Notte NBA: il Mago si salva nella debacle di NY, primo ko per Indiana, James extraterrestre

KNICKS, CHE VI SUCCEDE? – Quinta sconfitta consecutiva per i Knicks (3-6) al Madison Square Garden: stavolta il fragoroso ko arriva contro gli Hawks (6-4), che s’impongono nettamente per 90-110. Atlanta ha mandato a referto tutti i giocatori scesi in campo e addirittura 8 su 10 hanno chiuso in doppia cifra: spiccano i 16 punti di Jeff Teague e le doppie-doppie di Paul Millsapp (14+13 rimbalzi) e di Shelvin Mack (12+12 assist). I Knicks hanno pagato una serata dal 37% dal campo contro il 56% degli avversari: J.R. Smith ha offerto l’ennesima prestazione da schiaffi; non a caso è stato fischiato dal pubblico per aver tirato con un irreale 3/18 dal campo (1/9 da oltre l’arco), sbagliando anche canestri con tanto spazio. Male anche Carmelo Anthony, che ha sì chiuso con 23 punti e 12 rimbalzi, ma ha segnato 8 dei 21 tiri presi. Tanto per cambiare, il migliore in casa Knicks è stato Andrea Bargnani, che forse meritava qualche minuto in più, dato che in 28’ ha messo a referto 16 punti (5/11), 9 rimbalzi (4 offensivi), 2 assist e 2 stoppate.

PACERS, ED ALLA FINE ARRIVA LA SCONFITTA – Tocca sempre ai Bulls (5-3) mettere fine alla striscia di vittorie degli avversari: l’anno scorso avevano rovinato quella storia degli Heat, quest’anno non sono stati da meno, infliggendo la prima sconfitta stagionale ai Pacers (9-1). Un po’ per la buona difesa di Chicago, un po’ per una serata storta delle sue stelle, Indiana nei primi tre quarti ha tirato con uno stentatissimo 33% dal campo, poi nell’ultimo ha segnato 14 dei 18 tiri presi, ma ormai era troppo tardi, dato che i Bulls intanto avevano toccato anche il +33. Per i padroni di casa Luol Deng ha segnato un season-high di 23 punti, mentre Rose ha chiuso con 20 punti e 6/11 dal campo, contribuendo in maniera determinante nel successo per 110-94. I Pacers hanno mandato sei giocatori in doppia cifra (Roy Hibbert 14+10 rimbalzi, Paul George 12), ma è servito a poco.

I NETS NON SONO PRONTI, ANCORA UN KO – La decima doppia-doppia consecutiva di Chris Paul (12 punti e 13 rimbalzi) coincide con la bella vittoria dei Clippers (7-3) ai danni dei Nets (3-6) per 110-103. Stavolta, però, c’è poco da dire contro i Nets (3-6), che se la sono giocata per ampi tratti nonostante le assente di quattro titolari del calibro di Pierce, Garnett, Lopez e Williams. Nonostante i continui strappi dei LA, Brooklyn è sempre rimasta a contatto, ma le è mancata la zampata finale per vincere l’incontro. Blake Griffin ha messo a referto 30 punti e 12 rimbalzi, mentre J.J. Redick ha chiuso con 26 punti. Tra le fila dei Nets da segnalare i 19 punti e 6 rimbalzi in uscita dalla panchina di Mason Plumlee.

