Notte NBA: Knicks a fondo, Heat col brivido, ok Pacers. Drummond meglio di Barkley

NOTTE FONDA KNICKS, DRUMMOND DA RECORD – I Knicks non vincono dal 30 ottobre. Da più di un mese, ovvero da un’eternità per la NBA. Nonostante si affrontassero dei Pelicans che hanno dovuto subito rinunciare ad Anthony Davis per un infortunio alla mano, i newyorkesi hanno perso la loro nona partita in fila (non accadeva dal 2006), la settima consecutiva al Madison Square Garden. 99-103 il finale di un match che sembrava essersi messo bene per i Knicks, quando nell’ultimo quarto sono andati avanti di 5 (93-88) grazie ad una tripla di un ottimo Tim Hardaway Jr. (ha chiuso con 21 punti, suo career-high). Poi, però, nel momento più importante hanno subito un parziale di 0-10 che è valso la vittoria degli ospiti, trascinati dai 31 punti di Ryan Anderson ed i 24 di Tyreke Evans, entrambi decisivi in uscita dalla panchina. Tanto per cambiare, Carmelo Anthony ha provato a caricarsi i suoi sulle spalle, segnando 23 punti, ma anche stavolta non è bastato: questo perché New York ha tirato malissimo da oltre l’arco (2/12 dopo aver iniziato con 11/23), ma soprattutto non ha difeso quando serviva. Inutile l’ennesima buona prova di Andrea Bargnani che, pur tirando non benissimo (5/13 dal campo con 0/3 dalla lunga distanza), ha messo a referto 17 punti, 7 rimbalzi, 2 recuperi e la bellezza di 6 stoppate.
A Detroit, invece, vede ancora pochissimo il campo Gigi Datome, nonostante i Pistons (7-10) abbiano dominato fin dalle prime battute l’incontro vinto per 115-100 contro i Sixers (6-12). L’ex leader della Virtus Roma ha giocato solo 3 minuti, sbagliando le due triple tentate e prendendo 2 rimbalzi. Per i padroni di casa decisiva la prova sontuosa di Andre Drummond, che è diventato il primo giocatore NBA dopo Hakeem Olajuwon (1990) a mettere a referto un career-high di 31 punti (12/15), 19 rimbalzi e 6 recuperi. Ma non è finita qui, perché il sophomore di Detroit ha anche eguagliato il primato di Charles Barkley, che finora era stato l’unico a segnare almeno 30 punti con l’80% dal campo, facendo registrare allo stesso tempo almeno 18 rimbalzi e 5 recuperi. Stavolta a Phila non è bastato un Michael Carter-Williams da 15 punti, 6 rimbalzi, 6 assist e 6 recuperi.

PROVA DI FORZA PACERS. OK HEAT, THUNDER E BLAZERS – Neanche i Clippers riescono a fermare la corsa dei Pacers, che in questo momento stanno giocando a ben altro livello. Nonostante si giocasse allo Staples Center, Indiana ha sempre avuto in mano le redini del match, non rischiando mai realmente di perderle. 100-105 il finale di un match che permette quindi ai Pacers di migliorare ulteriormente il record (16-1): quello di 72-10 dei Bulls ’95-’96 a questo punto non sembra essere utopia. Paul George ha fornito la solita prova di sostanza, segnando 27 punti, mentre David West ha disputato una partita molto solida, facendo registrare una doppia-doppia da 24 punti e 12 rimbalzi. Decisivo per Indiana il controllo dei rimbalzi: basti pensare che nell’ultimo quarto ne hanno presi ben 7 offensivi, costruendosi così diversi secondi tiri importanti. Stavolta ai Clippers non sono bastati un Jamal Crawford da 20 punti in uscita dalla panchina ed un Chris Paul da 17 punti e 10 assist.
Vittoria con il brivido per gli Heat, che rischiano il clamoroso ko casalingo contro i Bobcats, arrivati anche al +14 grazie ad un terzo quarto strepitoso. Negli ultimi 2’30’’, però, ci ha pensato Chris Bosh a togliere le castagne dal fuoco, realizzando addirittura tre triple in fila che hanno completamente ribaltato l’incontro e permesso a Miami di imporsi per 99-98. L’ex Raptors ha chiuso con 22 punti, mentre LeBron James ne ha messi 26. Per Charlotte da segnalare i 27 di Kemba Walker e la doppia-doppia da 16 punti e 13 rimbalzi di Al Jefferson.
Ai Thunder è servita la quarta tripla-doppia in carriera di Kevin Durant per costringere alla resa dei combattivi Timberwolves. 113-103 il finale di un match che ha visto Oklahoma sotto anche di 11 lunghezze, ma un parziale di 16-5 in avvio di ultimo quarto ha indirizzato l’incontro sui binari dei padroni di casa. KD ha messo a referto 32 punti (14/21 dal campo), 12 assist, 10 rimbalzi, 4 recuperi e 4 stoppate, guidando i Thunder alla settima vittoria in fila. Russel Westbrook e Reggie Jackson hanno contribuito con 37 punti complessivi, mentre a Minnesota non sono bastati il solito Kevin Martin da 27 punti e la doppia-doppia di Nikola Pekovic (22+10). Nonostante i 18+12, male Kevin Love, che ha segnato solo 4 dei 16 tiri tentati.
Se i Blazers (14-3) riescono anche ad interrompere la striscia di 11 sconfitte consecutive allo Staples Center, allora può essere davvero una grande stagione. Portland s’impone sul campo dei Lakers (8-8) per 108-114 e continua a volare altissimo grazie ad un LaMarcus Aldridge inarrestabile, autore di 27 punti con 11/19 dal campo. Damian Lillard ha messo a referto 26 punti e 9 assist, gestendo bene la squadra che, al di là di quello che dice il punteggio finale, ha dominato l’incontro, scollinando anche a quota 20 lunghezze di vantaggio. Per LA inutili i 27 punti in uscita dalla panchina di Xavier Henry.

ALTRI RISULTATI – Soffrono più del previsto i Warriors (10-8), che comunque nel finale riescono ad avere la meglio in quel di Sacramento per 113-115 e ad interrompere immediatamente la mini-striscia di 2 ko in fila. Stephen Curry e Klay Thompson hanno fatto la voce grossa, segnando rispettivamente 36 e 28 punti, ma i Kings sono stati bravi a rimanere in partita fino ai secondi finali, quando Curry ha poi infilato due liberi decisivi e Andrew Bogut ha stoppato il tentativo del pareggio di Isiah Thomas (19+8 assist). Per i padroni di casa da segnalare i 24 punti di DeMarcus Cousins in soli 21’, dato che è stato limitato dai falli, ed i 21 in uscita dalla panchina di Marcus Thornton.
Guidata da Nate Robinson (23 punti) e Timofey Mozgov (16+15 rimbalzi), la panchina segna la bellezza di 72 punti, 45 nella ripresa, permettendo ai Nuggets (10-6) di ribaltare completamente un incontro che li aveva visti anche a -15 e di cogliere la sesta vittoria consecutiva. I Raptors si sono illusi nel primo tempo, ma alla fine si sono dovuti arrendere per 98-112 ad un avversario che sta esprimendo una buonissima pallacanestro. Inutili i 23 punti di Rudy Gay ed i 18 con 11 rimbalzi di Jonas Valanciunas.