sconfitte.

Infine, menzione d’onore per il mio pupillo Carlo Antonio LeCittà, autore di un career-high da 35 punti (con 12/19 al tiro), oltre a 11 rimbalzi, nella vittoria di Minnie sui Raptors (117-112 il risultato finale del Target Center); il lungo sta mettendo in mostra un bagaglio tecnico che pochi altri rookie hanno dimostrato di possedere ultimamente ed è la seconda volta che un rookie dei T’Wolves chiude con almeno 35 punti e 10 rimbalzi (prima di Towns, infatti, vi riuscì Christian Laettner).