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Seth Curry, la maggiore attrazione della Summer League di Las Vegas

E’ la maggiore attrazione della Summer League di Las Vegas. E non lo è per il pesante cognome che porta sulle spalle, parliamoci chiaro, ma per quello che sta facendo vedere sul campo. Dopo un ottimo trascorso a Duke e delle esperienze tra (tanta) D-League e (pochissima) NBA, Seth Curry sta puntando tutti i riflettori su di sé per trasmettere un messaggio: “Sto lavorando duramente, sono pronto e mi sento da NBA, voglio un’occasione per dimostrarlo”.

E gli addetti ai lavori lo stanno recependo chiaramente, dato che stanno analizzando nei minimi dettagli il suo gioco. In particolare Alvin Gentry, nuovo allenatore dei Pelicans nonché ex assistant coach dei Warriors e in ottimi rapporti con il fratello Steph. New Orleans, infatti, si sta convincendo sempre di più a inserire nelle rotazioni Seth, e non solo per le qualità offensive che ha sempre posseduto. Come sottolineato in primis da coach Gentry, a Las Vegas Curry sta facendo vedere miglioramenti importanti dal punto di vista difensivo e del playmaking, oltre che nella determinazione con cui sta andando a canestro. Insomma, sta cercando di dimostrare di poter essere un vero giocatore da NBA, e non solo uno con una tecnica che ricorda molto quella del fratello maggiore e con un buon talento offensivo.

Per la cronaca, ovviamente per farsi notare così tanto Seth ha usufruito di alcune prove realizzative importanti: in questa Summer League sta viaggiando con una media di 25 punti, mostrando un arsenale offensivo sempre più completo e pericoloso. Insomma, siamo dinanzi ad un ragazzo che va innanzitutto ammirato per il fatto di non aver mai rinunciato al sogno NBA, lavorando duramente per andare oltre i propri limiti e migliorare esponenzialmente la sua pallacanestro. Nessuno si aspetta che segua le orme del fratello o che diventi un giocatore di quel livello, ma Seth ha raggiunto il livello e la maturità necessarie per meritarsi un posto in una squadra NBA.