Playoffs NBA: Warriors al secondo turno dopo 6 anni, Beli top scorer ma si va a gara 7

Hanno rischiato di rovinare tutto con una gestione a dir poco imbarazzante dei possessi finali, ma alla fine i Warriors sono riusciti a guadagnarsi il diritto di affrontare gli Spurs al prossimo turno. Golden State non passava il primo dal 2007 ed è riuscita a farlo nonostante partisse da sfavorita contro i Nuggets: stanotte alla Oracle Arena è finita 92-88, con i tifosi di casa che hanno vissuto gli ultimi minuti in apnea, liberando l’urlo di gioia al suono della sirena finale. Ancora una volta a trascinare i Warriors è stato uno strepitoso Stephen Curry, che non solo ha segnato 15 dei suoi 22 punti nel terzo quarto, ma ha anche mostrato una bella intesa con Andrew Bogut, che ha disputato la sua miglior prestazione stagionale da 21 punti e 14 rimbalzi. L’australiano ha praticamente fatto reparto da solo sotto le plance, sopperendo magnificamente all’assenza di David Lee: quest’ultimo, però, nonostante gli fosse stato diagnosticato una rottura del flessore che lo avrebbe dovuto tenere fuori per tutta la durata dei playoffs, ieri è sceso in campo nel primo quarto per circa 90 secondi. Diagnosi sbagliata o miracoloso ritorno? Non si sa, ma forse potrà essere ancora un fattore in questa post-season. I Warriors sembravano aver chiuso la partita con largo anticipo, essendo a +18 (80-62) con 9’ da giocare. Ma i padroni di casa hanno perso una marea di palloni in maniera ingenua, permettendo ai Nuggets di rifarsi sotto s suon di triple di Iguodala e Lawson. Denver ha avuto anche l’occasione di impattare a quota 90, ma Chandler ha sbagliato il tap-in e così Jack ha chiuso i conti dalla lunetta.

Ai Bulls non è bastata la miglior prestazione in carriera nei playoffs di Marco Belinelli per chiudere la serie allo United Center. La guardia italiana è stata il top scorer dell’incontro con 22 punti, a cui ha aggiunto anche 7 assist e 5 rimbalzi in 46’ di gioco. D’altronde, quando sei senza tre titolari (Deng, Rose, Hinrich) giocare tutta la partita con la stessa intensità e concentrazione è molto difficile: basti pensare che ben 4 titolari di stanotte di Chicago hanno giocato più minuti di Deron Williams (41’), che è stato il cestista degli ospiti più utilizzato. Nonostante le assenze, i Bulls come sempre ce l’hanno messa tutta, ma nell’ultimo quarto ogni volta che sono arrivati ad un possesso di distacco, sono stati ricacciati indietro: la prima volta ci ha pensato Wallace da oltre l’arco, la seconda una schiacciata di Lopez e la terza i liberi di Blatche, che hanno scritto la parola fine sul match.