Notte NBA: Bargnani show, Davis formato MVP. Pacers imbattuti, ripartono Bulls e Wolves

TRE ITALIANI IN CAMPO – Dopo aver incredibilmente perso al MSG, stavolta i Knicks non lasciano scampo ai Bobcats, andando a vincere a Charlotte per 91-101. Ma la notizia più importante per coach Woodson è che per la prima volta in stagione si è quasi vista una squadra, concentrata e che ha messo una discreta intensità in campo su entrambi i lati del campo. Se Carmelo Anthony ha scritto il suo ventello di routine (28 per la precisione), a sorprendere è stato Andrea Bargnani: dopo un inizio molto difficile, in cui ha ricevuto anche fischi da parte del suo pubblico, ha sfoderato una prestazione tutta talento e carattere, mettendo a referto 25 punti, 8 rimbalzi, 3 assist e, udite udite, 5 stoppate. L’unica pecca è stata la percentuale di tiro inferiore al 50% (11/25 dal campo), ma se gioca in questa maniera poco importa.
Partita con punteggio europeo quella tra Spurs e Warriors, che chiudono tirando rispettivamente con il 39.2% ed il 40.8%. Ad imporsi sono stati i texani di misura per 76-74: il risultato farebbe pensare ad un gran finale, ed invece è stato tutt’altro. Dopo aver scritto il -2 a 2’23’’ dal termine, i Warriors non hanno più segnato, mentre gli Spurs si sono limitati a prendere rimbalzi offensivi e così è finita senza che venisse segnato un solo punto. Per i padroni di casa in doppia cifra Tony Parker (18 punti) e Kawhi Leonard (13), mentre per Golden State da segnalare i 21 punti in uscita dalla panchina di Toney Douglas. Partita non proprio da ricordare da Marco Belinelli, che ha chiuso con soli 3 punti a referto.
Gigi Datome ha dato un primo assaggio del suo talento contro i Thunder, finendo negli highlights per una magia che ha aperto un bel contropiede dei Pistons. In 12 minuti il sardo ha messo a referto 6 punti (2/5) ed 1 rimbalzo, mostrando già dei miglioramenti rispetto alla scorsa uscita. I Pistons, però, sono incappati nella sconfitta per 110-119 contro i Thunder, trascinati da un Kevin Durant da 37 punti, 8 rimbalzi e 7 assist. Gran prova anche di Steven Adams, il centro al primo anno di NBA, che ha chiuso con 17 punti, 10 rimbalzi e 3 stoppate. A Detroit non sono bastati i 25 di Josh Smith ed i 22+11 assist di Brandon Jennings per evitare il ko.

