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Tanti auguri, fenomeno! I record che testimoniano il dominio di Steph Curry

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28 anni appena compiuti e l’impressione di aver solamente iniziato a trasformare la NBA nel suo personale parco giochi. Oggi è il compleanno di Steph Curry, che da quel 14 marzo 1988 ne ha fatta di strada: nonostante quasi nessuno avrebbe scommesso un euro sul fatto che sarebbe diventato uno dei giocatori più determinanti della lega, vincendo anche un titolo alla prima apparizione nelle Finals, il figlio di Dell sta riscrivendo la storia di questo gioco, cambiando il modo di pensarlo e di interpretarlo. In questo preciso momento, Curry è la punta di diamante della NBA, il giocatore che tutti vogliono guardare perché in grado di fare cose che non si sono mai viste: la tripla della vittoria da quasi metà campo contro i Thunder è ormai diventata famosa in tutto il mondo ed è il simbolo dell’essenza di Steph, uno che non è solo un tiratore fuori dal comune per tecnica, range e rapidità di esecuzione, ma è anche un giocatore maturo e che scende in campo sempre più consapevole di quello che può fare. Ciò ogni tanto lo porta a superare il confine tra genialità ed arroganza, ma ciò non toglie che sia comunque un fenomeno come mai se ne sono visti nella storia della NBA. In occasione del suo 28esimo compleanno, andiamo a vedere alcuni numeri che mostrano chiaramente il dominio di Steph, avviato al premio di MVP stagionale per il secondo anno consecutivo.

135 – Come le partite consecutive in cui Curry ha segnato almeno una tripla. Questa striscia è attualmente ancora aperta ed è la più lunga mai fatta registrare all’interno della lega: il 25 febbraio la stella dei Warriors ha superato il precedente record di 127 partite, appartenente a Kyle Korver. Curioso notare come l’unica cosa che hanno in comunque questi due giocatori sia la lunghezza della loro striscia, dato che sono due tiratori agli estremi: Korver è uno specialista e nell’arco delle 128 gare ha segnato 330 triple su 337 grazie ad un assist di un compagno, quindi il merito del suo record è da condividere anche con il sistema di Atlanta, mentre Curry si è costruito da solo 224 delle 533 triple realizzate fino al 25 febbraio e ne ha segnate ben 361 da almeno 25 piedi.

12 – La partita seguente quella con i Magic, in cui è arrivato il record di cui abbiamo parlato in precedenza, Steph ha fatto ancora una volta qualcosa di straordinario: in un’incredibile sfida con i Thunder ha segnato uno dei buzzer beater più irriverenti di sempre ed ha chiuso con 46 punti ed un pazzesco 12/16 da oltre l’arco. Curry ha così eguagliato il record di triple realizzate in una singola partita, ma soprattutto è diventato il primo con almeno 10 triple a referto in due incontri consecutivi. Al momento, la stella dei Warriors vanta 60 gare con almeno 5 canestri da tre, 25 con almeno 7 e 3 con almeno 10. Inutile dire che nessuno si avvicina neanche lontanamente a questi suoi numeri irreali.

1502 – Nella penultima partita disputata, quella vinta per 128-112 contro i Blazers, Curry ha vissuto una serata di “normale amministrazione”, realizzando 34 punti con 7 triple. Così facendo, è diventato il giocatore che ha impiegato il minor numero di partite nella storia della NBA per raggiungere quota 1500 canestri da oltre l’arco: per la precisione, Steph ne ha segnati 1502 in 477 gare, ed ha quindi impiegato quasi 200 incontri in meno di Ray Allen (1500 in 661), che possedeva precedentemente questo record.

3 – Come le volte in questa regular season in cui ha finora raggiunto il traguardo dei 50 punti in una singola sfida, e in ognuna di esse non ha mai giocato più di 36 minuti. Ciò lo rende il primo giocatore nella storia della NBA a produrre almeno tre partite da 50+ punti giocando meno di 40’ in una sola stagione. L’ultimo 50ello è arrivato a fine febbraio contro i Magic, in cui tra l’altro è diventato il primo di sempre a segnare almeno 10 canestri dal campo e altrettanti da oltre l’arco nella stessa partita.