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Storie da Summer League: Maurice Ndour, il giramondo senegalese alla conquista della NBA

A volte mi capita di parlare con degli amici che mi chiedono con quale coraggio riesca a seguire le Summer League. E’ vero, il livello della pallacanestro a cui si assiste è spesso ripugnante, ma personalmente ritengo che le SL siano un evento splendido da seguire perché rende protagonisti assoluti tutti quei giocatori che hanno qualcosa da dimostrare, a qualsiasi livello. L’altro giorno abbiamo parlato di Seth Curry, che è diventato la principale attrazione della SL di Las Vegas; oggi invece ci dedichiamo a Maurice Ndour, un’ala di origini senegalesi che ha praticamente girato il mondo e che adesso vuole costruire la sua carriera da professionista, preferibilmente all’interno della NBA.

Classe 1992, ho avuto modo di seguirlo in occasione della FIBA World Cup 2014: in Spagna ha mostrato di avere un’ottima base dal punto di vista fisico e atletico, ma anche tanto lavoro da fare a livello tecnico. Un anno dopo, mi sembra che Ndour sia cresciuto moltissimo, soprattutto mentalmente (l’esperienza al Mondiale in questo senso deve avergli fatto molto bene), non a caso è stato uno dei migliori giocatori della Mid-American Conference e il leader assoluto degli Ohio Bobcats, anche se quest’ultimi hanno disputato la loro peggior stagione da 10 anni a questa parte (10-20 il record generale, 5-13 quello di Conference. L’addio di coach Jim Christian, sostituito da Saul Phillips, non è semplice da assimilare).

Stando a quanto dichiarato dai vari coach che lo hanno avuto in squadra, Ndour è un ragazzo molto interessante non solo cestisticamente, ma anche culturalmente: d’altronde stiamo parlando di uno di origini senegalesi che è andato al liceo a Okayama, in Giappone, inizialmente senza sapere neanche una singola parola di giapponese. Adesso lo parla fluentemente, così come l’inglese, il francese e un paio di lingue del suo paese. Tra l’altro, Ndour è anche una sorta di icona in Senegal, paese che si sta innamorando del basket grazie agli ultimi Mondiali, in cui la nazionale si è splendidamente comportata ed è stata una delle più piacevoli ed elettrizzanti sorprese della competizione.

Giocatore di grande energia e dotato di doti fisiche e atletiche importanti, Maurice sa di avere un futuro luminoso davanti a sé: entrare a far parte e soprattutto restare all’interno del mondo NBA non sarà affatto facile, ma Ndour ha tutte le carte in regola per giocare da professionista, soprattutto in Europa. E lo sta dimostrando nel migliore dei modi alla Summer League di Las Vegas: nella sfida tra Knicks e Sixers le attrazioni principali avrebbero dovuto essere Kristaps Porzingis e Jahlil Okafor, ma è stato Ndour a rubar loro la scena e a mandare in delirio la folla con una prestazione da 23 punti e 6 rimbalzi. Il prodotto di Ohio ha giocato solo 28 minuti, ma è stato di gran lunga il giocatore più attivo, reattivo e soprattutto decisivo: ha tirato con un eccellente 10/15 dal campo, ha fatto registrare un plus/minus di +15, è stato l’uomo a cui affidarsi nell’ultimo quarto, in cui ha evitato la sconfitta ai Knicks e ha permesso loro di conquistare l’overtime, dove si sono poi imposti per 84-81.

La giocata clou della serata è sicuramente stata la stoppata su Okafor con conseguente tiro dalla media in faccia al prodotto di Duke. Maurice si trova alla Summer League con i Knicks dopo non essere stato scelto nell’ultimo Draft: a Las Vegas è arrivato con l’obiettivo di convincere qualche club europeo a puntare su di lui e se ne andrà molto probabilmente con un invito al training camp di New York e con il sogno, adesso meno difficile da realizzare, di entrare a far parte di una franchigia NBA.