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Qualcuno dia una vera squadra a Damian Lillard

damian lillard

«Il fatto che non sia un All-Star è una vergogna. Questo ragazzo può segnare in qualsiasi modo e da qualsiasi posizione. Si è parlato tanto di Curry che tira e segna da metà campo, ma è esattamente quello che ha fatto anche questo giovane talento». Le parole che avete appena letto appartengono a Dwane Casey, head coach dei Raptors, che dopo il successo per 117-115 dei suoi sui Blazers, ha voluto sottolineare in maniera molto sportiva la difficoltà estrema nell’affrontare uno come Damian Lillard. Il quale stavolta non è riuscito a completare il miracolo, ma ci è andato molto vicino, spaventando Toronto con la sua seconda prestazione da 50 punti nel giro di due settimane, a -1 dal career-high fatto registrare contro i Warriors.

Dopo aver iniziato l’ultimo quarto in panchina, Lillard è entrato e negli ultimi 7 minuti si è letteralmente caricato la squadra sulle spalle, realizzando 22 punti con 4/7 da oltre l’arco e riducendo lo svantaggio dal -13 al -2. Stavolta è mancata la zampata finale, anche perché i Raptors hanno confermato di essere una signora squadra, con Kyle Lowry e DeMar DeRozan che hanno segnato 66 dei 117 finali e sono stati ben supportati dai compagni.

Lo stesso non si può dire per Lillard, che ha vissuto un ultimo quarto un po’ “alla Kobe”, ovvero abbandonato sull’isola: Damian ha gestito e concluso quasi tutte le azioni offensive dei Blazers negli ultimi 7 minuti, dando vita praticamente ad uno uno vs tutti, ma alla fine a fare la differenza è stato il diverso livello del supporting cast. Non è il massimo vedere gli sforzi di Lillard sprecati perché Plumlee viene stuprato sotto canestro da Valanciunas (che ha preso due rimbalzi offensivi cruciali) o perché McCollum è ben marcato e non c’è un’altra valida alternativa offensiva nei minuti finali.

Damian sta facendo qualcosa di incredibile con questi Blazers, che mai nella vita dovrebbero essere materiale da playoffs: eppure sono attualmente in piena corsa, e questo ci spinge a pensare che il prodotto di Weber State sia davvero uno di quei giocatori che sposta gli equilibri. Alla luce di ciò, Portland non può starsene con le mani in mano: va allestita una squadra degna del talento di Lillard, con cui nel futuro prossimo ci si potrebbero togliere splendide soddisfazioni.

Tornando al 50ello realizzato stanotte, il #0 dei Blazers è diventato l’unico giocatore, insieme a Steph Curry, a firmare più di una prestazione da almeno 50 punti in questa stagione. Inoltre, era dai tempi di Brandon Roy (2009-10) che a Portland non vedevano un giocatore in grado di segnare tre volte almeno 40 punti (tra l’altro contro Warriors, due volte, e contro Raptors).