Notte NBA: il ritorno di Kobe. Disastro Knicks, si rivede Datome. OKC e KD da urlo!

IL RITORNO DI KOBE – I maligni vedendo il risultato di Lakers-Raptors penseranno “ecco, è tornato lui ed LA inizia a perdere”. E forse un fondo di verità in questa affermazione c’è pure, perché perdere in casa contro Toronto per 94-106, senza mai riuscire a mettere la testa avanti, non è proprio il massimo. Ma ai tifosi gialloviola poco interesserà il risultato, perché Kobe Bryant è tornato a mettere piede in campo dopo il grave infortunio subito lo scorso aprile al tendine d’Achille. Il #24 si è subito ripreso il quintetto ed ha provato ad accendere la luce dopo l’inizio shock dei Lakers (10-10), che sono andati subito sotto per 2-11, senza poi riuscire realmente ad impensierire i Raptors (7-12) per la vittoria. Di certo Bryant non ha messo a referto i numeri che si aspettava: in 28’ i punti sono stati solo 9 con 2/9 dal campo, mentre le palle perse sono state addirittura 8 (il resto della squadra ne ha perse solo 3); bene il dato dei rimbalzi (8) e quello degli assist (4). Per quanto riguarda Toronto, da segnalare la prestazione da stropicciarsi gli occhi di Amir Johnson, che ha messo a referto la bellezza di 32 punti (14/17 dal campo), conditi da 10 rimbalzi. Bene anche il losangelino di nascita, DeMar DeRozan, autore di 26 punti ed il compagno di reparto Kyle Lowry, che ne ha messi 23 con 8 assist.

DISASTRO KNICKS, OK LE ‘BIG’ – Probabilmente non si è mai vista una prova così imbarazzante al Madison Square Garden contro un avversario modesto. Le due vittorie consecutive avevano fatto pensare all’inizio della risalita, ed invece i Knicks hanno perso la decima gara delle ultime dodici disputate. A far male, però, non è tanto la sconfitta, come il modo in cui è maturata: i Celtics hanno preso subito 25 punti di vantaggio nel primo quarto ed asfaltato dei Knicks a dir poco inguardabili con il punteggio di 114-73. Jordan Crawford ha brillato con 23 punti e 7 assist, Jarred Sullinger ne ha aggiunti 21, mentre Avery Bradley ha firmato una doppia-doppia da 13+10 rimbalzi. Per i Knicks bene nel garbage time Amar’e Stoudemire, autore di 17 punti, mentre Andrea Bargnani ha giocato 22’ senz’anima né cuore, chiudendo con soli 2 punti e 1/7 dal campo.
S’interrompe contro i campioni NBA la striscia di quattro successi in fila dei Pistons (10-11). Davanti al proprio pubblico, Detroit ha retto fino all’intervallo, ma poi è caduta sotto le triple di Chalmers e Allen e le giocate di LeBron James. Quest’ultimo ha messo a referto 24 punti, 7 rimbalzi e 9 assist, guidando gli Heat al successo per 95-110. Molto bene Ray Allen che, partito in quintetto al posto dell’indisponibile Dwyane Wade, ha segnato 18 punti. Per i Pistons da segnalare la quindicesima doppia-doppia stagionale di Andre Drummond, autore di 19 punti e 14 rimbalzi. Si è rivisto in campo anche Gigi Datome, che ha chiuso con un +3 di plus/minus, ma non ha sfruttato al massimo l’opportunità che gli è stata concessa nel garbage time, sbagliando tutti e quattro i tiri tentati.
Gran prova di forza dei Thunder, che in casa, ed in particolare contro le squadre dal record vincente, si esaltano e si confermano difficilissimi da battere. Nemmeno i Pacers sono riusciti ad espugnare Oklahoma, anzi, sono incappati nella loro peggior serata stagionale: basti pensare che OKC ha tirato con il 61% dal campo, segnando 118 punti alla miglior divesa della NBA. I Thunder hanno condotto fin dalle battute iniziali e nel terzo quarto sono stati bravi a sventare ogni tentativo di rimonta degli avversari: alla fine il successo per 118-94 è largamente meritato. Kevin Durant ha vinto la sfida con Paul George (32 punti), mettendone a referto addirittura 36 con 10 rimbalzi, mentre Russell Westbrook si è “accontentato” di 26 punti con 13 assist.
Pur non giocando il loro miglior basket, i Rockets riescono ad avere la meglio per 98-88 sui Magic e diventano il primo team in stagione a prendere almeno 50 rimbalzi in nove occasioni differenti. Stanotte ne hanno presi addirittura 60, 17 in più degli avversari, mentre a far canestro ci ha pensato il solito James Harden, autore di 27 punti, conditi da 10 assist, 8 rimbalzi ed una buona difesa su Arron Afflalo. Ottima anche la performance di Dwight Howard, finalmente dominante con 20 punti, 22 rimbalzi e 3 stoppate nel giorno del suo 28esimo compleanno.