Notte NBA: otto vittorie per i Pacers, Rose batte Irving, Griffin ferma Love

LA TRIPLA-DOPPIA DI STEPHENSON – Ormai nessuno può esserne all’oscuro: i Pacers fanno sul serio e fanno paura. Il loro record si è alzato a 8-0 dopo che hanno sconfitto i Memphis Grizzlies per 95-79. Nell’8-0 dei Pacers c’è ovviamente tutto il talento di Paul George, la solidità di Roy Hibbert – che questa notte ha stoppato due volte Pondexter nella stessa azione – e anche il genio e la follia di Lance Stephenson, che si è conquistato un posto in quintetto nella passata stagione a causa dell’infortunio di Granger e sta giocando a ritmi da All-Star. Born Ready questa volta ha collezionato una tripla doppia da 13 punti, 11 rimbalzi e 12 assist (career-high), ma si è guadagnato anche un tecnico per taunting: aveva esposto la palla a Tony Allen prima di partire in palleggio con una mossa tipica del playground. La partita non ha offerto troppi spunti interessanti, con Indiana che è volata via nel corso del terzo quarto e non ha lasciato ai Grizzlies nessuna possibilità di rientro. La squadra ospite ha pagato le difficoltà al tiro della coppia Randolph-Gasol (11/25 totale), oltre alla disfatta a rimbalzo (45-32).

ROSE CONTRO IRVING – Per la prima volta si affrontano sul campo due dei migliori giocatori della Eastern Conference. Rose ha giocato in NCAA tra il 2007 e il 2008, Irving tra il 2010 e il 2011. In NBA, nella stagione 2011/2012, Bulls e Cavaliers si erano incontrati due volte, ma gli infortuni avevano tenuto fuori Rose dalla prima sfida e Irving dalla seconda. Rose ha poi saltato l’intera stagione 2012/2013. Entrambi i giocatori hanno tirato malissimo questa notte, ma Rose ha giocato meglio e i Bulls hanno vinto l’incontro. Il play dei Bulls ha chiuso la gara con 16 punti (8/21 dal campo) e 7 assist; Irving ha segnato lo stesso numero di punti, ma con 5/19 al tiro, solo 3 assist e anche 3 palle perse. Rose è uscito dal campo a 3’ dalla fine, dolorante dopo un layup realizzato. Al di là dei due protagonisti, va segnalata la prova di Tristan Thompson: 14 punti e 13 rimbalzi. La partita si è decisa in favore dei Bulls solamente nel quarto periodo: un fallo di Waiters su un tiro da tre di Dunleavy ha dato la possibilità a Chicago di trovare il +6. Poi i Bulls hanno alimentato il proprio vantaggio con due canestri di Rose, una tripla dello stesso Dunleavy e qualche tiro libero.

LOVE CONTRO GRIFFIN – La partita sembrava fortemente indirizzata verso la California quando i Clippers hanno trovato la doppia cifra di vantaggio nel quarto periodo, ma Kevin Martin e Pekovic hanno coordinato la rimonta ed entrambi hanno avuto la possibilità per firmare il pareggio nel finale. Il tiro di Martin è stato respinto dal ferro, così come il successivo tentativo di Pekovic a rimbalzo offensivo; sul pallone si è avventato allora Love che, sulla sirena, non è riuscito a realizzare il tap-in. I Clippers hanno vinto 109-107. Love ha fornito la solita prestazione ai limiti della realtà: 23 punti, 19 rimbalzi, 7 assist e 4/8 da tre. Non è stato però il miglior marcatore dei T’Wolves: 30 punti per Kevin Martin, 25 (e 10 rimbalzi) per Nikola Pekovic. Sul versante Clippers il miglior marcatore è stato il diretto avversario di Love, Blake Griffin, con 25 punti (11/22 al tiro) in aggiunta a 10 rimbalzi e 5 assist. Straordinario Chris Paul che, contro Ricky Rubio (5 punti e 10 assist), ha messo assieme 21 punti, 11 assist e 4 palle rubate.

