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NBA Stats – La produttività storica di Damian Lillard. Lakers, il post-Kobe è iniziato

damian lillard

La produttività storica di Damian Lillard – Venivano da tre sconfitte consecutive in trasferta contro squadre di medio-alto livello dell’Est (Celtics, Raptors e Pistons) ed era lecito attendersi una reazione. Che non ha tardato ad arrivare, dato che stanotte i Blazers sono tornati al successo contro i Wizards, battendoli per 116-109 dopo un overtime, e hanno mandato un messaggio ai naviganti: noi questi playoffs non li molliamo per nulla al mondo, ma vogliamo andare a giocarceli. Ovviamente in una sfida così combattuto non poteva non esaltarsi uno come Damian Lillard, che tanto per cambiare ha dato vita ad una prestazione con diversi risvolti storici: ha segnato 41 punti (9 dei 12 di Portland nel supplementare), smazzato 11 assist ed è diventato il terzo giocatore di sempre nella NBA con almeno 1.500 punti e 400 assist in ognuna delle sue prime quattro stagioni; gli altri due sono Oscar Robertson e LeBron James, non proprio due qualsiasi. Ma non è finita qui, perché Lillard ha segnato almeno 20 punti per la quindicesima partita consecutiva, facendo registrare la striscia più lunga di questo tipo dai tempi di Brandon Roy (2009-10, e qui scende la lacrimuccia…). E ancora: con quella di stanotte, sono 21 le partite da almeno 30 punti in questa regular season; prima di Lillard ci era riuscito solo Clyde Drexler (21 nel 1991-92) nella storia dei Blazers. Una menzione particolare, però, la merita anche C.J. McCollum, che ha contribuito al successo con 18 punti e soprattutto con un canestro in step-back che ha permesso ai suoi di allungare l’incontro all’overtime.

Lakers, il post-Kobe è iniziato – Sì, i Lakers, quelli con il secondo peggior record della lega, ne hanno vinte due in fila. La prima addirittura con i campioni in carica, con i Warriors dei record, grazie ad una prestazione di intensità e grande voglia, accompagnata da un attacco molto efficace, che li ha portati a fare un upset senza precedenti. La seconda, stanotte, contro i Magic, battuti per 107-98 sulle ali dell’ottima vena realizzativa dei suo talenti più promettenti. Stiamo ovviamente parlando di Julius Randle, Jordan Clarkson e D’Angelo Russell, che stavolta hanno fatto tutto da soli, senza il carisma e l’esperienza di Kobe Bryant a guidarli in campo. Il Black Mamba, infatti, ha dato forfait per gli ormai noti problemi alla spalla e così è toccato alle belle speranze gialloviola il compito di far divertire lo Staples Center. Per la prima volta, Randle, Clarkson e Russell hanno segnato almeno 20 punti a testa nella stessa partita: Julius ne ha messi a referto 23, conditi da 11 rimbalzi, per la 28esima doppia-doppia stagionale (su 64 gare); Jordan ne ha firmati 24 con 5 rimbalzi e 3 assist, confermando di star attraversando un gran momento di forma in questo mese di marzo (19.5 punti e 41.9% da oltre l’arco); D’Angelo ne ha segnati ben 27 (anche 3 assist e 3 recuperi), arrivando almeno a quota 20 per la sesta volta nelle ultime sette uscite (ci era riuscito in sole 4 delle sue prime 56 partite). Con questo nucleo di giovani talenti che sta gradualmente crescendo e imparando a giocare assieme, il post-Kobe per i Lakers potrebbe non essere poi così tanto oscuro.