Notte NBA: la supersfida ai Pacers, la notte degli italiani, il ventello di Kobe. E se Durant difende…

LA SUPERSFIDA È DEI PACERS – Per la prima volta nella storia della franchigia, i Pacers hanno allungato a dieci vittorie in altrettante apparizioni la striscia positiva davanti al proprio pubblico. E lo hanno fatto battendo non un avversario qualunque, bensì gli Heat, che per l’occasione hanno schierato anche Dwyane Wade. Dopo un primo quarto ad appannaggio degli ospiti, che sembravano poter prendere un vantaggio importante, i Pacers sono usciti fuori alla distanza ed hanno dominato il secondo tempo, imponendosi per 90-85. 50-37 il parziale dei secondi 24’, che ha permesso ai padroni di casa di vincere per la decima volta su dodici occasioni in cui vanno sotto all’intervallo. La svolta dell’incontro c’è stata poco prima della pausa lunga, quando i Pacers sono riusciti a ridurre lo svantaggio sotto la doppia cifra. Poi nella ripresa hanno piazzato un parziale di 13-5, ispirato anche da un Paul George finalmente incisivo (12 punti per lui nel terzo quarto), che ha permesso loro di mettere la testa avanti (68-62). A quel punto, nonostante i tentativi degli Heat, Indiana non si è più voltata indietro ed ha conquistato la vittoria. Miglior marcatore della serata è stato Roy Hibbert con 24 punti, mentre George e David West ne hanno segnati 17 a testa. Per Miami non è riuscito a far la differenza LeBron James, che ha sì chiuso con 17 punti, 14 rimbalzi e 6 assist, ma dopo un ottimo primo quarto è stato limitato bene dagli avversari (6/16 dal campo e 5 palle perse).

SORRIDE BELI, MALE MAGO E DATOME – Gli Spurs (16-4) si concedono qualche distrazione di troppo nel primo quarto, finendo anche sotto di 14, ma con il passare dei minuti prendono sempre più in mano le redini dell’incontro, arrivando a toccare addirittura il +24, prima di chiudere sul 103-116. I texani hanno mandato in doppia cifra ben sei giocatori, tra cui uno concreto Manu Ginobili, autore di 16 punti e 9 assist in uscita dalla panchina, e Marco Belinelli. La guardia italiana sta vivendo un periodo di forma eccezionale ed anche stanotte ha portato il suo prezioso contributo, firmando 12 punti (2/2 da due, 2/3 da tre, 2/2 dalla lunetta), 4 assist, 1 rimbalzo e 3 recuperi per un plys/minus di +22. Ai Raptors (7-13) non sono bastati i 19 punti a testa di DeMar DeRozan e Amir Johnson.
I Knicks (5-15) cadono anche a Cleveland in maniera netta, ma ormai fa più notizia una loro vittoria che una sconfitta. Stavolta a fare festa contro la pessima difesa di New York è stato Kyrie Irving, che ha segnato la bellezza di 37 punti, conditi da 11 assist, con cui ha trascinato i suoi Cavaliers (8-13) ad una comoda vittoria per 109-94. I Knicks non sono mai stati realmente in partita e come al solito non è bastata la prestazione da 29 punti+8 rimbalzi di Carmelo Anthony. Serataccia per Andrea Bargnani, che nelle ultime uscite sta vivendo un momento poco felice: il Mago ha segnato 11 punti, tirando però con un pessimo 5/17 dal campo in 32’.
Continua il digiuno di Gigi Datome, che non segna dal 27 novembre. Nella netta sconfitta dei Pistons (10-12) contro i Timberwolves (10-11), l’ex leader della Virtus Roma è stato impiegato per sei minuti nel garbage time, ma pur prendendosi 6 tiri (2 da oltre l’arco), ha chiuso con 0 punti a referto. Dopo un primo quarto combattuto, Minnesota ha preso il sopravvento, trascinata soprattutto da un quintetto in gran spolvero, che ha chiuso tutto in doppia cifra. Gran prova da parte di Kevin Love, che ha scritto 26 punti, 16 rimbalzi e 7 assist in 30’ sul suo tabellino personale. Per Detroit, alla seconda sconfitta in fila, non sono bastati 20 punti e 7 assist di Brandon Jennings.

THUNDER INARRESTABILI, VENTELLO KOBE – Continua la corsa dei Thunder (16-4), che s’impone sul difficile campo degli Hawks (11-11) per 101-92. Tanto per cambiare, OKC ha potuto contare su un Kevin Durant in gran spolvero, che non sono ha messo a referto la bellezza di 30 punti e 10 rimbalzi, ma si è anche reso protagonista di alcune giocate difensive importanti nei momenti cruciali dell’ultimo quarto. Gli Hawks, infatti, avevano esordito con un break di 7-2, riportandosi a -3 con ancora 10’ da giocare, ma a quel punto coach Brooks ha rimesso in campo Durant, che ha prima stoppato Korver, poi Scott ed infine rubato il pallone a Williams, propiziando un contro-parziale di 10-3 che ha messo al sicuro il risultato.
A rovinare la prima dopo l’infortunio allo Staples Center a Kobe Bryant, ci hanno pensato gli ottimi Suns di questo inizio di stagione, che si sono imposti per 108-114, migliorando ulteriormente il loro record (12-9). LA è caduta non solo sotto i colpi delle due point guard (31 di Goran Dragic, 18+9 assist di Eric Bledsoe), ma anche sotto quelli dei fratelli Morris, che hanno combinato 37 punti in uscita dalla panchina, risultando determinanti nel terzo successo in fila di Phoenix. Ai Lakers (10-11) non sono bastati i 20 punti (6/11 dal campo) di Kobe, che ha mostrato subito segni di crescita rispetto all’esordio.

ALTRI RISULTATI – I Nets (7-14) recuperano Paul Pierce e soprattutto Deron Williams ed infilano finalmente due vittorie consecutive, superando i Celtics (10-13) per 104-96. D-Will ha subito preso in mano la situazione, segnando 25 punti e smazzando 7 assist, mentre Brook Lopez ha messo in piedi una solida prestazione da 24 punti. Serata in chiaroscuro, invece, per i due ex più sentiti della gara: Kevin Garnett ha messo a referto 11 punti e 9 rimbalzi, ma ha sofferto in difesa, mentre Paul Pierce ha chiuso con 4 punti (nessun canestro dal campo) e 7 rimbalzi. A Boston non è servito mandare in doppia cifra tutto il quintetto per evitare la sconfitta.
Sconfitta abbastanza imbarazzante, quella subita dai Bulls (8-11) davanti al proprio pubblico per mano dei Bucks (5-16). In una partita da vietare ai minori per quanto è stata brutta, Milwaukee è riuscita a recuperare 11 lunghezze di svantaggio a Chicago ed ad imporsi nel finale punto a punto per 78-74. Ottima la prova di John Henson, autore di 25 punti e 14 rimbalzi, mentre per i Bulls non sono bastati i 24 punti di Mike Dunleavy ed i 21 con 12 rimbalzi di Carlos Boozer.