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NBA Stats – Mr. triple-double e lo zero di Chicago

Nella vittoria dei Minnesota T’Wolves a Chicago (93-102 il risultato finale), i Bulls riscrivono uno dei peggiori record negativi della loro storia, non riuscendo a segnare nemmeno in punto nell’overtime che dà la vittoria agli ospiti grazie a un parziale di 0-9. Nel tempo supplementare, i Bulls sbagliano tutte e 9 le conclusioni, per uno dei dati statistici più incredibili di questa stagione; nella debacle si salva solamente un Pau Gasol da 21 punti e 14 rimbalzi, che prova a tenere in piedi da solo la baracca. Per Minnie, invece, da segnalare la doppia-doppia di un Carlo Antonio LeCittà sempre più dominante (17 punti, 13 rimbalzi e 4 stoppate in soli 26′ sul parquet, con zero perse all’attivo) e una prestazione interessante di Wiggins, autore di 31 punti (sebbene tiri complessivamente 11/27 dal campo), di cui 22 solamente nel primo tempo.

Altra clamorosa prestazione personale di James Harden, che ne piazza 46 (14/26 al tiro) e permette ai Rockets di espugnare lo Staples Center di L.A. contro i Clippers; “il Barba” è strepitoso per ball-handling e confidenza con il canestro, tanto che riesce a far ammattire tutta la difesa dei losangelini mettendo in piedi uno show offensivi che ha avuto pochi eguali stagionali finora. Dall’altro lato, non smette di migliorarsi un Blake Griffin sempre più completo offensivamente e come point-forward più devastante della Lega: doppia-doppia da 35 punti e 11 rimbalzi, oltre a 4 assist e al 63.6% al tiro. Da segnalare anche il 20+20 di Dwight Howard, che si reinventa perfino quarterback con un assist incredibile per uno che non ha certo una mano educatissima: era dall’8 dicembre 2013 che “Superman” non chiudeva una partita di Regular Season con almeno 20 punti e 20 rimbalzi; allora, contro gli Orlando Magic, piazzò 20 punti e 22 rimbalzi.

23° tripla-doppia per Rajon Rondo, che non ne realizzava una dal 10 dicembre 2014 (Charlotte vs Boston); nella sconfitta contro i Warriors, il play mette a referto 14 punti, 12 rimbalzi e 15 assist, oltre a 4 recuperi (con la pecca di un 7/20 complessivo al tiro), dimostrando di poter rendere ancora ad alti livelli. Finalmente bene anche Marco Belinelli, che chiude con 22 punti (5/11 dal campo) e trova continuità offensiva dopo alcune partite non proprio esaltanti a livello personale. Da segnalare, manco a dirlo, la prestazione di Steph Curry, che tira 0/8 dalla lunga distanza prima di mettere le due triple fondamentali ai fini della vittoria di Golden State; serata non certo esaltante per il funambolo di Akron (8/18 al tiro e ben 6 perse), eppure Curry riesce a essere decisivo anche quando gioca male. Fate vobis, direbbe qualcuno.

I Pelicans di Anthony Davis perdono ancora, arrivando così a una striscia iniziale di 0-6 che rappresenta la peggior partenza stagionale dall’annata ’04/’05 (quando terminarono con un record di 18-64, peggior di sempre per la franchigia). Le assenze possono in parte giustificare questa partenza fin troppo negativa, eppure il solo Davis sembra non bastare per raccogliere qualche successo. Nella vittoria di Dallas, da segnalare il career-high di Dwight Powell, che realizza 15 punti cui aggiunge 7 punti e 1 stoppata.