Notte NBA: imbarcata Lakers, Pacers col brivido, Rockets bestia nera dei Warriors

LA NOTTE DEGLI ITALIANI – In una partita non proprio spettacolare, i Celtics (11-14) riescono a recuperare 11 lunghezze di svantaggio nell’ultimo quarto e ad imporsi sui Knicks (6-16) per 90-86 al TD Garden. Almeno i tifosi di NY possono essere contenti di non aver rimediato un altro quarantello contro Boston, come accaduto domenica scorsa. Carmelo Anthony ha segnato 26 punti, risultando il top scorer della partita, ma l’attacco dei Knicks si è fermato negli ultimi 12’, permettendo ai Celtics di ribaltare l’incontro grazie ad un parziale di 22-7. Bene Jared Sullinger, autore di 19 punti; sorprendente Courtney Lee, che ha contribuito con 18 punti in uscita dalla panchina. Per quanto riguarda i Knicks, è tornato sui suoi livelli Andrea Bargnani che, pur tirando con 0/5 da oltre l’arco (9/17 dal campo), ha chiuso con 22 punti, 7 rimbalzi, 4 assist; quasi nullo, invece, il contributo della panchina: se si escludono i 18 punti di Amar’e Stoudemire, Smith, Hardaway jr, Udrih, World Peace e Aldrich hanno segnato complessivamente la miseria di 4 punti.
Kevin Garnett diventa il decimo giocatore della storia della NBA a tagliare il traguardo dei 14mila rimbalzi in carriera, ma ad avere la meglio sotto canestro è il nuovo che avanza: Andre Drummond e Greg Monroe hanno combinato 44 punti e 23 rimbalzi, trascinando i Pistons (11-13) alla vittoria per 103-99 sui Nets (815) in ripresa. A quest’ultimi stavolta non sono bastate le prove di Deron Williams e Andrey Blatche: il primo ha messo a referto 22 punti e 9 assist, mentre il secondo ha scritto 20+12 rimbalzi sul tabellino. Detroit ha deciso l’incontro nel secondo quarto, quando Drummond e Stuckey (17 punti) hanno segnato 30 punti in due, permettendo alla squadra di scappare sul +17 all’intervallo. Ancora tanta panchina per Gigi Datome: ormai appare chiaro, vede il campo solo nei garbage time.
Kevin Love sfodera una delle sue incredibili prestazioni mettendo a referto 42 punti (8/9 da oltre l’arco) e 14 rimbalzi, ma al termine di un’esaltante partita sono stati gli Spurs (18-4) ad avere la meglio. 117-110 il finale di un match che ha visto diversi cambi al comando: i T-Wolves (11-12) sono entrati nell’ultimo quarto avanti di 9, ma Manu Ginobili ha sfoderato una gran prova che, assieme a quella di Tony Parker, è valsa la vittoria per i texani. I due hanno segnato complessivamente 28 punti e 6 assist negli ultimi 12’ e gli Spurs hanno vinto ancora una volta. Da segnalare la quasi tripla-doppia di Tim Duncan, autore di 12 punti, 14 rimbalzi e 8 assist, mentre Marco Belinelli ha contribuito alla causa con 12 punti (5/9 dal campo) e 2 rimbalzi in 28’.

