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NBA Stats – La crescita di Antetokounmpo, il dominio di Whiteside dalla panchina

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LA CRESCITA DI GIANNIS – Non avrà avuto lo stesso successo di Steve Kerr a livello di risultati, ma Jason Kidd sta dimostrando di essere un ottimo allenatore, molto attento alle dinamiche della propria squadra. Nelle ultime 10 uscite, Jasone ha indovinato la mossa giusta, utilizzando Giannis Antetokounmpo come “point forward”: è il giovane talento greco a gestire il pallone e soprattutto i ritmi di gioco, e per ora l’esperimento sta proseguendo piuttosto positivamente. Se la squadra sta mostrando miglioramenti dal punto di vista del gioco, ricompensati stanotte con una solida vittoria per 116-101 sui Timberwolves, allo stesso tempo il rendimento di Giannis sta crescendo in maniera esponenziale, tanto che stanotte è andato ad un solo rimbalzo dalla sua terza tripla-doppia nelle ultime sei uscite. Antetokounmpo, infatti, ha messo a referto 27 punti, 9 rimbalzi, 12 assist, 3 recuperi e 2 assist: nella storia dei Bucks solo Oscar Robertson (35+9+13 contro i Knicks nel gennaio del 1971) e Kareem Abdul-Jabbar (36+11+14 contro i Sonics il 21 marzo 1973) hanno fatto registrare numeri simili. Il dato che però davvero mostra l’impatto determinante che sta avendo il greco, è quello legato al plus/minus, pari a +20 nelle ultime sei partite, in cui sono arrivate tre vittorie.

IL DOMINIO DI WHITESIDE DALLA PANCHINA – Nonostante Hassan Whiteside continui ad essere poco felice del fatto di non partire in quintetto, i risultati stanno dando ragione a coach Spoelstra, che lo ha reinventato da sesto uomo. Stanotte il centrone degli Heat ha fatto ampiamente il suo dovere, contribuendo al successo per 112-102 sui Sixers con 19 punti, 19 rimbalzi e 2 stoppate in 34’. Nelle ultime 11 partite, disputate tutte in uscita dalla panchina, Whiteside ha messo a referto dei numeri pazzeschi: 15.7 punti, 12.7 rimbalzi e 4.2 stoppate con il 62.2% dal campo. Per comprendere meglio quanto sia importante per l’economia del gioco degli Heat, vi basti sapere che nelle ultime 8 gare ha complessivamente segnato 148 punti, preso 124 rimbalzi e stoppato 31 tiri: sono passati 8 anni dall’ultima volta che si sono visti dei numeri del genere nell’arco di 8 incontri; allora a farli registrare fu Dwight Howard (174+130+31 dal 26 novembre al 9 dicembre 2008).

THOMAS TORMENTA NEW YORK – Nel caso in cui li abbiate seguiti poco finora, sappiate che i Celtics di Brad Stevens sono una squadra vera, con cui tutti dovranno fare i conti. Dopo un brutto primo tempo, un terzo quarto inconsistente e tanti errori insoliti, Boston si è ritrovata negli ultimi 4 minuti, mettendo ko i sempre più in crisi Knicks per 105-104. Sotto di 8 con soli 4’ da giocare, i Celtics hanno alzato l’intensità difensiva, approfittando del fatto di non aver speso ancora neanche un fallo, ed hanno così costretto New York a due soli canestri dal campo, segnati entrambi da Carmelo Anthony in maniera forzata. Dall’altro lato, Thomas e Turner hanno ricucito lo svantaggio, dopodiché a chiudere la contesa ci hanno pensato Avery Bradley, firmando il canestro del sorpasso, Joe Crowder con un fallo al momento giusto e Marcu Smart costringendo Anthony a prendere un pessimo tiro allo scadere. Grazie a questo successo, Boston ha una striscia aperta di 13 successi casalinghi consecutivi e si gode ovviamente Isaiah Thomas. Il piccolo grande uomo ha trascinato i suoi con 32 punti e 8 assist ed è diventato il quarto membro dei Celtics ad avere almeno due partite da 30+8 contro i Knicks in una singola stagione: prima di lui ci sono riusciti Bob Cousy, John Havlicek e Larry Bird.