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Non stavolta, non così presto: la riscossa dei Raptors con il quintetto inedito

Sembrava tutto apparecchiato per l’ennesimo dramma di stampo canadese: dopo le due eliminazioni al primo turno orchestrate da Paul Pierce (prima coi Nets e poi coi Wizards), Toronto si trovava di nuovo ad un passo dall’inferno. Alla fine del terzo quarto, i Pacers comandavano sul campo dei Raptors per 90-77. Un 3-2 per Indiana avrebbe decisamente indirizzato la serie verso la franchigia di Larry Bird. Ma, proprio quando Toronto non sembrava in grado di trovare risorse per scalare la montagna, l’attacco dei Pacers si è inceppato e le mosse di Dwane Casey si sono rivelate estremamente vincenti. Il parziale 21-2 per iniziare il quarto periodo non ha lasciato scampo agli ospiti, che con Paul George chiuso da un magistrale Norman Powell non sono stati capaci di trovare alternative. Il finale poteva essere di nuovo da psicodramma per Toronto ─ Solomon Hill aveva segnato la tripla del pareggio sulla sirena ─ ma questa volta il destino ha sorriso: fuori tempo massimo.

IL QUINTETTO DELLA SVOLTA ─ Dwane Casey non ha ovviamente scelto di rinunciare alle sue due stelle, anche perché DeRozan nel complesso è stato probabilmente il migliore in campo dopo Paul George, ma ha preferito fare a meno addirittura di tre membri del quintetto nel momento decisivo: fuori Carroll e Patterson che avevano dato pochissimo, fuori anche Valanciunas per abbassare il quintetto e favorire la versatilità difensiva della squadra. Dentro Cory Joseph, Bismack Biyombo e soprattutto il rookie Norman Powell, autore di diverse giocate decisive e soprattutto George-stopper designato dopo che il numero 13 gialloblu aveva segnato 37 punti nei primi tre quarti. Un quintetto che i Raptors non avevano mai schierato in regular season, nemmeno per un minuto. E che si è rivelato decisivo per la circolazione di palla, l’aggressività difensiva e l’energia.

NORMAN POWELL ─ Quando si parla di energia, è impossibile non fare riferimento al prodotto di UCLA. Quando è entrato in NBA, ci si chiedeva se avesse il fisico per fare la guardia e il tiro per rimanere sul campo senza essere battezzabile. Powell ha tolto ogni dubbio: ha tenuto il 40% dall’arco in stagione e, in una gara potenzialmente decisiva di questi Playoffs, è stato schierato addirittura da ala piccola per prendersi cura del miglior giocatore avversario. La sua qualità migliore non è l’attitudine difensiva, ma è proprio la scarica di energia che porta alla squadra non appena mette piede sul parquet. Non arretra di un centimetro, è sempre attivo (in questo ricorda Patty Mills, il giocatore che si muove di più sul campo ─ in rapporto ai minuti giocati ─ in tutta la NBA). Se talvolta questa sua energia può essere addirittura eccessiva, in gara 5 di questo primo turno è stata positiva e fondamentale, tanto che George ha segnato solamente 2 punti in tutto il quarto periodo.

LA SERIE VA AVANTI ─ I Raptors potrebbero aver dato una botta decisiva al morale dei Pacers, ma non dimentichiamoci che la serie è oltremodo equilibrata e sarebbe errato considerarla già finita. Indiana ha vinto gara 1 a Toronto e, prima di essere raggiunta e superata nelle battute finali del quarto periodo di gara 5, era in vantaggio addirittura da sette quarti e mezzo di gioco. Importante, per Indiana, reagire subito, anche perché non ci saranno altre possibilità. Da rivedere sicuramente l’atteggiamento offensivo, apparso in gara 5 troppo ancorato alle magie di Paul George e totalmente inefficace quando Powell è stato in grado di chiudere il numero 13. L’impressione è stata proprio che Indiana, senza Paul George ad attaccare gli avversari, non sapesse cosa fare con la palla in mano. Durante la rimonta di Toronto si può contare un numero che Vogel riterrà sicuramente inaccettabile di possessi senza circolazione di palla e conclusi con un’iniziativa dal palleggio di Monta Ellis o del disastroso Stuckey (1/10 al tiro). Non è così che i Pacers possono riportare la serie a loro favore. Il destino, per ora, sembra aver sorriso a Toronto, ma attenzione che con i canadesi il dramma è sempre dietro l’angolo. Una delle serie più interessanti di questo primo turno ci regalerà sicuramente una gara 6 e, chissà, magari una gara 7 che sarebbe decisamente imperdibile.