BRIVIDO PACERS, IMBARCATA LAKERS, INCUBO WARRIORS – Contro dei Bobcats (10-13) molto combattivi, che non hanno affatto sfigurato alla Bankers Life Fieldhouse, i Pacers (20-3) hanno sudato più del previsto, ma alla fine sono riusciti ad imporsi per 99-94, diventando la prima squadra a raggiungere quota 20 vittorie in stagione. Charlotte ha messo veramente paura a George e compagni, conducendo per 90-89 verso la fine dell’ultimo quarto, ma Indiana ha fatto valere il suo maggior talento, vincendo il match grazie ad un parziale finale di 10-4. Lance Stephenson ha flirtato con la tripla-doppia, mettendo a referto 20 punti, 11 rimbalzi e 7 assist, mentre Roy Hibbert ha firmato una solida doppia-doppia da 18 punti e 11 rimbalzi. Serata difficile, invece, per Paul George, che ha chiuso con 10 punti e 5 assist, tirando però con 2/12 dal campo. Per gli ospiti da segnalare i 21 punti di Al Jefferson.
Terza partita di Kobe Bryant e terza sconfitta in fila per i Lakers (10-12). Stavolta, però, obiettivamente si poteva far poco in trasferta contro questi Thunder (18-4), a cui sono bastati tre quarti per mettere in cassaforte la vittoria. 122-97 il finale di un match che praticamente non è mai stato in discussione: Kevin Durant ha illustrato la strada con 31 punti, Russell Westbrook (19 punti, 12 assist e 8 rimbalzi) e Serge Ibaka (19 punti e 10 rimbalzi) lo hanno seguito ed i Lakers sono usciti da OKC con le ossa rotte. Prestazione dai due volti per Kobe Bryant, che ha preso solo 6 tiri, segnandone 2 (4 punti), ma smazzando anche 13 assist per i compagni. Peccato per il dato delle palle perse: 7 sono davvero troppe, soprattutto in soli 23’ di gioco.
I Rockets (16-8) si confermano la bestia nera dei Warriors (13-11), infliggendogli la 18esima sconfitta negli ultimi 22 confronti. Nonostante Golden State abbia letteralmente dominato a rimbalzo (56-32) e nel pitturato (66 punti contro i 40 avversari), non è riuscita a trarre vantaggio da ben 12 seconde opportunità in più ed è caduta per 116-112. E non è servito nemmeno mandare in doppia cifra tutto il quintetto più Speights dalla panchina, perché dall’altro lato hanno attaccato di più il ferro e tirato meglio da oltre l’arco: James Harden è stato il trascinatore con 26 punti e 9 assist, Chandler Parsons ha contribuito con 23 punti, mentre Dwight Howard ha sì segnato 18 punti (5/6 dal campo con 1/1 da oltre l’arco e 7/7 dalla lunetta), conditi da 11 rimbalzi, ma ha anche perso ben 5 palloni. Ai Warriors non sono bastate le doppie-doppie di David Lee (23+10) e di Harrison Barnes (20+12): hanno pagato il 6/22 da tre, a cui ha contribuito Steph Curry che, pur segnando 20 punti e smazzando 9 assist, ha infilato solo una delle cinque bombe tentate.

ALTRI RISULTATI – Vittoria al cardiopalma per gli Hawks (12-11), che riescono ad avere la meglio sui Wizards (9-12) all’overtime grazie ad un canestro allo scadere di Al Horford. Quest’ultimo ha mandato a bersaglio il jumper del 101-99 finale ed ha chiuso con 34 punti, pareggiando il suo career-high. Cavaliers (9-13) corsari sul campo dei Magic (7-16). Quest’ultimi hanno sprecato 14 lunghezze di vantaggio ed hanno subito un parziale di 14-0 negli ultimi sei minuti, che ha decretato il 109-100 finale. Kyrie Irving ha segnato 31 punti, conditi da 5 assist, mentre Anderson Varejao ha contribuito in uscita dalla panchina con 10 punti e 14 rimbalzi. Inutili per Orlando i 26 punti di Victor Oladipo. I Sixers (7-17) continuano a pagare l’assenza di Michael Carter-Williams e cadono anche contro i Raptors (8-13) per 108-100. DeMar DeRozan ha segnato 27 punti, Terrence Ross ne ha aggiunti 24 ed il backcourt di Toronto è bastato e avanzato per vincere la partita. Non sono bastati a Phila i 23 punti di Tony Wroten. Dopo 17 vittorie in fila, per la prima volta i Grizzlies (10-12) perdono tirando almeno con il 50% dal campo. Questo perché i Pelicans (11-10) hanno fatto addirittura meglio e sono riusciti a resistere alla rimonta finale di Memphis, imponendosi per 104-98. Con Anthony Davis fuori, a tirare la carretta ci ha pensato Eric Gordon con 25 punti, mentre Jrue Holiday ha contribuito con 29 punti, 12 assist e 0 turnovers. Una tripla a 6 secondi dal termine di Mike Dunleavy permette ai Bulls (9-12) di tornare alla vittoria dopo tre sconfitte in fila. 91-90 il finale di un match molto combattuto con i Bucks (5-18), che erano riusciti a toccare anche il +11, prima di subire il canestro decisivo della guardia di Chicago. Joakim Noah ha chiuso con 21 punti e 18 rimbalzi, mentre per gli avversari Gary Neal ne ha messi 17. Sconfitta a sorpresa per i Nuggets (13-9), che cedono in casa contro i Jazz (6-19) per 103-93. Sotto di 4 nell’ultima frazione, a ribaltare l’incontro ci ha pensato Gordon Hayward segnando 12 dei suoi 30 punti (a cui ha aggiunto anche 13 rimbalzi). Molto positiva anche la prova del rookie Trey Burke, autore di 10 punti e 10 rimbalzi. Continua a funzionare l’esperimento del doppio playmaker in casa Suns (13-9). Phoenix si è imposta per 116-107 sui Kings (6-15) grazie ai 57 punti in due segnati da Goran Dragic e Eric Bledsoe. Per Sacramento non sono bastati i 24 punti all’esordio di Rudy Gay ed i 29 di Isaiah Thomas.