Qui Cleveland: la rivoluzione di David Blatt tra Princeton offense e gioco spursesco

Se LeBron James è per Cleveland l’equivalente di quello che era Jordan per Chicago, ovvero un vero e proprio catalizzatore di attenzioni mediatiche, non va dimenticato che il futuro dei Cavaliers passa anche e soprattutto dalla mente di David Blatt. Alla sua prima esperienza da capo allenatore in NBA, dopo aver vinto praticamente tutto a livello europeo ed internazionale, tutti si domandano come il suo modo di allenare si tradurrà nella lega americana. Probabilmente non si discosterà particolarmente da quello con la Russia ed il Maccabi, ma allo stesso tempo adesso Blatt si trova a dover gestire ed a far rendere al massimo una quantità di talento fuori dal comune, dato che ha a roster giocatori del calibro di James, Kevin Love e Kyrie Irving.

Nessuno oltreoceano sa bene cosa aspettarsi dall’allenatore di nazionalità israeliana, ma qualcuno si è già lanciato nella semplificazione dello schema offensivo dei Cavs: palla a LeBron e se la vede lui. Chi un minimo ha seguito Blatt, sa che non c’è nulla di più sbagliato. I giocatori in primis se ne stanno già rendendo conto dopo un paio di allenamenti, tanto che Mike Miller, non proprio l’ultimo degli arrivati, ha definito il suo sistema offensivo geniale, mentre Brendan Haywood ha preferito l’aggettivo “Spursesco”. Ciò fa trasparire come i giocatori abbiano grande rispetto per Blatt e sono pronti a remare nella sua stessa direzione, con la speranza che porti Cleveland ad essere nuovamente competitiva per il titolo.

Di certo l’entusiasmo espresso sul sistema offensivo dell’ex Maccabi fa ben sperare i tifosi dei Cavs e già dal primo incontro di pre-season, avvenuto proprio contro i campioni dell’ultima Eurolega, è possibile trarre qualche buona indicazione. L’attacco si basa sui principi della Princeton Offense, tattica inventata proprio nel college che ha frequentato l’allenatore di nazionalità israeliana e perfezionata nel corso degli anni in Europa, dove non si può sperare di vincere semplicemente affidando il pallone al giocatore più forte. L’obiettivo di Blatt è quello di avere un attacco in cui il pallone si muova costantemente, ma soprattutto in cui tutti i giocatori siano abili nel leggere e adeguarsi alle difese avversarie, attraverso tagli di qualità e passaggi al momento giusto. Insomma, un attacco che ricalchi quello degli Spurs per efficacia e qualità, ma soprattutto che sia imprevedibile per gli avversari.

L’idea di LeBron, Irving e Love che lavorano all’unisono in un sistema offensivo di questo tipo è davvero molto allettante: c’è così tanto talento e così tante soluzioni in questo roster, che se riesce ad acquisire un sistema così preciso e specifico come Blatt richiede, può tranquillamente diventare uno dei migliori attacchi della lega. Ma affinché ciò accada, servirà necessariamente del tempo: una squadra vincente non la si costruisce dal nulla, neanche se hai il giocatore più forte della lega e due superstar di livello assoluto, perché a lottare per il titolo ci sono anche squadre più navigate e che giocano assieme da tanto tempo, come gli Spurs ed i Thunder. Lo stesso LeBron James sa che mettersi l’anello al dito già al termine di questa stagione sarà molto dura. Ma se le premesse sono queste, Cleveland sotto la guida di Blatt è destinata ad andare lontano ed a togliersi molte soddisfazioni negli anni a venire.