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NBA Stats – L’indomabile Harden e il dominio di Steph

James-Harden-+-Steph-Curry

Partiamo dalla vittoria dei Cavs sui Rockets (128-120 il finale) con cui LeBron James e compagni trovano la quarta vittoria consecutiva da inizio stagione: era dalla stagione 2000/2001 che i Cavaliers non piazzavano un record di 4-0 nelle prime quattro uscite stagionali. James va a due sole assistenze dall’ennesima tripla-doppia in carriera, collezionando 19 punti (6/12 dal campo), 13 rimbalzi e 8 assistenze. A condurre i padroni di casa, inoltre, ci pensa soprattutto un Irving da 32 punti e 4/6 da oltre l’arco. A livello statistico, tuttavia, la scena se la prende James Harden con una prestazione storica per la franchigia di Houston: Harden, infatti, diventa il primo giocatore nella storia dei Rockets a realizzare almeno 40 punti, 5 rimbalzi e 15 assist in un singolo match di Regular Season. La volontà di D’Antoni nel vederlo raddoppiare le proprie assistenze sembra trovare risposte importanti, poiché Harden viaggia a 11.8 assist di media a partita. Il dato che più stupisce della prestazione del playmaker è la sola persa a referto in 38’10” di utilizzo: dato incredibile, se si pensa al numero di possessi in cui Harden è stato coinvolto nel match contro i Cavs.

A Portland, invece, i Warriors conquistano la terza vittoria stagionale (104-127 il finale) e si godono uno Steph Curry mostruoso nel terzo quarto di gioco. Con 8/12 dal campo (5/6 da tre) Curry colleziona 23 punti personali nella frazione, trovando solamente tiri contestati e superando, per punti realizzati nella frazione, Portland (23-20 il parziale). Non solo Curry, però, poiché Golden State si gode anche la perfect-storm di Ian Clark, autore di un perfetto 8/8 dal campo (3/3 da tre). Era dal gennaio 1996 che un giocatore dei Warriors non riusciva a chiudere una partita con il 100% al tiro e con almeno 8 tentativi a canestro: allora vi riuscì Chris Mullin, ma i Warriors dovettero cedere ai Bucks per 100-96. Durant, infine, arriva alla 68° partita consecutiva con almeno 20 punti a referto, a una sola lunghezza dalla seconda striscia di sempre in questa particolare classifica (appartenente a Michael Jordan, così come la prima).

San Antonio conosce la prima sconfitta stagionale per mano dei Jazz, i quali espugnano l’AT&T Center con il punteggio di 91-106. Agli Spurs non basta l’ennesima prova devastante di Kawhi Leonard, autore di 30 punti (5/7 da tre), 7 rimbalzi, 2 assist e 2 recuperi, poiché Utah trova un 15/31 di squadra da oltre l’arco che parla da sé. Si segnalano anche le 4 stoppate di Dante Exum in soli 14′ di impiego sul parquet, nonché la prestazione personale di George Hill, autore di 22 punti e 7 assist con un 9/13 al tiro e nemmeno un turnover sulle spalle.

Anthony Davis continua nei suoi show personali, ma non riesce a portare i Pelicans alla prima vittoria stagionale nemmeno contro i Bucks (113-117 il finale). Davis realizza 35 punti, 15 rimbalzi, 3 recuperi e 3 stoppate, trova una delle migliori partite di sempre in lunetta (17/18) ma New Orleans deve inchinarsi alle giocate di Giannis Antetokounmpo, autore della tripla che consegna due possessi di vantaggio ai Bucks, e di una prestazione da 27 punti, 10 rimbalzi, 7 assist. Peraltro, Davis diventa il giocatore ad aver realizzato più punti (148) nelle prime quattro partite pur perdendole tutte: statistica che sembra dare credito a quanti sperano in un suo passaggio a una contender.