LA QUARTA VITTORIA DI FILA PER I CELTICS – I Boston Celtics conquistano la loro quarta vittoria consecutiva. Gli avversari, gli Orlando Magic di coach Vaughn, hanno invece perso le ultime tre partite – due delle quali proprio contro Boston. La squadra di casa ha tenuto un gran ritmo per tutta la gara ed è arrivata alla sirena finale sul risultato di 120-105, anche se aveva superato i 20 punti di vantaggio nel corso dell’ultimo periodo. Se Orlando-Boston dello scorso weekend era stata contraddistinta dalle bassissime percentuali, questa volta i Celtics hanno fatto in modo di fare il più possibile tesoro di ogni tentativo concesso dalla difesa degli ospiti: 51/85 dal campo, un tondo 60%. Entrambe le squadre hanno mandato sette giocatori in doppia cifra: il miglior marcatore dell’incontro è stato Avery Bradley, autore di 24 punti con 10/15 al tiro. 17 i punti di Victor Oladipo, che ha un po’ sistemato le statistiche nel quarto quarto. Sostanziosissimo, invece, l’impatto del rookie Kelly Olynyk, partito in quintetto per i Celtics, che ha totalizzato 16 punti (7/9 dal campo, 2/3 dall’arco), 7 rimbalzi e 5 assist.

HOUSTON, ABBIAMO UN PROBLEMA – Anzi, due problemi: Dwight Howard e i tiri liberi. Tiri liberi perché è proprio un errore di Harden dalla lunetta che ha permesso ai Raptors assieme ai due precedenti errori di Dwight di portare la partita fino al supplementare. L’ex centro di Magic e Lakers ha invece giocato un grandissimo primo tempo, ma poi ha segnato 0 punti tra terzo e quarto quarto, 1 nel primo supplementare e 0 nel secondo. Dwight, che ha disputato una prova da 18 punti, 24 rimbalzi e 4/12 ai liberi, ha comunque conquistato un fondamentale rimbalzo offensivo con successivo assist per il +2 Rockets nell’ultimo minuto del secondo OT. È stato poi Jeremy Lin (31 punti, 10/17 al tiro, 3/6 da tre), poco prima rimproverato da McHale per aver concesso due triple a Kyle Lowry (16 punti), a realizzare in penetrazione e a chiudere i conti: i Rockets hanno vinto per 110-104. Al termine del primo overtime, era stato Rudy Gay (29 punti, 10 rimbalzi) a forzare il nuovo pareggio con una gran tripla in faccia a Parsons. Gay ha tirato 11/37 dal campo, il suo compagno DeRozan 6/25. Solita grande prova per James Harden: 26 punti, 10 assist e 3 rubate.

GLI ALTRI RISULTATI – 72% dal campo nel terzo periodo e parziale 34-16. Così gli Atlanta Hawks hanno trovato la fuga sul campo dei Charlotte Bobcats. La gara, terminata col punteggio di 94-103, ha visto il rientro in campo di Al Jefferson (10 punti e 7 rimbalzi); 24 punti per Al Horford. Nulla hanno potuto i Philadelphia 76ers, che sono stati investiti a domicilio da Danny Green (18 punti, 7 rimbalzi, 5/7 da tre) e dai San Antonio Spurs: 85-109 alla sirena. Continua il disastro degli Utah Jazz, ormai giunti a otto sconfitte in altrettante partite giocate. Neanche l’arrivo a Salt Lake City dei Denver Nuggets, che prima di questa gara avevano ottenuto una sola vittoria, è servito per sbloccare la formazione di Tyrone Corbin. Si salvano Derrick Favors (21 punti, 13 rimbalzi) e Hayward (22 punti, ma 7 palle perse), mentre tutto il resto della squadra deraglia. Per i Nuggets brillano Ty Lawson (17 punti, 10 assist) e Kenneth Faried (15 punti, 13 rimbalzi). In una partita in cui Gigi Datome non è sceso in campo, i Detroit Pistons escono sconfitti per 109-103 dalla sfida esterna contro i Portland Trail Blazers. Decisivi nel quarto quarto i canestri di Aldridge (18 punti, 12 rimbalzi) e Robin Lopez (17 punti, 10 rimbalzi). Lillard ha segnato 25 punti.

TOP PUNTI: Jeremy Lin (Houston Rockets) 31, Kevin Martin (Minnesota Timberwolves) 30, Rudy Gay (Toronto Raptors) 29
TOP RIMBALZI:
Dwight Howard (Houston Rockets) 24, Kevin Love (Minnesota Timberwolves) 19, Andre Drummond (Detroit Pistons) 16
TOP ASSIST:
Lance Stephenson (Indiana Pacers) 12, Jeff Teague (Atlanta Hawks) 12, Chris Paul (Los Angeles Clippers) 11

Photo: rantsports.com