NBA Temi della notte

Quando la tripla-doppia mente: lo strano caso di John Wall

Provano ancora a credere nei playoffs, i Washington Wizards, che grazie al successo per 99-94, colto contro i derelitti Philadelphia Sixers, sono rimasti in corsa per l’ottavo posto, distante una gara e mezza. Dopo aver firmato 29 punti, 10 rimbalzi e 12 assist nell’importantissimo successo con i Chicago Bulls, che occupano l’ultimo posto disponibile per la post-season, John Wall si è ripetuto, almeno dal punto di vista statistico, firmando la seconda tripla-doppia consecutiva: in questa stagione solo Draymond Green, Rajon Rondo e Russell Westbrook sono riusciti a fare una cosa del genere prima di lui.

Per la precisione, Wall ha messo a referto 16 punti, 13 rimbalzi e 14 assist, eppure questi numeri, che all’apparenza possono sembrare ottimi, non dicono la verità su quella che è stata la prestazione del playmaker dei Wizards: quest’ultimo, infatti, ha giocato ben al di sotto dei suoi standard, tra l’altro contro la peggior squadra della NBA, commettendo 9 turnover (season-high, 4 nel solo terzo quarto, che hanno prestato il fianco alla rimonta dei Sixers, più 3 nell’ultimo) e tirando con un misero 24% dal campo (4/17), la percentuale più bassa mai fatta registrare in una tripla-doppia nella storia dei Wizards (il record apparteneva a Gilbert Arenas, che nel marzo 2004 tirò con il 27%). Insomma, stanotte Wall è stato il perfetto esempio del fatto che non sempre una tripla-doppia è sinonimo di un’ottima prestazione: diamo merito a John per essere stato molto preciso dalla lunetta nei secondi finali di un match che, contro ogni previsione, è stato tirato e poteva segnare la fine delle speranze playoffs di Washington, ma allo stesso tempo dal punto di vista statistico la sua tripla-doppia è stata una delle 90 con meno valore dal 1983 ad oggi.

Insomma, Wall ha sì raggiunto un traguardo importante, dato che due triple-doppie consecutive non si vedono tutti i giorni, ma allo stesso tempo ha molto da migliorare, perché 17 palle perse (considerando le 9 di stanotte e le 8 contro i Bulls) in due partite sono davvero un’enormità, anche per uno come lui che è il giocatore che più tocca il pallone in tutta la NBA. In questa regular season l’obiettivo di Wall era scendere sotto i 3 turnover di media, e invece viaggia con 4.1: qualcuno si ricorderà della scommessa con uno degli assistant coach dei Wizards, al quale pagava 100 dollari ogni volta che perdeva più di due palloni a partita, prima che la NBA ponesse un veto alla cosa. John ha commesso meno di tre turnover in sole 18 partite di questa stagione, in cui solo James Harden e Russell Westbrook ne perdono mediamente più di lui.