PACERS INARRESTABILI, RIPARTONO BULLS E T-WOLVES, NETS KO ALL’OT – Non si fermano più i Pacers, che mettono ko anche i Raptors per la sesta vittoria in altrettante partite di regular season. Toronto era partita forte, arrivando a toccare anche il +12, ma Indiana non ha mai veramente dato l’impressione di poter perdere, soprattutto in casa, e nel terzo quarto ha preso in mano le redini dell’incontro: ha concesso solo 13 punti agli avversari, a fronte di 28 segnati che hanno messo un vantaggio rassicurante tra le due squadre. 91-84 il finale di un match in cui ha brillato ancora una volta la stella di Paul George, autore di 23 punti, 8 rimbalzi e 6 assist, mentre per Toronto non sono bastati i 30 punti di Rudy Gay.
Dopo cinque partite, i Bulls hanno lo stesso record (2-3) di quelli che nel 1990-91 vinsero il loro primo titolo NBA. Magari può essere una statistiche portafortuna, ma intanto Chicago si gode la vittoria in scioltezza sui Jazz, schiantati per 97-73. Prestazione da incorniciare per Luol Deng, che ha sfiorato la tripla-doppia: per lui 19 punti, 11 rimbalzi e 9 assist, ma anche 5 recuperi. Non giocato una gran partita Derrick Rose, autore di 12 punti con 3/8 al tiro e 5 assist, ma non è che ci fosse molto bisogno di lui contro questa Utah, in cui l’unico a salvarsi è il solito Gordon Hayward (15 punti, 6 rimbalzi, 5 assist).
Ci pensa Kevin Love a far ripartire subito i Timberwolves dopo la sconfitta della scorsa notte: ha sfoderato una prestazione da 32 punti, 15 rimbalzi e 8 assist ed ha ricacciato indietro ogni assalto dei volenterosi Mavericks, che si sono dovuti arrendere per 116-108. Altra splendida partita anche di Kevin Martin, che ha messo a referto la bellezza di 32 punti. A Dallas non è bastato il solito Monta Ellis (23 punti) e nemmeno la bella prova di Jose Calderon, autore di 21 punti (6/8 da oltre l’arco) e 7 assist.
I Wizards si confermano ostacolo durissimo da superare tra le mura amiche, sgambettando i Nets, che tornano a casa nuovamente con un record negativo (2-3). Dopo essere stati avanti anche di 14, gli uomini d coach Kidd si sono visti recuperare dai padroni di casa, che con un Nene spaziale sono riusciti ad allungare la partita all’overtime proprio all’ultimo secondo. Nei 5‘ aggiuntivi, le due squadre si sono risposte colpo su colpo, ma a 40 secondi dal termine ci ha pensato una tripla di Trevor Ariza ad indirizzare il match sui binari dei Wizards. Top scorer dell’incontro un Bradley Beal da 29 punti. Per i padroni di casa da segnalare i 20+8 di Nene ed i 17+14 assist di John Wall, mentre per gli ospiti, che hanno pagato i soli 8 punti in due di Garnett e Pierce, non sono bastati i 23 punti di Brook Lopez.

ALTRI RISULTATI – Ci voleva il migliore Anthony Davis per interrompere la striscia di 11 sconfitte consecutive di New Orleans contro i Lakers. La prima scelta assoluta del Draft 2012 ha sfoderato un career-high da 32 punti, conditi da 12 rimbalzi, 6 stoppate e da diversi cori “MVP, MVP” piovuti dagli spalti, conducendo i Pelicans al successo per 96-85. Los Angeles ha pagato un secondo tempo da 35% al tiro e soprattutto poco aggressivo: basti pensare che ha tirato solo 6 liberi, dopo averne avuti a disposizione 20 nel primo tempo.
Tra le mura amiche i Sixers demoliscono i Cavaliers, che se ne tornano a casa con una sconfitta per 94-79. Gli ospiti hanno pagato una pessima serata da 33.3% complessivo al tiro ed hanno sprecato in un lampo i 14 punti di vantaggio che avevano accumulato alla fine del primo quarto. Per Philadelphia gran prestazione collettiva, con ben 6 uomini in doppia cifra: Evan Turner ha messo a referto 22 punti, 10 rimbalzi e 5 assist, Tony Worter ha scritto 18 sul tabellino (career-high), mentre Michael Carter-Williams ha chiuso con 11 punti, 9 rimbalzi e 6 assist.
Nonostante un terzo quarto da 20-40, i Nuggets continuano a fare incetta di sconfitte, cadendo sul campo dei sempre più sorprendenti Suns. Esclusa la terza frazione, i padroni di casa hanno asfaltato Denver in tutti i parziali, conducendo per gran parte dell’incontro oltre la doppia cifra. Inutili per i Nuggets i 29 punti di Ty Lawson, mentre per i Suns da segnalare i 28 di Markieff Morris, che nelle ultime tre uscite sta viaggiando con cifre pazzesche (22.7 punti e 9.0 rimbalzi).
DeMarcus Cousins sfodera una pazzesca prestazione da 35 punti, 9 rimbalzi e 4 recuperi, ma i Kings cadono nettamente a Portland per 104-91. I Blazers, guidati dal solito duo formato da Damian Lillard (22 punti, 8 rimbalzi e 7 assist) e LaMarcus Aldridge (20 punti e 7 rimbalzi), hanno condotto per gran parte del match, piazzando il parziale decisivo nel terzo quarto.