Notte NBA: James ne fa 39, Memphis e Brooklyn rialzano la testa, Indiana vince ancora

PACERS E SPURS, ANCORA VITTORIE – Per gli Indiana Pacers (9-0) è già collezione di record di franchigia. Dopo aver battuto i Milwaukee Bucks (2-6) per 104-77, la squadra di Frank Vogel si è portata sul 9-0 in stagione. Si tratta della miglior partenza nella storia della franchigia e della miglior partenza in generale dalla stagione 2002/2003 (iniziata dai Mavs con 14 vittorie), ma non solo: i Pacers hanno pareggiato la loro striscia di vittorie più lunga nella storia della squadra. Paul George ha spiegato il segreto di Indiana: «Se Roy gioca a questo livello possiamo chiudere col 100% di vittorie». Roy [Hibbert] è andato vicino alla tripla-doppia con 24 punti, 10 rimbalzi e 8 stoppate. Paul George questa volta si è accontentato di 22 punti. Poco dietro ai Pacers come record generale ci sono i San Antonio Spurs (9-1), sul 9-1 dopo la vittoria esterna contro gli Utah Jazz (1-9). Non fatevi ingannare dal divario tra i roster delle due squadre e dal 72-81 finale, perché i Jazz hanno dato enorme filo da torcere a Popovich e i suoi. In particolare Derrick Favors, che ha disputato una prova da 20 punti, 18 rimbalzi (career high), 3 rubate e 3 stoppate. I Jazz sono sempre stati in testa, tanto che a fine primo quarto comandavano per 29-16. È nel quarto quarto, iniziato sul 67-60 per Utah, che sono venuti fuori gli Spurs. In particolare Tony Parker, che ha segnato 14 dei suoi 22 punti nell’ultima frazione di gioco.

LEBRON E I 39 PUNTI NEL REMATCH – La partita tra i Miami Heat (6-3) e i Dallas Mavericks (5-4) ha sempre un sapore speciale a causa delle epiche sfide delle Finals 2006 e 2011. Per onorare la gara nel modo giusto, Nowitzki l’ha iniziata con due triple nelle prime due azioni (tre nei primi cinque minuti di gioco). Il tedesco ha disputato una prova da 28 punti con un quasi perfetto 8/12 al tiro, ma non è bastato per strappare la vittoria sul campo dei campioni NBA in carica. Nel quarto periodo decisivi i canestri prima di Bosh e poi di James per ricacciare indietro i Mavs quando erano riusciti a tornare a -1. Alla sirena gli Heat ci sono arrivati in vantaggio per 110-104. Protagonista assoluto della serata, tanto per cambiare, uno scintillante LeBron James da 39 punti, 6 rimbalzi, 4 assist e un disumano 14/18 dal campo. Molto bene anche il suo scudiero Dwyane Wade, che nonostante non abbia più il fisico dei tempi migliori riesce ancora a piazzare un career high personale (8 rubate) in aggiunta a 17 punti, 5 rimbalzi e 8 assist.

MINNESOTA CADE A DENVER – I Minnesota Timberwolves (6-4) incappano in uno stop e incassano la quarta sconfitta stagionale a fronte di sei vittorie. Dopo un inizio quantomeno difficile, i Denver Nuggets (4-4) sono invece riusciti a risalire fino al 4-4. La sfida vede, per Minnesota, il rientro di Kevin Martin, che pare non aver patito i giorni di stop e segna 27 punti con 9/20 al tiro. La gara si decide a metà del quarto periodo, quando grazie a 5 punti consecutivi di Andre Miller i Nuggets trovano il +13. Le triple di Love e Barea riportano i T’Wolves a pochi passi da Denver: sul +2 per i suoi, Chandler fa 1/2 dalla lunetta. Il rimbalzo è però per Miller, che fa a sua volta 1/2. Faried stoppa poi Martin e Love e la partita può concludersi sul 117-113 per i padroni di casa. 28 punti e 10 rimbalzi per la macchina da doppie-doppie Kevin Love, 8 rimbalzi e 12 assist – ma 0 punti – per il suo compagno Ricky Rubio. Per i Nuggets il miglior marcatore è Wilson Chandler dalla panchina con 19 punti.

