NBA Temi della notte

NBA Stats – Westbrook dominante e il ritorno di KD; che fenomeno Towns!

12 le partite giocate nella notte, con risultati sorprendenti quali la vittoria di Minnesota al Pepsi Center (78-95 il finale), la sconfitta dei Bulls a Detroit dopo un overtime (98-94) e il doppio supplementare tra OKC e Orlando, in un match che ha emozionato non poco, specialmente per le giocate di un ritrovato Kevin Durant e per il duello a distanza tra Westbrook e Oladipo.

I Thunder espugnano l’Amway Center di Orlando con una prestazione devastante nell’ultimo quarto (42 punti realizzati contro i 24 subiti), dopo essere stati sotto per quasi tutto il match: Durant, Oladipo e Westbrook danno vita a uno show di triple negli ultimi 13” dei tempi regolamentari, che si conclude con la tabellata del play di OKC che porta il match all’overtime; il fatto è che poi, in questo primo overtime, ci pensa Oladipo a pareggiare i buzzer con una tripla assurda che prolunga la partita sul 126 pari. Negli ultimi 4 secondi, però, ci pensa Kevin Durant a stoppare i tentativi da tre di Fournier e Oladipo per regalare ai suoi la vittoria in trasferta. Dicevo di un Westbrook dominante, poiché il play chiude con 48 punti (17/36 al tiro), 11 rimbalzi e 8 assist, realizzando 14 punti solamente nei due overtime e dimostrando di essere uno dei giocatori più devastanti della Lega grazie a una completezza che inizia seriamente a far paura: a volte perde lucidità e spreca possessi decisivi (o quasi), ma finché gioca così c’è poco da rimproverargli. Da parte sua, Durant piazza una doppia-doppia da 43 punti e 12 rimbalzi, con il 50% dal campo e le due stoppate che mettono in cassaforte la vittoria di OKC: era dal 9 febbraio 2015, nel match contro Denver, che non chiudeva con almeno 40 punti. Da segnalare anche la tripla-doppia di Victor Oladipo: 21 punti (ma 8/27 al tiro), 13 rimbalzi e 10 assist che valgono la prima tripla-doppia stagionale, nonché la seconda in carriera; peccato solo che i compagni festeggino troppo prematuramente la sua tripla a 4” dalla fine dei regolamentari, permettendo a OKC di trovare il pareggio con la tabellata di Westbrook.

Nella sconfitta di Chicago, o forse sarebbe meglio dire nella terza vittoria consecutiva dei Pistons, Drummond chiude con una prestazione personale da 20+20 cui aggiunge anche 2 stoppate e 2 recuperi (collezionando anche un plus/minus di +12, niente male) ed è fondamentale nell’overtime con una schiacciata mostruosa e una presenza a rimbalzo che gli permette di correggere in tap-in gli errori dei compagni. Derrick Rose, invece, chiude il primo tempo con 0/5 dal campo e 3 perse a fronte di soli 2 assist, oltre a sbagliare il possibile tiro della vittoria con uno step-back alquanto complicato. Segnalo invece i 22 punti di Nikola Mirotic, con il lungo di Chicago che è il migliore dei suoi in questo breve inizio di stagione, per continuità di rendimento e percentuali dal campo (oltre a viaggiare a 19.7 ppg).

Ci sarebbe poi la prima scelta assoluta dell’ultimo Draft, che si prende la briga (e di certo il gusto) di piazzare la seconda doppia-doppia consecutiva nei primi due match giocati in NBA: stavolta, quello che per me sarà sempre “Carlo Antonio LeCittà”, domina il match contro i Nuggets con 28 punti, 14 rimbalzi e 4 stoppate (e 1 sola persa), diventando così il primo teenager (giovane d’età compresa tra i 13 e i 19 anni) a piazzare due doppie-doppie consecutive nelle prime due gare in carriera nella NBA. Non brillante, invece, la prova di Danilo Gallinari, che chiude con 4/13 al tiro e solo 2 rimbalzi, in una serata in cui tutti gli effettivi di Denver hanno faticato non poco contro una squadra che sembra in missione per ricordare al meglio coach Saunders.

Infine, spazio anche per Kobe Bryant, che diventa il 5° giocatore di sempre per numero di tiri realizzati, scavalcando Shaq in questa speciale classifica e arrivando a 11.334 realizzazioni; peccato che i suoi Lakers subiscano una discreta imbarcata a Sacramento e riescano perfino a rivitalizzare Rajon Rondo, che chiude con 21 punti e 8 assist. Male Belinelli: 2/7 dal campo, 2 assist e 2 perse per la guardia italiana, che non riesce ancora a trovare una giusta dimensione in questi Kings; mentre gioca una gran partita il rookie Willie Cauley-Stein, ex-Kentucky, che si esibisce in lampi di atletismo devastanti e giostra benissimo nel reparto lunghi insieme a Cousins, chiudendo con 17 punti (7/8 al tiro), 9 rimbalzi e 3 stoppate in oltre 30′ sul parquet.