NESSUNA GRANDE SORPRESA – Queste prime settimane di NBA ci hanno abituato a risultati sorprendenti, ma stanotte è andato tutto secondo pronostico. Gli Heat (7-3) si sono imposti senza grandi difficoltà sui Bobcats (5-5), sconfitti a domicilio per 81-97. LeBron James ha replicato la sua gran prova offensiva della notte scorsa, segnando 30 punti con 13/18 dal campo. Il “Prescelto” è stato l’unico del quintetto a chiudere in doppia cifra, ma Miami ha avuto un contributo importante da Michael Beasley (15 punti), Chris Andersen (10+7 rimbalzi) e Rashard Lewis (9+9 rimbalzi).
Tra le mura amiche non hanno fallito i Rockets (7-4), che hanno dominato i Nuggets (4-5) e si sono imposti per 122-111. I padroni di casa, guidati dai 25 punti e 7 rimbalzi di Dwight Howard, hanno dominato dal primo all’ultimo minuto, non permettendo mai a Denver di spostare l’inerzia dell’incontro dalla sua parte. Da segnalare le prove di Chandler Parsons (20 punti e 6 rimbalzi) e di Terrence Jones, che ha eguagliato i suoi career-high con una doppia-doppia da 14 punti e 12 rimbalzi. Bene anche James Harden che, pur essendosi fermato a quota 17 punti, ha smazzato 9 assist. Per i Nuggets si salva il solito Ty Lawson, che ha messo a referto 28 punti e 17 assist.
Larghe vittorie anche per i Timberwolves (7-4) ed i Warriors (7-3), che hanno avuto vita facile rispettivamente contro Celtics (4-7) e Jazz (1-10). Minnesota ha vinto per 106-88 senza grossi patemi d’animo: Kevin Love è stato il top scorer dei suoi con 23 punti e 12 rimbalzi, mentre Nikola Pekovic e Kevin Martin hanno segnato 20 punti a testa. A Boston non sono bastati i 27 punti di Avery Bradley ed i 9 con 14 rimbalzi di Vitor Faverani. Golden State, invece, non ha concesso nemmeno un vantaggio ai derelitti Jazz, chiudendo con una vittoria per 102-88. Andew Bogut ha fatto registrare la sua prima doppia-doppia della stagione (12 punti e 11 rimbalzi), mentre Klay Thompson ha segnato un game-high di 25 punti (5 triple a referto) e Steph Curry ha smazzato 11 assist con 0 turnover.
Dopo aver chiuso il primo tempo in perfetta parità, i Thunder (6-3) hanno sfruttato il calo delle percentuali dei Bucks (2-7), che hanno chiuso con il 35% dal campo, ed hanno avuto la meglio per 92-79. Russell Westbrook è stato il miglior marcatore dei suoi con 26 punti, mentre Kevin Durant ne ha firmati 24. Per Milwaukee non sono bastati i 22 di O.J. Mayo, che ha però tirato con 7/19 dal campo.

ALTRI RISULTATI – Le nove palle perse di Victor Oladipo costano la vittoria ai Magic (4-6), che sono costretti a cedere tra le mura amiche contro i Mavericks (6-4) per 100-108. Monta Ellis ha guidato i sei giocatori in doppia cifra di Dallas con 19 punti ed ha sfruttato nell’ultimo quarto i dannosissimi turnovers dei padroni di casa, spostando l’inerzia dalla parte dei Mavs. Ad Orlando non sono serviti i 25 punti di Arron Afflalo ed i 16 con 8 rimbalzi di Nikola Vucevic.
Kyrie Irving segna solo 2 punti nel primo quarto, poi ne mette 39 nei restanti tre più l’overtime e firma un career-high di 41 punti che serve ai Cavaliers (4-7) per imporsi per 96-103 sul campo dei Wizards (2-7). In particolare la stella di Cleveland ha trascinato i suoi dopo che hanno toccato il -15 ed ha poi segnato ben 9 punti nel supplementare, scardinando definitivamente la resistenza avversaria. Per Washington l’amarezza di non aver vinto questa partita è tanta: alla fine non sono bastati i 28 punti di Bradley Beal ed i 24 di Nene.
I Pelicans (4-6) hanno segnato almeno 30 punti in ogni singolo quarto, asfaltando davanti al proprio pubblico i Sixers (5-6) per 135-98. Stavolta Philadelphia ha potuto fare poco, sia perché mancava Michael Carter-Williams, sia perché gli avversari hanno tirato con un irreale 60% dal campo. Il miglior marcatore dell’incontro è stato Ryan Anderson con 26 punti, mentre Jrue Holiday, ex della serata, ha messo a referto 14 punti, 12 assist e 6 rimbalzi.