Notte NBA: è dei Pistons la “sfida tra italiani”. Brutto ko di Minnie, ok Heat e Rockets

KNICKS SEMPRE PIÙ A FONDO – I Pistons (4-6) si lasciano finalmente alle spalle la striscia di sette sconfitte consecutive contro i Knicks (3-7), battendoli dopo oltre due anni di digiuno per 92-86. Partita non proprio bellissima, che Detroit ha avuto il merito di portare a casa con un solido secondo tempo: protagonista assoluto Rodney Stuckey, che con 12 punti consecutivi a cavallo tra la fine del terzo e l’inizio dell’ultimo quarto ha permesso ai suoi di costruire un vantaggio di 15 lunghezze. Stuckey ha poi chiuso con 21 punti e 5 assist in uscita dalla panchina ed i Pistons sono riusciti a resistere agli assalti finali degli avversari. Ai Knicks non è bastato Carmelo Anthony, che ha sì segnato 25 punti, ma ha commesso tanti errori, arrivando a sbagliare 12 tiri su 20 e perdendo ben 7 palloni. Abbastanza positiva la prova di Andrea Bargnani, che dopo un’inizio da 7 punti e 3/3 dal campo, cala un po’, anche se le colpe non sono del tutto sue: nel secondo tempo gli arrivano pochi palloni giocabili, chiude con 13 punti, 6 rimbalzi, 2 assist e 1 stoppata. Non va meglio a Gigi Datome che, se può essere felice della vittoria, non può esserlo della prestazione: in campo per quasi 5’, è apparso un po’ spaesato, soprattutto in difesa, dove non ha avuto un buon impatto. In attacco un assist ed una tripla che ha chiuso il primo tempo in parità hanno bilanciato le due palle perse. Per Detroit da segnalare anche le doppie-doppie di Andre Drummond (13+11) e Greg Monroe (16+11), mentre Josh Smith ha contribuito con 19 punti.

SORPRENDENTE KO DI MINNIE – Kevin Love (7-5) ha segnato 16 punti nel primo quarto, ma 9 complessivamente nel resto della partita ed i Timberwolves hanno perso per 104-100 sul campo dei Wizards (3-7). Clamorosamente, perché nel primo tempo avevano dominato e sembravano essere totalmente in controllo. Ma all’inizio del terzo quarto Washington è entrata in campo in ben altra maniera, piazzando un parziale di 18-7 che ha riaperto i giochi. Minnesota ha segnato solo 37 punti nei 24’ finali e ne ha concessi ben 53, cadendo sotto i colpi di un Bradley Beal da 17 punti (25 finali) e di John Wall, autore di una doppia-doppia da 14 punti e 16 assist.

TUTTO FACILE PER HEAT E ROCKETS – Sono durati un tempo gli Hawks (6-5), che sul campo degli Heat (8-3) non sono riusciti a sfruttare l’assenza di Dwyane Wade, cedendo per 104-88. Miami ha preso il controllo a metà del terzo quarto, quando Mario Chalmers (14 punti) ha ispirato un break di 9-0 che è valso il +14. Da quel momento i padroni di casa sono sempre stati in controllo ed hanno portato a casa la vittoria. Chris Bosh ha chiuso con un game-high di 19 punti, mentre Ray Allen ne ha messi 17 in uscita dalla panchina. Serata di ferie per LeBron James, che si accontenta di 13 punti (6/13), 6 rimbalzi e 5 assist. Per Atlanta da segnalare la doppia-doppia di Mike Scott, autore di 15 punti e 10 rimbalzi.
Tutto troppo facile per i Rockets (8-4), che davanti al proprio pubblico hanno letteralmente spazzato via i Celtics (4-8). 109-85 il finale di un match in cui Houston è sempre stata al comando, arrivando a toccare anche il +35 e chiudendo con il 57& dal campo ed il 43% da oltre l’arco. Il miglior marcatore della serata è stato Terrence Jones, che ha segnato un career-high di 24 punti con 10/12 dal campo ed ha strappato anche 9 rimbalzi. Bene Patrich Beverley, che ne ha aggiunti 16, solita doppia-doppia per Dwight Howard (10+11), mentre James Harden ne ha messi 15 con 8 tiri, ma ha anche perso 7 palloni. Per Boston da salvare giusto le prove di Courtney Lee (17 punti) e di Jared Sullinger, autore di 10 punti e 9 rimbalzi.

SEGNI DI VITA A SACRAMENTO – Dopo aver perso 7 delle ultime 8 partite, i Kings (3-7) danno finalmente segni di vita, rimontando dal -14 del terzo quarto ed imponendosi tra le mura amiche contro i Suns (5-5). 107-104 il finale di un match in cui l’eroe è stato Travis Outlaw: ha segnato solo 4 punti, ma 2 di questi sono stati pesantissimi, dato che li ha realizzati a 40 secondi dalla fine per il pareggio a quota 104. Poi i liberi di Thomas e Cousins hanno dato la vittoria a Sacramento. Proprio DeMarcus Cousins è stato devastante, mettendo a referto una doppia-doppia da 28 punti e 12 rimbalzi. Positiva la prova del rookie Ben McLemore, che ha contribuito con 19 punti e 5 rimbalzi, mentre Isaiah Thomas ne ha aggiunti 19 in uscita dalla panchina. A Phoenix, che ancora una volta ha perso in volata, il miglior marcatore è stato Gerald Green con 23 punti.