LA RISCOSSA DI MEMPHIS E BROOKLYN – Risultato scontato se analizziamo i roster delle due franchigie, ma in realtà per come hanno iniziato la stagione ha vinto la squadra che aveva fatto peggio finora. I Phoenix Suns (5-4) ci avevano sperato quando la tripla di P.J. Tucker li ha portati avanti nel finale di quarto quarto, ma il canestro di Joe Johnson ha mandato la gara all’OT. Nel supplementare situazione quasi identica: Tucker pareggia, Johnson punisce sulla sirena. I Brooklyn Nets (3-5) ritrovano ossigeno e possono abbozzare un mezzo sorriso per un Kevin Garnett da 14 rimbalzi. 27 punti per Brook Lopez, 19 con 10 assist per il play dei Suns Goran Dragic. Anche i Memphis Grizzlies (4-5) non hanno iniziato la stagione nel migliore dei modi, ma possono ritrovare morale grazie alla vittoria per 86-89 allo Staples Center contro i Los Angeles Lakers (4-7). Il protagonista ha il solito nome e il solito cognome: Zach Randolph, 28 punti e 11 rimbalzi. 14 dei suoi 28 punti li ha segnati nel quarto periodo. I Lakers, agli ultimi 12’, ci erano arrivati con 3 punti di vantaggio, ma la sostanza di Randolph e Gasol (18 punti, 8 rimbalzi, 8 assist) sotto canestro ha fatto la differenza in favore degli ospiti. 25 per Jodie Meeks dei Lakers.

GLI ALTRI RISULTATI – Dato statistico: dalla stagione 2010/2011 i Chicago Bulls (4-3) sono 65-9 quando tengono la squadra avversaria sotto gli 81 punti. È successo anche questa notte: senza Derrick Rose, tenuto a riposo, i Bulls hanno vinto 80-96 sul campo dei Toronto Raptors (4-6). 14 punti, 8 rimbalzi e 6 assist per Carlos Boozer. Inutili i 37 di DeRozan. Nonostante un’altra prova incredibile di Tony Wroten (22 punti e 6 assist), i Philadelphia 76ers (5-5) hanno rimediato una sconfitta per 113-103 sul campo degli Atlanta Hawks (4-4). Jeff Teague ha realizzato un career high da 33 punti, in aggiunta a 10 assist. Evan Turner si è fermato a 27. I Portland Trail Blazers (7-2) sbancano per 96-109 il TD Garden, casa dei Boston Celtics (4-6), con 27 punti e 12 rimbalzi di LaMarcus Aldridge. Gli ha tenuto testa con 26 punti e 8 rimbalzi Jared Sullinger. Per i Blazers è la quinta vittoria consecutiva. I Cleveland Cavaliers (3-7) avevano 12 punti di vantaggio a metà del terzo quarto. Poi un parziale 22-5 dei Charlotte Bobcats (5-4), guidati da Jeff Taylor e Ramon Sessions. Alla fine i Bobcats hanno mantenuto il vantaggio e hanno trionfato per 80-86 sul campo dei Cavs. 16 punti e 8 rimbalzi per Kidd-Gilchrist, il miglior marcatore della squadra ospite. La sfida tra Andre Drummond e DeMarcus Cousins sotto le plance non ha deluso: 26 punti e 13 rimbalzi per il centro dei Kings, 15 punti e 18 rimbalzi per quello dei Pistons. I Detroit Pistons (3-5) hanno ottenuto una vittoria esterna, 90-97, contro i Sacramento Kings (2-6). 21 punti, 8 rimbalzi e 7 assist per Josh Smith. Solo 1’ 10” per Datome (2 punti, 1/3 dal campo).

TOP PUNTI: LeBron James (Miami Heat) 39, DeMar DeRozan (Toronto Raptors) 37, Jeff Teague (Atlanta Hawks) 33
TOP RIMBALZI:
Andre Drummond (Detroit Pistons) 18, Derrick Favors (Utah Jazz) 18, Kevin Garnett (Brooklyn Nets) 14, Anderson Varejao (Cleveland Cavaliers) 13, DeMarcus Cousins (Sacramento Kings) 13, Pau Gasol (Los Angeles Lakers) 13
TOP ASSIST: Ricky Rubio (Minnesota Timberwolves) 12, Jeff Teague (Atlanta Hawks) 10, Kyrie Irving (Cleveland Cavaliers) 10, Ty Lawson (Denver Nuggets) 10, Goran Dragic (Phoenix Suns) 10, Steve Blake (Los Angeles Lakers) 10, Brandon Jennings (Detroit Pistons) 9

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