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NBA Stats – L’efficienza irreale di Leonard, l’ultima volta di Kobe e LeBron con qualche rimpianto

kawhi leonard

Con i Warriors che stanno attentando al miglior record di sempre, fatto registrare dai Bulls del 1995-96, gli Spurs stanno raccogliendo meno attenzioni di quelle che meriterebbero, ma probabilmente a loro va benissimo così. Grazie al successo per 109-101 su Chicago, i texani non solo hanno difeso l’imbattibilità casalinga (31-0 in questa stagione, 40-0 considerando quella scorsa), ma si sono anche portati sul 55-10, il loro miglior record di sempre dopo 65 partite. Questi numeri, però, interessano ben poco alla banda di coach Popovich: “è solo regular season” è il commento più diffuso nelle interviste con i membri degli Spurs. Tornando al match di stanotte, San Antonio è stata trascinata al successo dal trio Parker-Leonard-Aldridge: Tonino ha firmato una doppia-doppia da 20 punti e 12 assist, Kawhi ha segnato 29 punti e LaMarcus 26 con 10 rimbalzi. In particolare, Leonard ha disputato una partita di grande efficienza, spedendo sul fondo della retina 10 delle 15 conclusioni tentate: è la quattordicesima volta in questa stagione che mette a referto almeno 20 punti tirando con più del 60% dal campo. Numeri che rendono bene l’idea di quanto possa essere letale questo giocatore, che non fa mai mancare anche il suo contributo difensivo: nel primo quarto si è preso in consegna Derrick Rose e gli ha tolto fiducia costringendolo a 2/7 dal campo.

Nonostante sia tormentato dai problemi alla spalla, Kobe Bryant non ha voluto mancare all’ultima sfida con LeBron James. Ma stanotte allo Staples Center ha fatto molto di più che esserci semplicemente: in occasione della sfida con il suo grande rivale e amico, il Black Mamba ha sfoderato una prestazione alla sua maniera, mettendo a referto 26 punti, 5 rimbalzi e 2 assist, ma soprattutto diversi canestri deliziosi proprio in 1vs1 contro LeBron. Il quale di certo non ha sfigurato, avendo trascinato i Cavaliers al successo per 120-108, regalando anch’esso diverse giocate da highlights. Nonostante siano stati due dei giocatori più rappresentativi degli anni 2000, Bryant si ritirerà senza aver mai affrontato James nei playoffs, nonostante nelle ultime nove Finals ci sia sempre stato uno tra Kobe (2009, 2009, 2010) e LeBron (2007, 2011, 2012, 2013, 2014, 2015). Tutto l’universo cestistico avrebbe voluto vedere almeno una sfida per il titolo tra queste due leggende viventi, ma purtroppo le scelte sbagliate dei Lakers (e anche quelle di Kobe, che magari riducendosi lo stipendio avrebbe potuto favorire una più rapida ricostruzione…) hanno escluso da diverso tempo la Los Angeles gialloviola dalle discussioni playoffs.

Il successo per 116-98 colto stanotte dai Nuggets sui Suns non ha alcun interesse ai fini della classifica della Western Conference, ma è stato molto interessante per i giovani talenti che ha messo in vetrina. A partire da Devin Booker, che sta giocando con grande personalità e sta dimostrando di poter essere un giocatore di livello su cui puntare: stavolta ha aggiornato ulteriormente il suo career-high, segnando 35 punti con 12/24 dal campo, conditi da 5 assist e 3 rimbalzi. Questa è stata la sua terza prova da almeno 30 punti nel mese di marzo ed è andato in doppia cifra per la 27esima volta nelle ultime 30 uscite: tra l’altro, solo mercoledì ne aveva messi 32 nel ko con i Knicks. Per quanto riguarda i Nuggets, invece, il successo di stanotte è scaturito anche grazie al career-high di Emmanuel Mudiay, autore di 30 punti con 13/20 al tiro, ed alla doppia-doppia di Nikola Jokic (18 con 10 rimbalzi, 4 assist, 2 recuperi, 3 stoppate e sole 8 conclusioni dal campo tentate), che è diventato il terzo giocatore negli ultimi 33 anni, dopo Dwight Howard e LaSalle Thompson, a far registrare una simile linea statistica prendendo così pochi tiri.