Notte NBA: ottimo Beli, ma vince Harden. Sussulti Nets e Cavs, il ritorno in doppia-doppia di Bynum

OTTIMO BELI, MA VINCONO I ROCKETS – Partita bellissima in Texas, dove gli Spurs (14-3) pagano il back-to-back e perdono per la prima volta in stagione tra le mura amiche. Ad avere la meglio sono stati i Rockets (13-5), che sembravano poter imporsi abbastanza agevolmente, ed invece si sono visti rimontare dal -23 e sono finiti addirittura sotto di 5 punti, prima di piazzare il break decisivo. Con l’inerzia della gara che nell’ultimo quarto si era spostata dalla parte di San Antonio, grazie soprattutto ai 10 punti in fila di Marco Belinelli, tutto faceva pensare ad un epilogo sorridente alla squadra di Popovich. Ed invece i Rockets hanno mostrato una certa consistenza mentale, rimanendo dentro la partita e riuscendo ad imporsi nel finale punto a punto per 112-106 con la giocate di un ottimo James Harden, autore di 16 dei suoi 31 punti nei 12’ conclusivi. Ad aiutarlo un solidissimo Terrence Jones da 10 punti e 16 rimbalzi ed un Chandler Parsons da 25 punti. Tra le fila di San Antonio da segnalare i 27 di Tony Parker, i 20 con 8 rimbalzi di Tim Duncan, i 18 con 4/6 da oltre l’arco del Beli e gli 11 assist di Manu Ginobili.

SUSSULTI NETS E CAVS – Due delle maggiori delusioni di questo inizio di stagione finalmente tornano a vincere una partita. I Nets (5-12), pur senza Pierce, Evans, Williams, Kirilenko e Terry, sfrutta le pesantissime assenze di Gasol e Z-Bo ed espugna Memphis per 88-97. Brooklyn doveva assolutamente dare qualche segnale, dopo aver preso un’imbarcata in casa contro Houston, ed è riuscita a cogliere una vittoria che almeno può far respirare un minimo la squadra. Joe Johnson con 26 punti è stato il miglior marcatore del match ed ha scavato il solco iniziale, Andray Blatche ha dato un fondamentale contributo in uscita dalla panchina (21 punti e 8 rimbalzi), mentre Brook Lopez ha dato il colpo di grazia ai Grizzlies (8-8), chiudendo con 20 punti e 9 rimbalzi. A Memphis non è bastato il career-high di Quincy Pondexter, autore di 22 punti.
I Cavaliers (5-12), invece, l’hanno spuntata al fotofinish sui Bulls (7-8) per 97-93. Andrew Bynum finalmente si è ricordato di essere il centro più forte e dominante della NBA ed ha sfoderato una prestazione maiuscola da 20 punti, 10 rimbalzi e 5 stoppate, tornando alla doppia-doppia dopo più di un anno (15 aprile 2012 l’ultima). Dion Waiters ha contribuito con 20 punti in uscita dalla panchina, mentre Kyrie Irving ne ha messi 19, conditi da 9 assist, ed i Cavaliers, dopo essersi fatti rimontare dal +15, sono riusciti a resistere agli attacchi finali dei Bulls. Che tra l’altro ci hanno messo del loro: sul -2 a 17’’ dal termine hanno sbagliato la bellezza di quattro conclusioni nella stessa azione, perdendo così l’incontro. Non sono bastati i 27 punti e 11 assist di Luol Deng, così come i 18 punti del rookie Tony Snell.

ALTRI RISULTATI – Per la prima volta dal lontano 1984, i Wizards (8-9) hanno vinto almeno 8 partite nel mese di novembre. L’ottavo successo è arrivato stanotte, tra l’altro in un match tutt’altro che facile. Di fronte c’erano gli Hawks (9-9), una delle poche squadre ad avere un record superiore al 50% di vittorie nel terribile Est. Ma Washington ha comandato l’incontro fin dalle prime battute, costruendo un vantaggio di 18 lunghezze che Atlanta non è più riuscito a ribaltare ed imponendosi per 108-101. Gli ospiti sono riusciti ad arrivare fino al -2, ma poi una tripla di Trevor Ariza (24 punti) ha ridato il là ai Wizards, che hanno chiuso i conti. Altra bella prestazione di John Wall, autore di 26 punti, 12 rimbalzi e 5 recuperi, mentre dall’altro lato Paul Millsap ne ha messi 23 con 10 rimbalzi.
Con un break di 4-13 sul finire del terzo quarto, i Timberwolves (9-9) sono riusciti a prendere un buon margine ed a mantenerlo nella sfida di Dallas. I Mavericks (10-8) si sono confermati squadra difficile da scardinare, ma stanotte hanno pagato il fatto di non aver trovato ritmo da oltre l’arco, tirando con 7/24. Non sono così bastati i 26 punti e 6 assist di Monta Ellis, mentre per gli ospiti tutto il quintetto ha chiuso in doppia cifra: il miglior marcatore è stato Kevin Martin con 27 punti, mentre Kevin Love (anche 11 rimbalzi) e Nikola Pekovic hanno segnato 21 punti a testa, contribuendo al ritorno alla vittoria di Minnesota dopo tre ko in fila.
Inizia a farsi sentire eccome il grande talento di Trey Burke all’interno dei Jazz (3-15). Utah coglie un’insospettabile vittoria alla vigilia, andando a vincere per 104-112 sul campo degli ottimi Suns (9-8) di questo inizio di stagione. La squadra di coach Harnacek, troppo discontinua rispetto al solito nell’arco dell’incontro, è caduta nell’ultimo quarto sotto i colpi di Trey Burke, che ha segnato 8 punti e due triple importanti nei 12’ finali, chiudendo a quota 20. Stavolta a Phoenix non è bastato un Goran Dragic da 24 punti e 9 assist per risolvere l’incontro.
Dopo le ultime uscite positive, i Celtics (7-12) tornano un po’ a sorpresa alla sconfitta, cadendo sul campo dei Bucks (3-13), che pongono così fine alla loro striscia di 11 sconfitte consecutive. Dopo un primo quarto totalmente ad appannaggio di Boston, i padroni di casa hanno preso in mano le redini dell’incontro ed hanno costruito un vantaggio di ben 17 lunghezze, prima di chiudere sul 92-85. Trascinatore di Milwaukee, un finalmente sano Brandon Knight, che ha flirtato con la tripla-doppia, chiudendo con 20 punti, 9 rimbalzi e 8 assist. Bene anche OJ. Mayo con 22 punti, mentre per gli ospiti da segnalare i 21 punti+14 rimbalzi di Jared Sullinger.