Spurs-Thunder, gara 2: la chiave del 2-0 San Antonio è la circolazione di palla

Gli Spurs hanno conquistato in gara 2 una vittoria senza appello, arrivando così al 2-0 nella serie. I Thunder hanno perso le due gare all’AT&T Center con uno scarto complessivo di 52 punti. È difficile pensare a cosa possa fare la compagine di Scott Brooks per ribaltare una serie in cui si è vista una così palese differenza di caratura tra le due squadre. La disfatta di gara 2 è stata accompagnata da una difesa approssimativa nel pitturato e da troppi errori al tiro pesante (2/20). I Thunder, oltretutto, sono riusciti a guadagnarsi poche gite in lunetta, per motivi che analizzeremo più avanti. Gli Spurs hanno stravinto la lotta a rimbalzo (53-38) e hanno distribuito 9 assist più degli avversari. Nel secondo tempo, i padroni di casa hanno tirato con percentuali stellari.

CIRCOLAZIONE DI PALLA – La differenza più netta tra le due squadre è quella che riguarda la circolazione di palla. Gli Spurs sono una squadra vera e propria: la palla è sempre in movimento e tutti i giocatori sono coinvolti. L’assenza di Ibaka, invece, ha levato un uomo fondamentale in area e ha accentuato la tendenza dei Thunder a non passarsi minimamente il pallone. Westbrook e Durant, per dirne una, hanno preso 40 degli 89 tiri della squadra e hanno giocato solo 29 minuti a testa. Le percentuali di tiro non possono che risentirne: 7/24 per Westbrook, 6/16 per Durant. Senza movimento di palla, ne emergono copiose forzature dalla distanza ed è anche difficile guadagnare tiri liberi. In questa partita, OKC ne ha tirati solo 10 (5 a segno). Non si riesce neanche a capire come si possa rimediare a questo problema, dal momento che la riserva naturale di Westbrook, Reggie Jackson, ha praticamente le stesse caratteristiche del numero 0 dei Thunder. Al momento, la situazione sembra essere questa: San Antonio, prima o poi, crea una serie di tiri aperti; i Thunder, invece, continuano ad affidarsi ai soli Westbrook e Durant. Tony Parker e Tim Duncan hanno chiuso la partita con +32 di plus/minus, Westbrook addirittura con -34.

Westbrook 1Westbrook 2Westbrook 3

Una situazione tipo per i Thunder (clicca sulle foto per ingrandirle). Westbrook (foto 1) riceve quando al termine dell’azione mancano 15 secondi. I compagni restano immobili, lui (foto 2) si mette in condizione di avere maggiore spazio per l’1 contro 1. L’azione si conclude (foto 3) con un tiro forzato dall’arco, che naturalmente non entra.

DGreen1DGreen2DGreen3

L’azione più bella della partita degli Spurs. Parker (foto 1) porta palla, Ginobili si smarca. L’argentino (foto 2) va verso l’angolo sinistro e s’inventa la più incredibile delle traiettorie per servire Danny Green nell’angolo opposto. La guardia degli Spurs (foto 3), che ha disputato una partita da 7/10 dall’arco, non perdona.

SENZA IBAKA, L’AREA È SCOPERTA – Certo, la situazione è migliorata per i Thunder rispetto a gara 1: i punti nel pitturato degli Spurs sono calati da 66 a 54. Ma i problemi restano, eccome. Tony Parker e Manu Ginobili, quando cerca la soluzione personale, hanno vita facile nel trovare l’ingresso in area e concludere al ferro o, in caso di aiuto, scaricare per l’uomo libero nell’angolo. Perkins, Collison e Adams, in queste prime due gare, non hanno fornito intimidazione alcuna ai giocatori degli Spurs. Splitter e Duncan dialogano tra di loro in maniera sublime: si trovano a memoria, con passaggi che non sarebbero alla portata della maggior parte dei playmaker in questa lega. Brooks, rispetto a gara 1, è passato da un estremo all’altro: nel primo atto della serie aveva provato un quintetto con Durant da cinque, questa volta è passato addirittura ad una soluzione con quasi solo lunghi, ovvero Westbrook-Durant-Perry Jones-Collison-Adams. Per ora anche questo enigma resta insoluto.

Parker 1Parker 2Parker 3

Parker serve Splitter (foto 1) e taglia a canestro (foto 2). Il passaggio del brasiliano è assolutamente perfetto e permette a Parker (foto 3) di appoggiare al vetro in solitaria.

DOV’È IL SUPPORTING CAST? – Le responsabilità in una squadra vanno sempre ripartite e, se Durant e Westbrook sono arrivati a tirare così tanto, forse è anche un po’ perché hanno smesso di fidarsi dei compagni. L’esempio migliore resta quello di Thabo Sefolosha, che nei primi due capitoli della serie ha collezionato un mortificante 0/9 dal campo. In questi Playoffs, sta tirando con il 26.1% dall’arco. Gli unici giocatori che hanno dimostrato un minimo di aggressività in attacco, al di là delle due stelle della squadra, restano Caron Butler e Reggie Jackson, con alterne fortune. Se gli Spurs non devono preoccuparsi di nessun altro a parte Westbrook e Durant, gli affari diventano decisamente facili per Leonard e compagni. Brooks in questi due giorni deve lavorare innanzitutto dal punto di vista mentale sul supporting cast – e non solo – per provare a ribaltare la serie tra le mura amiche. Senza un contributo tangibile da parte di Sefolosha, Butler, Jackson e Collison, i Thunder hanno poche speranze. Coach Brooks potrebbe anche pensare di utilizzare Jeremy Lamb, che nel garbage time di gara 2 ha segnato 13 punti con 6/8 al tiro.