Ray Allen, l’uomo della divina provvidenza per gli Heat

Dopo l’imbarazzante sconfitta casalinga di venerdì contro i Nuggets, LeBron James aveva definito il momento come quello decisivo della stagione. Solitamente si tende a minimizzare i periodi di difficoltà, ma non a Miami, dove invece tutto è amplificato ed esagerato. E così gli Heat sono arrivati alla sfida con i Rockets con un solo risultato a disposizione, la vittoria, per evitare di infilare la sesta sconfitta nelle ultime sette uscite.

LeBron e compagni sono riusciti ad imporsi per 113-104 e lo hanno fatto grazie ad un finale di partita pressoché perfetto, in cui hanno piazzato un parziale di 21-7 che ha costretto Houston alla resa. Ovviamente una vittoria, seppur contro un avversario di alto livello, non cancella tutte le difficoltà delle ultime settimane: ad esempio James nell’ultimo quarto ha sbagliato tutte e tre le conclusioni tentate, firmando solo 2 punti e rimanendo nella media di 2.4 con il 23.8% dal campo nelle frazioni conclusive delle ultime sette partite. Stavolta, però, le sue difficoltà al tiro sono state coperte dalla produzione delle guardie, in particolare da Ray Allen.

Quest’ultimo è diventato praticamente l’uomo della divina provvidenza per gli Heat, dato che nei momenti più difficili è sempre pronto a piazzare qualche giocata importante. Inutile scomodare quella tripla che ha salvato letteralmente la scorsa stagione di Miami, limitiamoci a parlare di quello che ha fatto stanotte. Nonostante la 38enne guardia stia tirando quasi con il 5% in meno da oltre l’arco rispetto all’annata passata, ha mostrato per l’ennesima volta che non ha alcuna paura di prendersi responsabilità importanti: Ray ha segnato la bellezza di 14 punti nell’ultimo quarto ed ha anche messo difensivamente in difficoltà James Harden, utilizzando tutta la sua esperienza ed il suo “mestiere”.

I canestri di Allen hanno dato una spinta molto importante agli Heat, che nella loro metà campo si sono finalmente ritrovati: negli ultimi 4 minuti, non hanno concesso nemmeno un canestro dal campo agli avversari ed allo stesso tempo hanno limitato al massimo le palle perse, chiudendo con 13 turnover, un buonissimo risultato se si considera che ne avevano commessi almeno 17 nelle ultime quattro sconfitte. In attesa di recuperare il vero LeBron James, Miami ha trovato le risposte che cercava nella sfida con i Rockets e può guardare avanti con maggior fiducia.