Spurs-Thunder, gara 5: San Antonio supera la paura di Ibaka e vola sul 3-2 nella serie

È incredibile come la percezione di una serie possa cambiare in 48 minuti. Dopo le prime due gare, i Thunder sembravano spacciati. Poi ci si è trasferiti ad OKC e, con il rientro di Ibaka, sembrava obiettivamente che la squadra di Scott Brooks avesse guadagnato un vantaggio psicologico sugli avversari. Gli Spurs, invece, hanno avuto più energie dei Thunder in gara 5 e hanno letteralmente spazzato via la formazione rivale con una prova autorevole. Ibaka, contro gli Spurs, non perdeva dall’11 marzo del 2013. C’è di più: i Thunder hanno perso nonostante Durant (25 punti, 11/21 dal campo) e Westbrook (21 punti, 6/12) abbiano tirato con una percentuale pari o superiore al 50%. Non succedeva dalla gara del 6 marzo contro i Phoenix Suns. Questa volta Brooks ha fatto riposare i titolari nel finale, ma anche Popovich ha optato per la stessa soluzione. Non si è verificata la stessa situazione di vantaggio della gara precedente, quando le riserve di San Antonio hanno costretto Brooks a tenere dentro Westbrook per 45 minuti e Durant per 41.

BONNER IN QUINTETTO – Pareva evidente, dopo gara 4, che gli Spurs avessero bisogno di un’alternativa a Splitter per portare Ibaka fuori dall’area. Diaw pareva il più gettonato, ma Popovich ha sorpreso tutti mandando in quintetto Matt Bonner. Il Red Mamba era partito per l’ultima volta in quintetto in gara 2 della serie contro i Warriors negli scorsi Playoffs. Bonner non ha colpito nella metà campo offensiva e ha chiuso la partita con 0 punti e 0/4 dal campo. Ma ha raggiunto un risultato importante: convinti di poterlo battere facilmente, i Thunder hanno deciso di attaccarlo nelle fasi iniziali della gara. Ibaka, contro di lui, ha sbagliato i suoi primi quattro tentativi dal campo. Lo stratagemma di Popovich ha funzionato e l’idea di non schierare mai Duncan e Splitter assieme si è rivelata vincente. Duncan è stato il migliore in campo e, con 22 punti e 12 rimbalzi, ha collezionato la 154a doppia-doppia della sua carriera nei Playoffs. Solo Magic (157) ne ha più di lui. In qualche modo, gli Spurs hanno scacciato la paura di Ibaka: i punti segnati in area sono stati 40 come in gara 3, ma la differenza è stata la disinvoltura con cui anche Parker e Ginobili hanno attaccato il ferro.

PIOGGIA DI TRIPLE – Superare la paura di Ibaka nel pitturato era un passo necessario, ma a conti fatti non è neanche il motivo principale per cui gli Spurs hanno portato a casa una vittoria 117-89 in questa gara 5. Il risultato è infatti figlio, innanzitutto, di un megagalattico 13/26 dall’arco dei tre punti. Una pioggia di triple arricchita anche dalla partecipazione di Patty Mills (3/5) e Boris Diaw (2/2), che nelle precedenti gare avevano assai faticato al tiro pesante. Gli altri otto canestri dal perimetro sono arrivati da Danny Green (4/8), Manu Ginobili (3/4) e Kawhi Leonard (1/2). 2 punti, con 0/1 da tre, per Marco Belinelli, che in questa serie sta tirando con il 39.1% dal campo (9/23) e con il 16.7% dall’arco (1/6). Boris Diaw e Manu Ginobili sono i due giocatori in grado di cambiare maggiormente i destini della squadra dalla panchina. In partite come questa, infatti, entrambi aggiungono molteplici dimensioni al gioco degli Spurs. Diaw può segnare in rovesciata dopo aver superato l’avversario con una deliziosa virata; Ginobili può colpire dall’arco dopo aver mandato all’aria Lamb con una finta di passaggio. Entrambi sono incredibili passatori, in grado di trovare il compagno che nessuno si aspetta.

PUNTI IN CONTROPIEDE – Un altro dei discorsi cruciali di questa serie. In gara 4 i Thunder hanno spazzato via gli Spurs con 21 fast break points a 0. Segno che, in quell’occasione, OKC è stata in grado di sfoderare tutta la manifesta superiorità atletica sulla squadra rivale. Come avevamo preventivato, però, una partita giocata a quei ritmi e, oltretutto, senza quasi mai un minuto di riposo per Westbrook, Durant e Ibaka rischiava di trasformarsi in un’arma a doppio taglio per i Thunder appena due giorni dopo. E infatti i Thunder hanno segnato solamente 4 punti in transizione, trovandosi limitati in un aspetto fondamentale per il loro tipo di gioco. Gli Spurs, per contro, ne hanno segnati 14 e hanno in generale avuto percentuali elevatissime quando sono riusciti a tirare nei primi 8 secondi dell’azione. OKC deve ritrovare l’intensità mostruosa di gara 4 se vuole tenere aperta la serie. In particolare da parte di Westbrook, che è riuscito ad incidere solo a tratti – e ha comunque regalato una schiacciata meravigliosa – a causa, forse, della stanchezza maturata nella partita precedente. Il playmaker dei Thunder ha tirato solo 12 volte dal campo e ha guadagnato 9 tiri liberi.