Notte NBA: career-high di Belinelli, gran vittoria a Golden State! Thunder da record

NON I SOLITI BIG 3: CHE VITTORIA DEGLI SPURS A GS! – Parker, Ginobili e Duncan non giocano? Non c’è problema, San Antonio può vincere tranquillamente anche senza di loro. Questo perché il sistema di Popovich è rodato così bene che chiunque con un minimo di QI cestistico riesce a calarsi alla perfezione al suo interno. Stanotte i texani sembravano condannati ad una sconfitta già scritta in casa dei Warriors (14-13), ed invece hanno costretto Curry e compagni a rincorrerli praticamente per tutto il secondo tempo. Partito in quintetto, Patty Mills ha confermato la sua predisposizione a segnare 20elli contro Golden State: in sei volte in carriera che ha chiuso con almeno 20 punti, quattro era in un incontro con i Warriors. A dargli man forte un Marco Belinelli strepitoso in uscita dalla panchina, che ha segnato un career-high di 28 punti con 10/16 dal campo, 4/8 da oltre l’arco e 4/4 dalla lunetta. Gran partita anche di Kawhi Leonard, che ha firmato una doppia-doppia da 21 punti e 10 rimbalzi. In pratica, un italiano, un australiano ed un californiano sono stati i “Big Three” degli Spurs (21-5) per stanotte, conducendoli ad un’esaltante vittoria per 104-102 sui Warriors. A deciderla, però, è stato Tiago Splitter a 2 secondi dal termine: dopo la tripla del pareggio di Steph Curry, Golden State ha difeso bene ed ha costretto Belinelli a prendersi un tiro in fadeaway dall’alto coefficiente di difficoltà, ma il pallone è stato respinto dal ferro ed è finito nelle mani di Bogut. Quest’ultimo, però, se lo è incredibilmente fatto scappare da mano e Diaw è stato il più lesto di tutti a recuperarlo: il francese, però, ha sbagliato il reverse layup, ma Splitter da due passi ha potuto facilmente correggere l’errore nei due punti decisivi. Nell’ultima azione, gli Spurs hanno difeso in maniera eccellente, non permettendo a Curry di costruire un tiro e vincendo così la partita. Per i Warriors da segnalare i 32 punti e 13 rimbalzi di David Lee, mentre Curry ha messo a referto 30 punti, 15 assist e 4 recuperi, tirando però con 6/16 da oltre l’arco.

THUNDER DA RECORD – Contro questi Bulls (9-16), c’è poco da temere: i Thunder (21-4) dominano l’incontro fin dalle prime battute e vincono in scioltezza per 107-95. Kevin Durant e Russell Westbrook hanno combinato la bellezza di 52 punti, conducendo come al solito OKC alla vittoria, che è la 13esima stagionale in altrettante apparizioni tra le mura amiche: raggiunta la miglior partenza fatta registrare nel 1976-77 quando il team era ancora a Seattle. Inoltre, è l’ottavo successo consecutivo in generale ed il sedicesimo nelle ultime 17 partite. Numeri davvero impressionanti, che appaiono come un netto segnale che i Thunder stanno lanciando alla NBA: per il titolo ci siamo anche noi. Durant stanotte ha scritto a referto 32 punti, 9 rimbalzi e 6 assist, mentre dall’altra parte a salvarsi è Joakim Noah, che ha chiuso con 23 punti e 12 rimbalzi. C’è da dire che i Bulls in queste condizioni potevano fare davvero poco: Rose non c’è, Hinrich ha problemi alla schiena, Deng è stato fermato dal tendine d’Achille e Butler ha lasciato il campo nel corso del primo tempo per un problema fisico.