Notte NBA: triplo OT tra Pelicans e Bulls, i Blazers fermano Indiana, gara da 23+21 per Duncan

WASHINGTON AL 50% Sembra una cosa banale, ma non lo è: Washington non raggiungeva il 50% di vittorie dal novembre del 2009. Quattro lunghissimi anni. Ariza, messo in quintetto da Wittman al posto dell’infortunato Beal, è a 15/19 dal campo nelle ultime due partite. In questa sfida contro gli Orlando Magic (6-11), una delle sue ex squadre, è stato nettamente il più produttivo: 24 punti, 6 rimbalzi e 8/9 al tiro. Lo strappo decisivo in favore dei padroni di casa è arrivato nel finale di primo tempo, quando i Washington Wizards (9-9) hanno piazzato un parziale di 17-6. Orlando non ha saputo reagire e ha finito per crollare alla distanza, uscendo sconfitta per 98-80. Glen Davis (2 punti, 2 rimbalzi, 1/8 dal campo) si è lamentato perché la squadra ha giocato pochi pick and roll, a suo avviso l’unico modo per attaccare una squadra fisica come Washington. 16 punti e 13 assist per Wall, 21 punti per Afflalo.

NEW ORLEANS SBANCA CHICAGO – Partiamo dal dato che risalta maggiormente: Thibodeau ha decisamente bocciato Boozer nel corso della gara. Il lungo ha disputato una pessima prova da 4 punti, 6 rimbalzi e 3 assist in 26 minuti ed è rimasto a guardare Taj Gibson (26 punti e 14 rimbalzi) nei minuti in cui si decideva la gara. I New Orleans Pelicans (9-8) hanno reagito magistralmente all’infortunio di Anthony Davis, riportando una vittoria su un campo su cui in stagione nessuno aveva mai vinto. Il primo mattoncino di questa maratona supplementare lo ha messo Jrue Holiday, autore del palleggio, arresto e tiro del 103 pari a 4” dalla fine del quarto periodo. Nel primo supplementare invece è stato Eric Gordon a pareggiare dall’arco. I Pelicans hanno trovato un buon vantaggio nel secondo supplementare, ma stavolta sono stati i Chicago Bulls (7-9) a reagire. Sul +2 Pelicans è stato fischiato un fallo in attacco molto dubbio a Ryan Anderson e Deng ha potuto pareggiare. Neanche una tripla dello stesso Rhino è servita per la fuga Pelicans nel terzo OT: sul 128 pari ci è voluta una bruciante accelerazione di Jrue Holiday che ha segnato con fallo e ha deciso definitivamente la gara. Per Ryan Anderson career high da 36 punti (12/20 dal campo, 7/11 da tre). Jrue Holiday, altrettanto decisivo per il risultato finale, si è accontentato di 19 punti e 12 assist. Per i Bulls Deng migliore in campo con 37 punti (15/27 dal campo), 8 rimbalzi e 7 assist.

L’INTRAMONTABILE DUNCAN – Jeff Teague aveva sparato una grandissima tripla in faccia a Leonard per il 100-100 a 4” dalla fine. Popovich non ha avuto dubbi: rimessa di Belinelli per Ginobili, blocco di Belinelli per l’uscita di Duncan e tiro dalla media del fuoriclasse degli Spurs. A quasi 38 anni Duncan è il più vecchio giocatore della storia della NBA ad aver realizzato una gara da 20+20. Sì, infatti il canestro della vittoria arriva a condimento di una partita in cui ha segnato 23 punti (10/15 dal campo), ha catturato 21 rimbalzi e, per non farsi mancare niente, ha distribuito anche 2 stoppate. Il tutto contro una solidissima coppia di lunghi formata da Al Horford (18 punti, 7 rimbalzi) e Paul Millsap (15 punti, 14 rimbalzi). Belinelli ha giocato un’altra grande partita con 13 punti (6/9 al tiro, 1/2 da tre), 4 rimbalzi e 3 assist in 25 minuti di utilizzo. I San Antonio Spurs (15-3) restano, grazie a questa vittoria, pari ai Portland Trail Blazers in testa alla Western Conference. Gli Atlanta Hawks (9-10) sono quinti ad Est.

I JAZZ CAMBIANO PASSO – I Rockets sono sembrati più volte sul punto di prendere gli Utah Jazz (4-15) nel quarto periodo di gioco. I padroni di casa, invece, hanno sempre reagito alle mosse degli ospiti e hanno alla fine rimediato una bella vittoria con il risultato di 109-103. Difficile non notare l’impatto che ha avuto Trey Burke (21 punti, 6 assist) sul resto della squadra: il rookie è alla seconda partita consecutiva con più di 20 punti segnati e i Jazz hanno vinto in tre delle cinque partite in cui il prodotto di Michigan è sceso in campo. Buona partita anche per Gordon Hayward, autore di 29 punti con 12/18 al tiro. Per gli Houston Rockets (13-6), privi degli infortunati Parsons e Lin, si è scatenato James Harden: 37 punti (season high), 3 rimbalzi e 8 assist. Ha offerto una prestazione tutt’altro che sostanziosa Dwight Howard: 15 punti (8 dei quali arrivati in situazioni di alley-oop), 9 rimbalzi e 1/4 dalla lunetta.

LA SECONDA SCONFITTA DI INDIANA – Una partita vinta grazie ad un cospicuo sforzo di un quintetto inatteso: sul 72-72 ad inizio quarto quarto Stotts ha schierato Lillard in campo con le riserve Williams, Wright, Robinson e Freeland. I Portland Trail Blazers hanno piazzato un parziale di 9-2 e hanno rimediato il loro primo vantaggio nella partita. Il più sconsolato per questa seconda sconfitta stagionale degli Indiana Pacers (16-2) sarà sicuramente Paul George, l’uomo che più di tutti aveva tentato di rimettere in piedi la partita: la stella dei Pacers ha segnato gli ultimi 15 punti dei Pacers con cinque canestri dall’arco e ha chiuso la gara con 43 punti (career high; 16/30 dal campo, 7/15 da tre). Di fondamentale importanza la tripla con cui Damian Lillard (26 punti, 6 rimbalzi), con 1’ 17” da giocare, ha messo 5 punti di distacco tra le due squadre. Gli altri due protagonisti, oltre a George e Lillard, sono stati Aldridge (28 punti, 10 rimbalzi) e Hibbert (16 punti, 14 rimbalzi).

TOP PUNTI: Paul George (Indiana Pacers) 43, James Harden (Houston Rockets) 37, Luol Deng (Chicago Bulls) 37, Ryan Anderson (New Orleans Pelicans) 36
TOP RIMBALZI: Tim Duncan (San Antonio Spurs) 21, Roy Hibbert (Indiana Pacers) 14, Taj Gibson (Chicago Bulls) 14, Jason Smith (New Orleans Pelicans) 14, Paul Millsap (Atlanta Hawks) 14, Derrick Favors (Utah Jazz) 13
TOP ASSIST:
John Wall (Washington Wizards) 13, Jrue Holiday (New Orleans Pelicans) 12, George Hill (Indiana Pacers) 11, Kirk Hinrich (Chicago Bulls) 11

Photo: bleacherreport.com